mercoledì, Luglio 28

Migranti: Grecia senza una politica Tsipras potrebbe nominare un Ministro ad hoc, ma la politica migratoria è inesistente, in balia di Bruxelles

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AteneAlexis Tsipras ha giurato, ieri, nelle mani del Presidente della Repubblica greca, Prokopis Pavlopulos, per la seconda volta in meno di nove mesi Premier della Grecia; governerà con una maggioranza risicata di 155 parlamentari (su 300), di cui 145 del suo partito, Syriza, che nel voto di domenica ha ottenuto il 35,47% dei consensi, e 10 (pari al 3,69% dei voti) di Anel, un partito di estrema destra, già alleato nel precedente Governo di Tsipras, ma per nulla gradito a Bruxelles. Domani ufficializzerà la lista dei Ministri, ma già da oggi, con il Consiglio europeo dei Ministri dell’Interno straordinario in programma a Bruxelles, sarà chiamato a misurarsi con uno dei problemi che sarà al centro dell’agenda del nuovo Governo, l’emergenza migranti. «La Grecia è il Paese dove ne arrivano di più», ha affermato Tsipras, e questo è «un problema europeo e tutti i Paesi della Ue devono farsi carico di questa responsabilità. L’Europa purtroppo non ha adottato misure a tutela dei Paesi di prima accoglienza dall’ondata migratoria, che ha assunto dimensioni incontrollate».
Il suo Governo dovrà gestire la questione migranti con la consapevolezza che il terzo partito del Paese è il neonazista Alba Dorata, che nel voto di domenica ha conquistato il 6,99% dei consensi, incassando 18 seggi, uno in più rispetto a gennaio, a conferma dei timori della vigilia, quando molti analisti greci avevano sottolineato come l’emergenza e la pessima gestione del capitolo migranti da parte del primo Governo Tsipras avesse rafforzato gli xenofobi di Alba Dorata.

Dall’inizio del 2015 più di 200.000 rifugiati e immigrati sono entrati in Grecia. E’ quella greca, nel Mediterraneo orientale, la rotta più battuta nel 2015 dai migranti. L’agenzia Frontex ha contato 228.967 persone che sono giunte in Grecia, tra gennaio e luglio 2015, soprattutto da Siria, Afghanistan e Pakistan.

Il primo Governo Tsipras si è dimostrato inadeguato a gestire questi massicci flussi, essendosi limitato alla politica degli annunci. Ora, con la UE incapace di proporre politiche e imporre una linea comune, e molti Paesi -dalla Germania alla Croazia- che incalzano, per lo più da posizioni contrapposte, Tsipras, con all’interno della sua maggioranza una forza estrema destra, non è chiaro cosa farà.

Oggi il vertice dei Ministri dell’Interno straordinario di Bruxelles dovrebbe approvare 50.400 ricollocamenti di migranti che al momento sono sul suolo greco, ma il vertice inizia con l’Ue ancora una volta spaccata.
La Germania si è detta pronta a lavorare «fianco a fianco» col nuovo Governo sull’emergenza migranti, per il superamento delle «sfide poste dalla situazione dei rifugiati, per la quale abbiamo bisogno di risposte comuni», ha affermato Steffen Seibert, portavoce della cancelliera Angela Merkel.
Merkel e Tsipras si sono sentiti ieri e si sono confrontati sul tema migranti, concordando una stretta collaborazione. La Germania era già stata perentoria nelle scorse settimane: pronta alla collaborazione ma severa sulla necessità che il Paese si adoperi per la realizzazione con la massima celerità degli hotspot -i centri dove le forze dell’ordine insieme ai funzionari delle agenzie europee Easo, Frontex ed Europol, identificano i migranti, e verificano se esistono o meno le condizioni per il rilascio dell’asilo.
«Paesi come la Grecia  lasciano passare centinaia di migliaia di rifugiati senza registrarli», ha affermato ieri il Ministro dell’Interno  croato, Ranko Ostojic, sottolineando che nel vertice di oggi  prioritario, rispetto al tema della redistribuzione, sarà quello della registrazione, gli hotspot. La Croazia chiederà che la Grecia smetta di smistare verso il resto dell’Europa i migranti che arrivano sul suo territorio, ha affermato Ostojic. «Il flusso di migranti dalla Grecia deve essere fermato. E’ quello che chiederò domani alla riunione Ue, è assolutamente inaccettabile che la Grecia svuoti i suoi campi profughi e mandi la gente in Croazia attraverso la Macedonia e la Serbia».
«La Grecia, non funziona come Stato, e non vuole fare il proprio dovere: sorvegliare e proteggere il confine marittimo tra tre sue isole e la Turchia», ha affermato ieri Premier croato, Zoran Milanovic.
Anche il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ieri in un colloquio telefonico con Alexis Tsipras, ha sollecitatooperativitàimmediata nelle operazioni di registrazione dei migranti, tema che affronterà personalmente domani, quando vedrà Tsipras in occasione del vertice straordinario del Consiglio europeo.
Tsipras, per il momento, non ha ufficializzato decisioni in materia, alcune indiscrezioni sostengono, però, che il Premier intenderebbe nominare un Ministro  ad hoc per i migranti.

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