lunedì, Settembre 27

Migranti, è tensione UE-Turchia field_506ffbaa4a8d4

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Il tema migranti continua ad animare il dibattito europeo. E scoppia il braccio di ferro tra UE e Turchia sui visti per i turchi che vogliono viaggiare nel Vecchio Continente. Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha detto senza mezzi termini: «L’Unione Europea ha bisogno della Turchia più di quanto la Turchia non abbia bisogno dell’Unione Europea». Un commento piccato proprio nel giorno in cui la Commissione ha liberato 110 milioni di euro nell’ambito dell’accordo tra Ue e Turchia sui migranti; un’intesa da tre miliardi di euro complessivi, con l’obiettivo di gestire i rifugiati sul territorio turco. Ma sui visti il presidente Jean Claude Juncker rimane fermo nelle sue intenzioni: «Sulla liberalizzazione dei visti si andrà avanti solo se Ankara rispetterà tutti i criteri previsti dall’Unione europea, non faremo eccezioni. La Turchia deve soddisfare tutti i requisiti per i viaggi visa-free con l’Ue, i criteri non saranno annacquati». «Continuo a credere che avremo l’esenzione dai visti a giugno», aveva detto prima dell’incontro a Strasburgo proprio con Juncker il premier di Ankara, Ahmet Davutoglu. «Se non sarà così, allora di certo nessuno potrà aspettarsi che la Turchia mantenga i suoi impegni. La Turchia è un interlocutore serio. Fa quello che ha promesso e non farà concessioni sulla realizzazione di ciò che le è stato promesso». Dunque una velata minaccia di cancellare gli accordi con Bruxelles, anzitutto quello sui migranti, se l’Ue non manterrà la parola. Mentre arrivano nuovi numeri sulal crisi dei migranti. Quasi 179mila persone sono giunte in Europa via mare dall’inizio dell’anno, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Su 178.882 arrivi totali, quasi 25mila sono avvenuti in Italia, oltre 153mila in Grecia, mentre il numero dei morti nel Mediterraneo è di 737, un dato che non include le centinaia di migranti, soprattutto del Corno d’Africa, che potrebbero essere morti negli ultimi giorni.

Allarme terrorismo sulle spiagge europee. A lanciare l’avvertimento è il quotidiano tedesco ‘Bild’, che cita i servizi segreti italiani che avrebbero contattato quelli tedeschi su possibili attacchi nelle zone balneari, in particolari italiane, spagnole e della Francia del Sud. Il quotidiano, che cita esperti della sicurezza, parla di attentatori ‘travestiti da venditori ambulanti’, pronti a farsi esplodere tra la gente. A stretto giro di posta però la smentita dell’intelligence italiana: «Nessun allarme terrorismo specifico, non risultano informazioni di questo genere». Mentre il ministro Angelino Alfano commenta: «Non ho nessuna valutazione ulteriore da aggiungere a quella di smentita che è già stata fatta. Non vorrei ci fosse dell’allarmismo che danneggia il nostro turismo senza aggiungere nulla alla sicurezza». Duro invece a ‘LaPresse’ il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi: «Per quanto riguarda le informazioni in nostro possesso, mai nessuno ci ha parlato di pianificazione in corso di attentati di questo genere che non ci risultano nella maniera più assoluta. Le fonti del giornale tedesco dovrebbero essere meglio verificate, anche perché se ci fosse stato un allarme di questo genere sulle spiagge italiane avremmo già visto un innalzamento dell’attenzione da parte delle forze dell’ordine. Il fatto che non ci sia stato porta ragionevolmente a pensare che tali informazioni non siano basate su dati di realtà». Mentre rimane alta l’attenzione contro il terrorismo. A lanciare l’allarme dal Belgio l’OCAM, l’organismo preposto all’analisi del rischio terroristico, secondo cui sono arrivate informazioni informazioni riguardanti l’Isis, che ha inviato altri ‘combattenti’ verso l’Europa e il Belgio. L’Ocam ha quindi deciso di mantenere a 3 (su una scala di 4) il livello di allerta nel Paese.

Ancora un attentato a Kabul, in Afghanistan. L’esplosione, avvenuta questa mattina con un camion bomba nel cuore della città, ha portato alla morte di almeno 28 persone e 327 feriti. Ma secondo il presidente Gahni il bilancio è destinato a salire. Ad essere colpito un compound delle forze di sicurezza (NDS) afgane, accanto al ministero della Difesa, ed è stato subito rivendicato dai talebani, che una settimana fa avevano annunciato l’inizio dell’offensiva. A raccontare quanto accaduto proprio il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ad Al Jazeera: «Dopo la prima esplosione, alcuni mujahideen sono entrati nella sede della Direzione, hanno combattuto e hanno inferto pesanti perdite al nemico». «Molti feriti sono in gravi condizioni», ha precisato un portavoce del ministero della Salute. Il presidente Ashraf Ghani ha condannato «con la massima fermezza» l’attacco. «In Afghanistan c’è un’offensiva terroristica da circa una settimana, ma l’attacco di oggi è gravissimo anche perché colpisce le forze di sicurezza afgane», il commento del ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, che si trova proprio nel Paese. «Ho sentito una grande determinazione nella lotta al terrorismo da parte del presidente Ghani, noi continueremo a collaborare ma il protagonismo in questa battaglia è delle forze di sicurezza afgane». A condannare l’attentato anche il segretario generale Ban Ki-moon: «Non vi è alcuna giustificazione per attaccare i civili così come le forze dell’ordine. Dobbiamo lottare contro questi attacchi terroristici».

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