giovedì, Aprile 22

Migranti e la falsità delle malattie

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In Unione Europea, le strategie per gestire l’immigrazione e aiutare i paesi poveri subiscono delle brusche frenate da parte di alcuni Paesi membri.

Il premier danese Lars Lokke Rasmussen stasera ha ordinato lo stop ai treni carichi di migranti in arrivo dalla Germania e anche la chiusura della superstrada attraversata dai profughi con muro di mattoni o filo spinato. La polizia danese ha annunciato che «a causa dell’afflusso di centinaia di migranti, le Ferrovie danesi hanno sospeso a tempo indeterminato il traffico ferroviario tra Germania e Danimarca» e bloccato anche una superstrada nel nord del Paese con un gruppo di migranti che fuggivano verso la Svezia a piedi, in attesa di registrazione nella città di Padborg. 300 migranti, compresi donne, bambini e anziani, si sono messi in marcia lungo un’autostrada da Copenaghen a Padborg, sul confine con la Germania, per arrivare fino in Svezia, con leggi sull’asilo più permissive rispetto a quelle vigenti nel Paese di arrivo. Da Padborg è possibile raggiungere in treno il porto svedese di Malmoe. Ieri il governo danese ha fatto pubblicare sui giornali libanesi in arabo e in inglese un annuncio, sconsigliando ai profughi siriani in Libano di recarsi in Danimarca. L’annuncio, a firma del ministero dell’immigrazione danese, precisa che il nuovo governo di Copenaghen ha introdotto delle norme che riducono fino al 50% i sussidi ai profughi appena giunti nel Paese e che limitano le possibilità di ottenere il permesso di soggiorno.

La Danimarca ha chiesto ai profughi siriani: «Non venite da noi», mentre nell’Ungheria di Viktor Orban sale pericolosamente la tensione, come è alta anche al confine tra Serbia e Ungheria: nelle città di confine si avverte, con tanto di foto shock, che «i migranti portano malattie: Sono malati, non toccateli», lanciando così allarme e panico sul rischio contagio. La polizia ungherese ha usato ieri gas lacrimogeni per fermare circa 150 migranti alla frontiera meridionale con la Serbia, che volevano incamminarsi verso Budapest. Secondo l’agenzia di stampa ungherese Mti, i rifugiati sono arrivati ieri sera a piedi dalla Serbia, decidendo di mettersi in marcia verso la capitale: la polizia è riuscita a convincere alcuni di loro, soprattutto le famiglie con i bambini, a farsi accompagnare nel centro di prima accoglienza di Roszke, ma in 150 circa, soprattutto giovani uomini, hanno rifiutato al grido di «No Camp» e «Budapest, Budapest», quindi gli agenti avrebbero lanciato gas lacrimogeni dopo il lancio di oggetti contro di loro, tuttavia nessun ferito grave.

Avviso shock a Asotthalom, al confine tra Ungheria e Serbia: un manifesto incollato alle stazioni dei bus mette in guardia dal «rischio contagio dalle malattie dei migranti», con due foto: in una dei medici con protezioni anti infettive trasportano una persona morta in barella, nell’altra si vede un braccio devastato da piaghe. «Non toccate gli oggetti lasciati dai migranti: vestiti, abiti, scatole di conserve e anche bottigliette d’acqua. I migranti portano malattie e rischiate di essere contagiati», recita l’inquietante avviso.
Inoltre un manifesto incollato alle stazioni dei bus mette in guardia dal «rischio contagio dalle malattie dei migranti». 

Il tutto mentre Juncker dà monito all’Europa: «Servono quote permanenti. C’è poca Unione e poca Europa», dice Jean Claude Juncker. E’ un attimo solenne, il primo discorso sullo stato dell’Unione. Il Parlamento europeo ascolta applaude l’autocritica che vuole essere collettiva. E’ l’ammissione del fatto che si deve e si vuole fare di più, almeno a parole. Così il presidente della Commissione ribadisce il significato politico che ha dato, e vuol dare, al suo mandato: «Siamo uomini politici, non dei politici – assicura -. Non vuol dire politicizzare tutto».

Il corrispondente della BBC John Sweeney ha viaggiato per cinque giorni a fianco dei rifugiati – da Kos verso la Macedonia. In questo video blog su internet descrive quello che ha visto e alcune delle storie che ha sentito.

(tratto dal canale ‘Youtube’ della ‘BBC News’)

 

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