mercoledì, Settembre 22

Migranti Baobab: l’accoglienza sgomberata

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Dove le istituzioni latitano, la società civile si rimbocca le maniche per supplire a carenze, francamente, gravi. Il Centro Baobab ha vissuto di questo: della buona volontà dei volontari e della generosità dei cittadini romani. «Noi ci sentiamo certamente sfiduciati e preoccupati,» dice Marzia «ma siamo anche decisi e determinati a non arrenderci e a continuare a prestare accoglienza fino a quando ci sarà anche un solo migrante ad averne bisogno».

Nella stagione invernale gli arrivi diminuiscono, ma la primavera dovrà trovare la città di Roma pronta a far fronte alla prossima ‘emergenza migranti’, «che in realtà emergenza non è, perché ormai è più che prevedibile. Emergenza è solo il modo per giustificare l’inadeguatezza delle istituzioni che dovrebbero farsene carico», argomenta Marzia.

Il Centro Baobab è situato in una posizione strategica, tra le due principali stazioni di Roma. È diventato in breve tempo il punto di riferimento non solo per i migranti ma anche per la cittadinanza, per la Roma che accoglie. Un modello di convivenza pacifica. «Ma il Baobab va al di là del luogo fisico,» dice ancora Marzia «noi non lasceremo mai i migranti soli, qui o altrove, e continueremo a monitorare la situazione in ogni modo possibile. A denunciare mancanze e incongruenze fino a quando la città di Roma non avrà messo a punto una soluzione concreta per un’accoglienza degna e rispettosa di tutti. Un’accoglienza che preveda sinergie con il territorio, risorse maggiori e il coinvolgimento di figure professionalizzate». E per quanto riguarda i volontari, «se sarà necessario, saremo pronti anche a costituirci in associazione per diventare un soggetto giuridico, rinunciando però così alla modalità volontaristica che ci ha permesso di riunirci in maniera spontanea e di sperimentare un’accoglienza completamente autogestita ed orizzontale, per elaborare un progetto a lungo termine e non disperdere e vanificare il know-how acquisito insieme a tutte le associazioni e alle ONG che ci hanno supportato in questi mesi e a tutti i donatori e i volontari che si sono impegnati tantissimo al nostro fianco e che hanno preso parte e dato forma a un’esperienza di mobilitazione di grande portata». In queste ore l’hashtag #iostoconbaobab raccoglie tutta la caparbietà di coloro che questo modello di accoglienza vogliono difenderlo contro qualsiasi sgombero deciso dalle Istituzioni.

Malgrado la sfiducia delle istituzioni  -che anziché incentivare un progetto che, in effetti, supplisce alle loro stesse inadeguatezze, provano a demolirlo- la cittadinanza romana dimostra come iniziative spontanee dal basso siano in grado di dare una risposta efficace a problematiche complesse come quella dell’accoglienza, in modo creativo, in modo solidale, in modo partecipativo.

 

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