mercoledì, novembre 14

Migranti, arma di distrazione di massa Italia contro Francia, per ridere, ovviamente, anzi, per stracciarci le vesti (o le felpe) per ... distrarre i cittadini da altre cose, quali condoni agli evasori e per le costruzioni abusive di Ischia distrutte dal terremoto

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Migranti e condono. In politica molto spesso -purtroppo sempre più spesso e per gente che urlava ‘onestà onestà’ la cosa è grave assai- si fa in modo di ‘coprire’ certe nefandezze (un termine molto edulcorato penso) strillando a pieno petto per altre cose che non c’entrano nulla.
È una ‘tecnica’ elementare, che si impara a scuola, per così dire, a scuola di politica, nel senso di ‘politicanteria’, neologismo di mia invenzione, per sottolineare che altro è la politica con -come dicono quelli bravi- con lap maiuscola, e altro è l’utilizzo di mezzucci, più o meno di comunicazione, per nascondere ciò che si fa davvero. Che, va detto, si nasconde perché, direbbe una persona perbene, se ne vergognano, ma che in realtà, come direbbe una persona ‘permale’ come me, si nascondono solo per non farle vedere, dato che sono volute e cercate, o meglio sono l’espressione dell’interesse dei politicanti-governanti contrario o indifferente all’interesse pubblico. Quanto meno dell’interesse elettorale.
E infatti, ora le prime pagine dei giornali (anche loro sempre pronti a farsi strumentalizzare) sono piene del clamore dell’offesa terribile recata dalla Francia all’Italia, ridotta a «pattumiera dei migranti d’Europa». Mamma mia, siamo quasi in guerra o sbaglio? Guardiamo bene: irruzione di Forze Armate (la Polizia è una forza ed è armata) sul sacro suolo italiano; scarico di persone sconosciute sul sacro ecc.; illecito uso della forza per realizzare quel risultato. Roba, lo ho già detto ieri, da guerra, ma guerra vera. Come quella che rischiammo (a chiacchiere … sempre di chiacchiere si tratta, state tranquilli) con l’Austria, quando la stessa cominciò a parlare di carri armati ai confini italiani, ecc. Poi non se ne fece nulla. Ma….

Eh sì, c’è un ‘ma’: Ilmaè che tutto ciò non è vero, o almeno è largamente esagerato. Lo ho detto e ripetuto anche qui molte volte. L’Italia ha la pessima abitudine, tra l’altro, di non registrare i migranti quando arrivano via mare (ma non solo) in Italia. Ciò per un motivo semplice, benché poco serio e poco legittimo, benché, incredibile, umano: quelle persone non vogliono andare in Italia, ma altrove in Europa, dove hanno parenti e amici. E quindi, registrati o no, vogliono andarsene: questo è il punto centrale, cari Matteo Salvini e Luigi Di Maio, se fossimo persone serie: che la gente voglia andare dove gli pare è del tutto normale e ovvio, ed è regolato da una miriade di norme internazionali e interne, a cominciare dalla nostra Costituzione. I migranti, lo si voglia o no, sono persone normali, esseri umani come gli altri, dotati degli stessi diritti degli altri, e detti diritti sono garantiti (che non vuol dire, purtroppo, assicurati) dal diritto internazionale e dal diritto interno italiano e di tutti i Paesi europei, fatta forse eccezione dei paesi dell’Europa orientale come l’Ungheria che addirittura ha modificato la propria Costituzione per vietare ai migranti di accedere al suo territorio. Ma, attenzione, ciò non cambia di una virgola le norme internazionali, che invece affermano che ciascuno è libero di andare dove vuole, purché non faccia danno. Se l’Ungheria non vuole rispettare le norme internazionali, affari suoi, ma l’Italia, in quanto Paese sovrano, ha il diritto sacrosanto di pretendere dall’Ungheria che rispetti le norme di diritto internazionale.

Ciò premesso, l’Italia ha sottoscritto degli accordi internazionali, come la Convenzione di Dublino, grazie ai quali i migranti che arrivano in Italia devono essere registrati in Italia ma, tendenzialmente, dovrebbero esser liberi, una volta registrati, di andare dove vogliono, e invece le convenzioni di cui ho parlato sopra (Dublino), dicono che, una volta registrati, i migranti devono restare nel Paese di registrazione. Qui ci sarebbe, invece di strillare, una bella e forte base per agire e protestare da parte italiana. Perché non si può imporre a delle persone di restare in un posto, a meno che non siano arrestati … e i migranti (con buona pace di Salvini) non sono, ripeto non sono (lo dice anche la Corte Costituzionale) dei delinquenti. Quindi sono liberi. Si può ‘costringere’ l’Italia a violare una norma così fondamentale, come la norma sulla libertà individuale?
Se avessimo dei politici e non dei politicanti, questo sarebbe un argomento fortissimo a favore dell’Italia, che attraverso di esso, probabilmente, potrebbe rovesciare l’attuale regime. Che consiste nel fatto che se un migrante registrato o non registrato in un Paese, dove sia arrivato la prima volta (già, la prima volta rispetto a che?) ne esce, può essere riportato da dove veniva. Ribadisco, la cosa potrebbe essere contestata, ma non col trucco, cioè non registrandoli e poi dicendogli ora fate quello che volete, che poi è quello che molti fanno. A loro volta, gli altri Paesi confinanti, possono riportare le persone da dove vengono, sempre che chi li deve ricevere non si opponga, ad esempio utilizzando gli argomenti di cui qui sopra. Gli accordi, per lo più nemmeno pubblicati, in quanto si tratta di accordi tra Ministeri, prevedono la riconsegna previo avvertimento ecc. I francesi, non da ora ma da molto tempo, della norma se ne fregano e, visto che avere una risposta da funzionari italiani è una impresa, ce li scaraventano qui: non in quanto pattumiera, ma in quanto ne hanno, o credono di averne, diritto. Esistono mille modi per contestare giuridicamente le pretese francesi e svizzere ecc. invece di strillare senza scopo.
Perché non lo si fa? Ma è ovvio: perché se taciamo evitiamo di farci ulteriori nemici ostili ai nostri pasticci economici, e per di più evitiamo una diatriba internazionale costosa e incerta nei risultati. E, inoltre, se taciamo, ogni tanto possiamo stracciarci le vesti (o le felpe) per distrarre i concittadini da altre cose.

Ad esempio. Che, dopo avere sbraitato per anni contro le brutture dei condoni e degli sconti ad evasori e truffatori, si fa un provvedimento di condono pazzesco, che consiste nell’abbuonare le tasse non pagate e anche quelle non dichiarate degli ultimi cinque anni (cinque anni!) a chi non le ha pagate e ora le pagherà (beh, pagherebbe, perché chi ce lo garantisce che chi debba pagare non aspetti la prossima passata di spugna?) con un piccolo sconto di oltre l’80% e, come dicono nell’Oltrepò pavese, ‘chi s’è visto s’è visto’.

Anzi, già che ci siamo, abbiamo deciso di non scontentare anche altri, e quindi introduciamo nel decreto su Genova, senza dire niente a nessuno, un bel condono delle costruzioni abusive di Ischia, distrutte dal terremoto. Capite? Non solo sono condonate essendo illecite, ma vengono anche risarcite le spese per la ricostruzione o le riparazioni! E si tratta di costruzioni in zona sismica, in posti pericolosi ecc. Poi, quando accadrà il prossimo disastro, i proprietari e gli amministratori si stracceranno le vesti per chiedere un risarcimento, e così via all’infinito.

Ma c’è di più: al danno si aggiungono le beffe! Perché questa schifezza, è vantata dai 5S come una grande vittoria, per avere ottenuto (dicono) di limitare ad un massimale di 100.000 euro il condono.
Già, ma guardiamo bene, perché, come si dice, il diavolo si nasconde nei dettagli. Eh sì, vedete: noi in Italia abbiamo una Costituzione, ancora per un po’ almeno, e qualcuno potrebbe chiedersi: perché mai solo fino a 100.000 euro e se uno avesse evaso un paio di milioncini e che è: figlio della serva?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.