giovedì, Luglio 29

Migranti, altro strappo del gruppo Visegrad Medici Senza Frontiere ancora nel mirino. Libia, le forze di Haftar hanno riconquistato Sidra e Ras Lanuf

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L’Italia ha fatto un grande lavoro sul fronte migratorio ed «ha ragione a chiedere un cambiamento. Il diritto internazionale non è chiaro. E ci si biasima gli uni con gli altri. Questo non è giusto», ha detto il commissario europeo Dimitris Avramopoulos parlando degli schemi regionali per gli sbarchi, proposta a cui la Commissione Ue sta lavorando. In particolare il commissario ha ribadito:  «Condividiamo la preoccupazione dell’Italia sulla proposta che riguarda i movimenti secondari dei migranti, la bozza della dichiarazione di domenica sarà riequilibrata prima del vertice, si tratta solo di una bozza per la discussione».

Vertice a cui non parteciperanno i leader dei Paesi del gruppo Visegrad. Lo hanno spiegato il premier polacco Mateusz Morawiecki e quello ungherese Viktor Orban a Budapest, alla riunione a cui hanno partecipato i vari leader e l’Austria. Morawiecki ha definito incomprensibile il summit preliminare: «La Commissione europea non ha la competenza per organizzare riunioni dei premier europei, questo è compito di Donald Tusk». Orban poi ha specificato: «L’Europa deve essere in grado di proteggere le sue frontiere e deve poter garantire sicurezza ai suoi cittadini. Speriamo che dopo il semestre di presidenza austriaca, l’Europa sia più forte, una comunità più equa di quello che è oggi. E che la Ue sia più sicura, queste sono le speranze che abbiamo in comune».

Ue che comunque, sempre per bocca di Avramopoulos, bacchetta gli Stati Ue: «Al Fondo fiduciario per l’Africa mancano 1,2 miliardi. Si tratta di un problema serio, soprattutto per quanto riguarda la finestra per l’Africa del Nord. L’Ue metterà 145 milioni aggiuntivi, ma gli Stati membri devono essere seri su questo, e devono offrire almeno 500 milioni il più presto possibile».

Mentre a largo della Libia si continua a morire. Secondo l’Unhcr negli ultimi due giorni 120 persone sono morte al largo delle coste libiche.

Medici Senza Frontiere ancora nel mirino: dopo l’autodenuncia del febbraio scorso per casi di abusi sessuali all’interno dell’organizzazione, membri del personale addetto alla logistica sono accusati adesso da alcune ex dipendenti di aver pagato prostitute in Africa e in alcuni casi di aver ottenuto prestazioni sessuali in cambio di medicinali. La Ong dice però di aver bisogno di più informazioni per avviare indagini.

Andiamo in Libia, perché le forze del generale Khalifa Haftar hanno riconquistato Sidra e Ras Lanuf, i due più importanti terminal petroliferi che erano stati occupati e danneggiati da una coalizione di milizie guidata da Ibrahim Jadhran. E’ quando emerge da annunci fatti dalla pagina Facebook di Ahmed Almesmari, il portavoce dell’Esercito nazionale libico (Lna) di cui Haftar é comandate generale.

I legami fra Europa e Nord America vanno difesi nell’interesse della sicurezza dell’Occidente, ma non sono scontati. A dirlo il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg: «Non è inciso sulla pietra che il legame transatlantico debba sopravvivere per sempre», ha avvertito, insistendo peraltro sull’importanza della sicurezza comune e tornando a far leva in particolare sullo ‘spauracchio’ russo’.

Chiudiamo con Israele, dove Sarah Netanyahu, moglie del premier Benyamin Netanyahu, è stata incriminata dal consigliere legale del governo Avichay Mandelblit, per una vicenda legata alla gestione della residenza ufficiale del primo ministro a Gerusalemme negli anni 2010-13. Secondo l’accusa, è sospettata di aver ordinato pasti privati del valore di 350 mila shekel (circa 70 mila euro), addebitando il conto allo Stato.

Intanto nuove manifestazioni di massa sono state indette da Hamas per domani lungo il confine fra la striscia di Gaza ed il territorio israeliano. Dopo le preghiere del venerdì nelle moschee, i dimostranti raggiungeranno i punti di attrito con l’esercito israeliano. Gli organizzatori delle proteste hanno anticipato che quelle di domani esprimeranno solidarietà alle migliaia di palestinesi colpiti negli ultimi mesi sul confine.

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