sabato, Settembre 18

Migranti, al via il piano Ue-Turchia con i primi rientri Dopo venti anni si riaccende miccia della discordia in Armenia. Scandalo Panama Papers, leader e vip nei guai

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E’ stato applicato ufficialmente oggi il controverso accordo tra l’Unione Europea e Ankara, firmato lo scorso 18 marzo, sulla gestione della crisi migratoria. Questa mattina, infatti, sono state attuate le prime deportazioni dalle isole greche di Lesbo e Chios alla Turchia. Tre navi hanno riportato indietro circa 200 migranti, soprattutto pakistani e bangladesi, facendo a ritroso la pericolosa traversata sui canotti che li ha portati in Europa in cerca di asilo. «Sono migranti che non hanno chiesto asilo in Grecia, la maggior parte di loro è pakistana. Ci sono due siriani che non hanno chiesto asilo per motivi personali» ha detto il portavoce del governo greco per i migranti, Yorgos Kyritsis. Con questa prima ondata di rimpatri, l’Ue spera di scoraggiare i migranti dall’intraprendere un viaggio che è costato centinaia di vite umane e riduca, così, un flusso di rifugiati che ha messo a dura prova la coesione dei Ventotto. Alle prime luci dell’alba, le operazioni di imbarco sono avvenute sotto gli occhi della polizia in tenuta antisommossa ma la procedura, secondo quanto riferito dal portavoce della forza europea di confine Frontex, Ewa Moncure, è stata molto calma ordinata. Un paio di ore più tardi il primo battello ha attraccato nella cittadina costiera turca di Dikili, davanti al cui porto sono state allestite tende rosse per ricevere gli arrivi. Mustafa Toprak, governatore della regione di Smirne, ha detto che i migranti si fermeranno brevemente a Dikili e nella località balneare di Cesme, secondo punto di accoglienza, prima di essere trasferiti.

I rimpatri di oggi, comunque, non sono stati accolti bene, tanto che decine e decine di manifestanti hanno protestato a Lesbo. “Stop deportation” e “Svegliati Europa” hanno gridatto i partecipanti. «I rinvii di oggi sono simbolici per numerose ragioni» – spiega Gauri Vangulik, vicedirettrice di Amnesty International per Europa e Asia centrale – «sono il punto di partenza di ciò che è diventato oramai il più disastroso episodio della politica d’asilo europea. Ciò che ci inquieta maggiormente è a chi toccherà ora, chi saranno i prossimi? E come reagiranno? Non posso pensare alle donne e ai bambini, siriani ad esempio, che si trovano a Moria quando vedranno queste navi tornare indietro. È un disastro e spero che si impedirà almeno il rinvio immediato dei rifugiati». L’intesa non sembra aver bloccato i tentativi di arrivare in Europa attraversando l’Egeo: stamani la guardia costiera turca ha bloccato un barcone con 60 persone a bordo, in gran parte afgani.

Intanto, l’Ue ha mantenuto la promessa relativa alla sua parte dell’accordo e infatti, 16 richiedenti asilo siriani stamattina sono arrivati in aereo in Germania, Paese che l’anno scorso ha accolto il numero record di 1,1 milioni di migranti. Un secondo gruppo è atteso nella città di Hannover nel corso della giornata. L’intesa raggiunta a marzo, promossa dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, ha il senso di un ultimo tentativo di arginare l’emergenza. In base ai termini dell’accordo, tutti i “migranti irregolari” in arrivo in Europa, dal 20 marzo rischiano il rinvio, anche se l’intesa prevede che ciascuno sia sottoposto singolarmente a un esame. Per ciascun rifugiato siriano rinviato, un altro verrà trasferito dalla Turchia alla Ue, per un massimo di 72.100 persone. Con i primi rinvii di oggi, il ministro dell’Interno turco Efkan Ala ha detto che il suo paese è pronto a ricevere 500 persone e che la Grecia ha fornito 400 nomi. Fonti di polizia a Lesbo, isola greca punto di arrivo di decine di migliaia di persone dalla Turchia, hanno riferito che c’è stata un’ondata di richieste d’asilo all’ultimo minuto. «Abbiamo oltre duemila persone che hanno espresso il loro desiderio di chiedere asilo e dobbiamo vedere un processo credibile da parte dei servizi d’immigrazione greci per coloro che esprimono timori relativi alla loro protezione» ha detto Boris Cheshirkov, portavoce dell’Agenzia Onu per i rifugiati a Lesbo. Secondo l’agenzia di stampa greca ANA da oggi a mercoledì circa 250 migranti dal Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka ed ai Paesi egiziani verranno rinviati in Turchia ogni giorno. Questo accordo ha fatto molto discutere ed è stato aspramente criticato, dalle Ong in testa. Secondo Amnesty International la Turchia non è un Paese sicuro per i rifugiati e ha descritto l’intesa come “un colpo mortale al diritto di richedere asilo”. Addirittura, secondo il funzionario Onu per i migranti Peter Sutherland, se c’è una deportazione collettiva senza che i migranti abbiano diritto di chiedere asilo individuale, è illegale. Molti migranti sulle isole greche, infatti, lamentano di non avere avuto tempo e accesso agli uffici per chiedere asilo.

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