giovedì, Settembre 23

Migranti, 400 dispersi a largo dell'Egitto Esplode autobus a Gerusalemme: almeno quindici feriti. Incerta la matrice terroristica.

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A un anno esatto dalla più grande tragedia dell’immigrazione consumata in mare (oltre 800 morti a largo del Canale di Sicilia), le acque del Mediterraneo tornano a inghiottire le vite di quanti cercano disperatamente di attraversale. Stamane più di 400 migranti sono stati dichiarati dispersi non lontano dalle coste dell’Egitto. Secondo alcuni resoconti dei mezzi d’informazione somali citati dalla Bbc in arabo, sarebbero naufragati quattro barconi. I migranti sarebbero partiti dal Corno d’Africa diretti in Italia. Solo 29 si sarebbero salvati.
Proprio oggi è iniziato simbolicamente il recupero dell’imbarcazione colata a picco il 18 aprile di un anno fa. «A un anno dalla tragedia che avvenne in acque egiziane è un motivo in più per dire che ora l’Europa non deve alzare muri», ha dichiarato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a Lussemburgo per il consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione europea, «ma moltiplicare i suoi sforzi in direzione dell’Africa» come propone il Migration Compact avanzato dall’Italia.
Si tratta di un programma per ridurre i flussi anche lungo la rotta mediterranea attraverso nuove intese con i Paesi d’origine e di transito, in particolare quelli africani, da finanziare con strumenti innovativi come delle obbligazioni finanziarie congiunte Ue-Africa. L’idea è intervenire tramite progetti d’investimento, creazione di strumenti per l’accesso di lavoratori al mercato europeo e un meccanismo di compensazione riservato ai Paesi che si impegnano nello stabilire sistemi d’asilo nazionali. Il Migration Compact incontra però l’opposizione della Germania, contraria alla proposta italiana di ricorrere agli eurobond contro la crisi migratoria che coinvolge l’Europa.
Gentiloni è anche tornato sulla disputa del ‘muro’ che l’Austria sta costruendo alla frontiera del Brennero: «Abbiamo parlato spesso con i nostri colleghi austriaci. C’è uno scarto tra le dichiarazioni e quello che apparentemente si sviluppa sul terreno. Io non perdo la speranza che, al di là di gesti simbolici e dichiarazioni, si possa collaborare. Perché sappiamo tutti che l’innalzamento di un muro in quel posto, cioè al Brennero, avrebbe effetti economici e simbolici molto gravi per l’Europa». Gli risponde il suo omologo austriaco, Sebastian Kurz, secondo il quale L’Italia «non deve continuare a lasciar passare i rifugiati verso l’Europa centrale», vale a dire al valico del Brennero, dove «l’Austria non vuole i controlli di confine ma potrebbe essere costretta a introdurli».

Molti dei migranti che bussano alle porte d’Europa provengono dalla Siria, martoriata da un conflitto senza fine e dove la tregua tra le fazioni in lotta appare sempre più a rischio. Alcuni gruppi dell’opposizione armata, tra cui l’Esercito siriano libero e formazioni islamiste come Ahrar al sham, hanno annunciato una nuova offensiva in risposta alle violazioni del cessate-il-fuoco, in vigore dal 27 febbraio, da parte delle forze del presidente Bashar al Assad. L’accordo è sempre più fragile dopo la ripresa degli scontri e dei bombardamenti nella provincia di Aleppo.

Restando in Medio Oriente, è di almeno quindici feriti, due dei quali in gravi condizioni, il bilancio ancora provvisorio di una violenta esplosione avvenuta a bordo di un autobus a Gerusalemme. La polizia israeliana parla di un attacco al veicolo ma senza fornire ulteriori elementi. La tv satellitare ‘Al Jazeera’ ,che parla invece di 20 feriti, riferisce che la deflagrazione è avvenuta quando il bus era vuoto ed i feriti sarebbero tutti persone vicine al mezzo distrutto completamente. Incerta la matrice terroristica, ma un portavoce di Nir Barkat, sindaco israeliano di Gerusalemme, si è sbilanciato nel dire che si è trattato di una detonazione: «Era piccola, ma era sicuramente una bomba», ha dichiarato il portavoce, Brachie Sprung, all’agenzia Reuters.

Nel vicino Egitto l’esercito ha inondato oggi un tunnel di Hamas nella parte sud della Striscia di Gaza. Secondo fonti locali, sette palestinesi sarebbero rimasti intrappolati. L’opera sotterranea era usata da Hamas per contrabbandare beni nella Striscia e non era a scopi militari.

In Brasile la camera approva la messa in stato d’accusa di Dilma Rousseff. La mozione è stata votata da più di due terzi dei deputati (367 su 513), quindi il procedimento di impeachment della presidente brasiliana va avanti. Un voto svolto in un’aula carica di tensione, mentre nelle strade la popolazione festeggiava l’esito finale. Ora la parola passa al senato, che tra circa un mese dovrà decidere se Rousseff deve essere processata. In caso di voto positivo, la presidente sarà sospesa e il vicepresidente Michel Temer prenderà il suo posto. Rousseff è accusata di aver falsificato i bilanci dello stato.

Per un Paese vicino a restare senza governo, ce n’è un altro che un un esecutivo non riesce nemmeno a formarlo. Si tratta della Spagna, dove la base di Podemos, il partito post-indignados, ha respinto a larghissima maggioranza l’ipotesi di un accordo con i socialisti di Pedro Sanchez e Ciudadanos di Albert Rivera. Il ritorno alle urne a giugno sembra ormai inevitabile.

In Niger, l’opposizione costituita dai partiti della Coalizione per l’alternanza 2016 ha deciso ieri di tornare in parlamento, mettendo così fine a un boicottaggio di tre settimane contro il presidente Mahamadou Issoufou, di cui non riconoscono la vittoria alle presidenziali dello scorso marzo.

In Svezia il primo ministro svedese Stefan Löfven ha confermato che Mehmet Kaplan, ministro per la casa, lo sviluppo urbano e le nuove tecnologie, ha rassegnato le sue dimissioni in seguito alle polemiche scoppiate per la diffusione nel fine settimana di un video, risalente al 2009, in cui criticava la politica israeliana nei confronti della Palestina, arrivando a fare dei paragoni con la Germania nazista.

Sono stati condannati a 14 anni di reclusione i due presunti militari russi catturati poco meno di un anno fa in Ucraina e accusati di aver combattuto al fianco dei ribelli filorussi. La Russia ha negato che i due fossero militari in servizio attivo.

In Francia l’ipotesi che Marine Le Pen acceda al ballottaggio delle presidenziali francesi del 2017 si fa sempre più probabile. Secondo un sondaggio realizzato dall’istituto TNS Sofres-One Point per Le Figaro, la leader del Front National arriva in testa nel primo turno in quattro ipotesi su cinque. Sconfitta pressoché certa, invece, per l’attuale presidente Francois Hollande, le cui probabilità di accedere al secondo turno risultano essere scarsissime.

In ultimo, sale a 350 il bilancio delle vittime del terremoto in Ecuador, più di duemila i feriti. Il presidente Rafael Correa ha annunciato che il bilancio è destinato ad «aumentare in modo considerevole». Per l’Ecuador è il peggior sisma degli ultimi trent’anni.
In Giappone, invece, i terremoti nel sudovest hanno causato 42 morti e mille feriti, mentre nove persone sono ancora disperse e altre 150mila persone sono rimaste senza casa. Dal 14 al 16 aprile si sono registrate forti scosse intorno all’isola di Kyushu, le più intense dal terremoto di Fukushima nel marzo del 2011.

 

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