venerdì, Maggio 7

Migranti, 35mln dalla Ue per l’Italia. Ma le polemiche continuano

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La questione migranti continua a far litigare l’Europa. I governi di Francia e Spagna sono contrari all’idea di permettere lo sbarco delle persone soccorse nel Mediterraneo centrale nei loro porti e l’Austria invece minaccia di schierare l’esercito al Brennero se «l’afflusso di migranti dall’Italia non diminuirà». Proprio su questo punto si è espresso il ministro della Difesa austriaco Hans Peter Doskozil che ha confermato che «molto presto saranno attivati controlli alle frontiere e ci sarà bisogno di un dispiegamento dell’esercito fino a 750 uomini – indispensabile se l’afflusso di migranti dall’Italia non diminuisce». Il ministro degli esteri austriaco Kurz chiarisce: «I preparativi per i controlli alla frontiera con l’Italia non sono solo giusti ma anche necessari. Noi ci prepariamo e difenderemo il nostro confine del Brennero se ciò sarà necessario» e ha confermato che i profughi vanno respinti, oppure vanno fermati alle frontiere esterne e vanno portati su isole come Lampedusa.

Intanto la Farnesina fa sapere di aver convocato l’ambasciatore austriaco «a seguito delle dichiarazioni del governo austriaco circa lo schieramento di truppe al Brennero».

Ma che la tensione sui migranti sia alta lo testimonia il battibecco avvenuto al Parlamento Europeo tra il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker e il presidente Antonio Tajani, con il secondo a richiamare il primo che aveva definito la presenza in aula di soli 40 deputati per il report sulla questione in maniera molto dura. «Dimostreremo con i fatti che vogliamo rimanere solidali, soprattutto con l’Italia che dimostra un atteggiamento eroico. La solidarietà è d’obbligo», ha ripetuto Juncker presentando il piano d’azione per alleviare la pressione dei migranti sul nostro Paese: impegno per un centro di coordinamento in Libia, richiesta di un codice di condotta per le ong, aree di salvataggio in Tunisia e Libia, più rimpatri dall’Italia, che però deve accelerare sulle procedure. La Commissione poi invita Tunisia e Libia a dichiarare le rispettive aree di ricerca e salvataggio (Sar) e a istituire un centro ufficiale di coordinamento e soccorso marittimo, mentre sollecita gli Stati membri a contribuire maggiormente al Fondo per l’Africa, per completare il contributo da 2,6miliardi di euro dal budget europeo. 

Soprattutto in arrivo da Bruxelles un nuovo esborso da 35 milioni di euro per la gestione dei migranti in Italia e un rafforzamento ulteriore della capacità delle autorità libiche con un progetto da 46 milioni di euro preparato in modo congiunto con l’Italia.

 

Intanto l’Oim fa sapere che il numero di migranti e rifugiati giunti in Europa via mare dall’inizio dell’anno ha superato la soglia dei 100 mila, con quasi l’85% che è giunto in Italia (85.183), mentre il resto degli arrivi è suddiviso tra Grecia (9.290), Cipro (273) e Spagna (6.464). L’Oim stima a 2.247 il numero di persone morte in mare nello stesso periodo.

Nel giorno della festa nazionale Usa, arriva la nuova provocazione della Corea del Nord, che ha lanciato un missile balistico intercontinentale dalle coste occidentali, che poi è caduto in acque giapponesi. Il lancio è riuscito, fa sapere Pyongyang, che ha fatto infuriare tutti, a partire dal Giappone, con il premier Shinzo Abe  che ha dichiarato che «il lancio odierno del missile mostra chiaramente come la minaccia di Pyongyang diventi sempre più pericolosa».

Il presidente americano Donald Trump ha esortato invece la Cina ad intervenire, con il presidente cinese Xi Jimping che ha avuto un colloquio con il presidente russo Vladimir Putin. «Ci pare ovvio che non ci sono alternative a una soluzione diplomatica, un piano a tappe, se non vogliamo scivolare verso una situazione incontrollabile e potenzialmente catastrofica», ha detto il vice ministro degli esteri russo Serghei Ryabkov. Poi Russia e Cina, in una dichiarazione congiunta, hanno confermato di essere ‘seriamente preoccupate’ per il test missilistico della Corea del Nord e lo ritengono ‘inaccettabile’. Mosca e Pechino rilanciano «l’iniziativa congiunta» sul ‘doppio congelamento’ – l’attività missilistica nucleare della Corea del Nord e le esercitazioni massicce degli Stati Uniti e della repubblica Coreana – e chiedono a tutte le nazioni coinvolte di mostrare «moderazione e rinunciare alle provocazioni e alla retorica bellica».

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