martedì, Settembre 21

MidBurn, dove la libera espressione è lecita

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Come mai hai deciso di fare un video dell’evento?

Ho sentito parlare del MidBurn la prima volta 8 mesi fa, pensando che sarebbe stato bello fare un video, che cercasse di catturare l’esperienza e l’essenza dell’evento. Per il mio lavoro è molto importante sviluppare la mia creatività e abilità e, per fare ciò, cerco sempre di fare progetti personali una volta al mese per poter lavorare sempre a qualcosa di originale e nuovo.

È stato difficile girare il video? Sei stato incoraggiato dalle persone? O ti hanno ostacolato? 

Era durante il mio secondo giorno che ho capito che avrei dovuto lasciare la telecamera a casa. Dovunque mi girassi c’era qualcosa di interessante ed eccitante, persone comprese e la magia dell’evento era davvero accattivante. Anche se ho odiato il fatto di vivere il tutto solo attraverso una lente, non volevo e non potevo tornare a casa senza nulla in mano. Tutta la mia attrezzatura era lì e ho filmato per un giorno intero, poi ho capito che avrei dovuto continuare per creare il mio video. Le persone facevano quello che si sentivano di voler fare: erano perciò molto aperte e non avevano paura di essere se stesse davanti ad un obbiettivo, ma non era facile tutto il tempo, quindi non erano molto inclini ad essere documentate in particolari momenti. Non è stato facile girare il video. Ma chiedevo sempre se gli interessati erano d’accordo, prima di procedere. Molte persone erano d’accordo, e molte no.

Che macchina fotografica hai usato?E qualche altro dettaglio tecnico?

Una Canon 6D e la mia Glidecam 2000. Per le lenti una Sigma Art 35mm e una Tamron 24-70. La canzone usata nel video è chiamata We Choose to go to the Moon, del gruppo tedesco There’s a Light. Sono stato molto fortunato a trovare la canzone. Erano le 2 di mattina ed ero a pochi chilometri dai cancelli di ingresso dell’evento, visitavo youtube cercando una canzone che mi piaceva e accidentalmente ho premuto facendola partire. Ho capito subito che avrei usato questa per il mio video.

Hai fatto tutto da solo o ti ha aiutato qualcuno?

Mia moglie mi ha accompagnato per quasi l’intero processo. Mi ha aiutato portando il materiale e trovando le zone e le persone interessanti da filmare. Mi ha anche incoraggiato molto e non ho mai avuto dubbi sul come filmare e cosa. Ha giocato un ruolo fondamentale nella realizzazione del video e non la ringrazierò mai abbastanza.

Siamo molto interessati a conoscere il significato più intrinseco dell’evento e cosa rappresenta per te e per le persone che hai incontrato durante questa esperienza molto particolare. Coca vorresti condividere con noi?

Inizialmente non ero molto eccitato per il MidBurn. La vedevo solo come un’opportunità per girare solo qualcosa di interessante. Ma, una volta arrivato in loco, è cambiato tutto dentro di me. Sono stato subito catturato dalla magia della città. Alla fine sono stato assorbito completamente dall’esperienza, tanto che aspetto con ansia il successivo. È bello perché in questi pochi giorni nel deserto tutti si vogliono bene e sono carini col prossimo, non girano soldi alcuni, non si giudica il prossimo e nessuno tratta male il prossimo. Non ci sono pregiudizi. MidBurn mi ha fatto pensare molto e alla società in cui viviamo, in cui abbiamo perso molti di questi valori. Mi ha dato un assaggio di tutto ciò che ci stiamo perdendo. Quando si arriva al gate c’è sempre qualcuno ad accoglierti dicendo “benvenuto a casa”. In un modo molto strano questa città ti fa sentire a casa, anche se, talvolta, con un clima estremo e la polvere.

Suggeriresti alle persone di fare un’esperienza come questa?

Sì, certamente. La raccomanderei a tutti come esperienza, o al BurningMan o al MidBurn, come torna più comodo, anche in distanze logistiche. I principi degli eventi sono gli stessi. Però credo sia meglio evitare di portare bambini di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, perché l’età dell’adolescenza è già complicata di suo e questo tipo di evento potrebbe essere un pò “troppo” sconvolgente.

Cosa pensi della società moderna in cui viviamo?

Credo che la società moderna sia completamente sbagliata. Siamo legati troppo ai media, le cui parole sono dettate dalle persone che li controllano. Siamo storditi e manipolati ad agire gli uni contro gli altri. Stiamo devastando il pianeta e gli oceani nel nome del progresso. Sembra senza speranza a volte.Ma c’è un barlume di speranza. Ci sono sempre più persone, che si preoccupano degli animali, dell’ambiente, del riscaldamento globale e lavorano per fare la differenza, cercando di cambiare, seppure in piccolo, le cose. La forza dipende dalle persone e solo quando mettiamo in atto allora salveremo noi stessi e il nostro pianeta.

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