mercoledì, Settembre 29

Mezzogiorno 'autistico': servono gli Stati Uniti d'Italia field_506ffb1d3dbe2

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Perché il Mezzogiorno, come dice lei, si è fatto depredare senza tentare nemmeno una reazione?

Perché questa comunità non ha e non ha mai avuto un politico di riferimento, un riferimento forte. Se qualcuno mi obiettasse che ci sono stati presidenti della Repubblica e premier meridionali risponderei: si analizzassero i percorsi di questi autorevoli personaggi! Sono percorsi succubi del loro partito di appartenenza, mentre per quanto riguarda alcuni personaggi di primo piano della politica nazionale nati nel Mezzogiorno, è facile dimostrare, leggendo la storia di tangentopoli, che nessuno di questi aveva l’obiettivo di difendere il Sud ma di arricchire le proprie tasche o quelle dei partiti che rappresentavano. Non c’è mai stata quindi una classe politica rappresentativa del Mezzogiorno, non c’è mai stata un solo centro direzionale pensante del Sud Italia, e tutto quello che poi è accaduto ne è la naturale conseguenza. Dalle differenze del pil procapite tra Nord e Sud, al costo del denaro, dalle interruzioni di energia elettrica e degli altri servizi agli investimenti per migliorie solo al settentrione della rete autostradale e ferroviaria.

Insisto: Renzi dice che sono anni che il Sud subisce e si lamenta soltanto.

Renzi non pensi che possa continuare anche lui, come hanno fatto tutti i poteri forti del Nord, a considerare il Mezzogiorno d’Italia come una terra di piagnistei e come una mucca da mungere! E all’ignorante Renzi, nel senso che ignora la storia del Sud e quindi del Paese che governa, mi permetto di portargli qualche esempio. Il primo: siamo la popolazione più giovane d’Italia? Sì, ed è grazie a questo che vengono pagate le pensioni degli anziani del Nord. Eppure la colpa di essere più giovani ci penalizza nella distribuzione delle somme per il fondo sanitario nazionale e ogni anno al Sud non vengono assegnate pari risorse per numero di abitanti ma centinaia di milioni di euro in meno, senza considerare le condizioni socio-ambientali che incidono sulla salute dei cittadini. Secondo: deve finire la vergogna delle grandi aziende che mantengono la ragione sociale e il codice fiscale al Nord pur facendo cassa al Sud. Il Nord è un popolo di produttori, il Sud è un popolo di consumatori. Se la Fiat continua a tenere come sede la città di Torino, quando vende una vettura a un cittadino del Sud e farà la fattura come Fiat auto Torino, pagherà le imposte regionali alla regione Piemonte e il consumatore meridionale avrà finanziato la regione Piemonte. E’ chiaro?.

Lei dice pure che il Sud non soffre un ritardo di sviluppo bensì un ripiego su se stesso. Che significa?

Le porto ancora un esempio per dimostrare che il popolo del Mezzogiorno d’Italia è così racchiuso su se stesso che addirittura subisce un palese razzismo come quello relativo al costo delle assicurazioni auto. Esempio calzante è che due neopatentati quindi con una ‘fedina stradale’ per non dire penale, relativamente agli incidenti d’auto, perfettamente uguale, uno nato a Bergamo e l’altro nato a Napoli, pagano per lo stesso servizio obbligatorio cifre con differenze anche di dieci volte. E’ come dire che due cittadini italiani tutt’e due incensurati compiono lo stesso delitto e solo per la sua nascita il napoletano prende una pena dieci volte superiore all’altro che è nato al Nord. Se non è razzismo questo! Concludo dicendo che se l’ignorante Renzi, ignorante per i motivi già esposti, si leggesse il trattato di Psichiatria del professor D’Angiò e rivedesse il film ‘Rain man‘, forse capirebbe che solo la rinascita della comunità meridionale può portare l’Italia tutta e anche l’Europa fuori dalla crisi. In quello straordinario film da Oscar, i due fratelli risolvono le loro problematiche non grazie al fratello intelligente ma in seguito al ‘risveglio’ delle enormi potenzialità del fratello autistico.

Allora che facciamo? Prescriviamo un percorso terapeutico di massa all’intera comunità meridionale?

Non scherzi. La soluzione esiste ed è semplice. Centocinquanta anni fa, più o meno, l’Italia ha avuto la stessa guerra civile degli Stati Uniti, il Nord che ha conquistato il Sud, anche se per ragioni differenti, visto che lì c’era una ragione di libertà, qui le motivazioni erano rappresentate dai debiti dei Savoia e dagli interessi degli inglesi. In America dopo la guerra civile il risultato è stato quello della nascita degli Stati Uniti d’America. Le comunità hanno avuto una forte autonomia. E poche prerogative, come la difesa, la politica estera, e così via, sono rimaste al potere centrale. L’America in questi centocinquanta anni si è sviluppata, tutti sappiamo come e quanto e si è rafforzato anche lo spirito nazionalistico. In Italia, quella guerra civile, oltre al saccheggio del Mezzogiorno, scippato di tutto quello che si poteva scippare, dalle riserve in oro del Banco di Napoli alle aziende leader che operavano al Sud, ha creato un sistema centralistico che non ha favorito lo sviluppo del Sud. Fino all’assurda modifica del titolo V della Costituzione che ha ulteriormente confuso e rovinato il Mezzogiorno. Renzi, allora, abbia il coraggio, anche se con centocinquanta anni di ritardo, di adottare il sistema degli USA creando in Italia gli Stati Uniti d’Italia, dando autonomia e dignità a un popolo che è fra i più numerosi d’Europa. Noi del Sud vinceremo il nostro autismo e come italiani dimostreremo di poter primeggiare con tutti i Paesi del mondo, mantenendo l’unità nazionale e lo spirito patriottico.

 

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