domenica, Maggio 9

Messico: più food che energia

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Stato di Durango a nord-ovest di Città del Messico: il 30 marzo si è tenuta l’inaugurazione del più grande centro di produzione e trasformazione di carne di tutto il Sud America. Si chiama Agroparque Integradora Sukarne Lucero ed occupa una 474 ettari per un investo di 10 mila milioni di pesos. La sua capacità è di processare 800 mila capi l’anno ovvero 240 mila tonnellate di carne l’anno di cui 45 mila serviranno per soddisfare il mercato interno del paese mentre il resto principalmente finirà per il 30% nel mercato di Canada e Stati Uniti (30%), 15 % in Asia (15%) e 10% in Europa. Un complesso che riuscirà a connettere 40 mila produttori zootecnici della regione per un business di sistema molto promettente. Il complesso è stato inaugurato alla presenza del Presidente del Messico, Enrique Peña Nieto che ha voluto cogliere l’occasione per elargire i dati di un settore, quello alimentare, in netta ascesa nel paese. Per un’economia che nel 2015 è cresciuta del 2,9% nel complesso, il settore agroalimentare si è contraddistinto con un margine del 4,3% andando a impattare positivamente sulla bilancia commerciale del settore (esportazioni maggiori delle importazioni). Ma lo stesso presidente individua nello sviluppo industriale connesso al settore agroalimentare, la vera chiave di volta per conseguire il vero successo. Infatti non sono errate le sue parole quando afferma che «invece di esportare solo bestiame vivo, possiamo esportare carne lavorata, che ha un maggior valore e genera maggiore ricchezza nella popolazione messicana». Ma il percorso sembra ben segnato e questo stabilimento nello Stato di Durango non è che parte di un processo evolutivo dinamico che il settore sta vivendo oggi.

Come primo passo è necessario guardare al Messico nel suo complesso per capirne le potenzialità d’investimento: collocazione centrale tra due importanti mercati ossia Nord America e Sud America. Altresì il Paese ha un facile accesso all’Oceano Pacifico ed all’Oceano Atlantico consentendo una facile connessione alle rotte commerciali marittime ivi presenti e che a loro volta connettono ogni mercato del globo. Altro fattore vantaggioso è dato dalle infrastrutture stradali capaci di connettere da nord a sud il paese ed anche oltre, dal territorio e dal clima che si prestano a disparate coltivazioni e ancor più vantaggiosa appare la forte propensione governativa a favorire i flussi di investimenti diretti esteri in entrata. Ma fin qui possiamo dire che come il Messico possiamo benissimo trovare altri luoghi equiparabili e forse più raggiungibili in termini di tempo. Tuttavia a distinguere ulteriormente questo paese è l’importante numero di trattati di libero commercio in essere che consentono alle aziende esportatrici di raggiungere dal Messico importantissimi mercati. Un esempio ci è dato dal NAFTA ossia il trattato di libero commercio in essere tra Messico, Stati Uniti e Canada e che proprio in virtù di questo permette alle aziende che hanno sede in uno di questi tre paesi, di far confluire agevolmente i propri prodotti negli altri. Ma è solo un esempio (forse il più importante in termini commerciali) dei tanti accordi stipulati tra governo messicano ed altre sovranità. Unica pecca per il commercio Made in Mexico è la sicurezza resa poco stabile per via della presenza radicata su tutto il territorio dei cartelli della droga. Problematica per la quale si opera di conseguenza senza dover rinunciare obbligatoriamente al considerevole volume d’affari disponibile: vigilantes e nessun turno notturno per gli operai sono solo alcune delle precauzioni che le imprese nazionali e non prendono per ovviare al problema. Ma per completare tale visione d’insieme occorre menzionare anche la manodopera presente in loco. In quest’ambito vi è stata una forte specializzazione e professionalizzazione in ambito manifatturiero e agroindustriale di modo da permettere alle aziende straniere e nazionali di trovare in loco le risorse umane di cui necessitano ed ovviamente con l’incentivo del costo relativamente basso in termini salariali.

Entrando ora nello specifico del settore notiamo come la sua ascesa abbia spinto alla costituzione negli ultimi anni di una rete GDO per la commercializzazione dei prodotti. Infatti fino a poco tempo fa il mercato interno era gestito da grossi centri commerciali di altissima gamma e dai grossisti senza alcuno sviluppo di una rete distributiva intermedia con Wall Mart, Commercial Mexicana, Soriana e Chedraui a farla da padrona.

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