domenica, Agosto 1

Messico, economia in bilico? Una formula fallita indebita il Messico: si spendono i soldi che non ci sono  

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MESSICO PESOS

 

In Messico si spendono i soldi che non ci sono, si abusa del credito, non aumentano le entrate e s’incrementa la spesa pubblica. Il tutto in una situazione di opacità della gestione dei bilanci.

Almeno cinque stati versavano in queste condizioni nel primo semestre del 2014 e, indipendentemente dalla regione in cui si trovano, tali circostanze definiscono la loro attività economica.

Al Nord, Coahuila, Chihuahua e Nuevo León, al Sud, Quintana Roo e, al Centro, il Distretto Federale e Veracruz.

La cifra degli stati in condizioni simili è salita a otto nel mese di settembre.

Anche se l’elevato numero di abitanti di alcuni stati (come il Distretto Federale con 20 milioni 843 mila abitanti) potrebbe giustificare la cifra di milioni di peso ottenuta in prestito, la situazione dei più indebitati è invece dovuta alla gestione di bilancio, in relazione con il proprio PIL.

Secondo Ricardo Corona Real, avvocato dell’Istituto per la Concorrenza Economica (IMCO), i quasi 500 miliardi di peso complessivamente dovuti dai 32 stati della Repubblica, non dovrebbero destare preoccupazione. “Forse non ci troviamo di fronte a un rischio sistemico, ma è importante vedere a quali condizioni si sta contraendo il debito”, afferma.

Per il primo semestre del 2014, l’IMCO ha avvertito che ogni messicano dovrebbe impiegare 3.526 peso delle proprie entrate (circa 202 euro) per consentire al suo stato di adempiere agli obblighi finanziari assunti.

In alcuni stati, la somma pro capite da pagare supera gli 11 mila peso, vale a dire più di 630 euro.

Nell’economia delle famiglie”, lo spiega Ricardo Corona in modo molto semplice, “si pensa a quale banca chiedere un credito, con quale tasso d’interesse, il periodo necessario per pagarlo e in cosa si spenderà. Lo stesso vale per i governi, ma in più” – afferma- “in Messico, si devono vigilare le condizioni di stipulazione dei prestiti, verificare la gestione della spesa e, infine, valutare il come si rende conto di tale debito pubblico”.

L’opacità diventa quindi un altro fattore della formula che non sta funzionando nel paese.

MANCANZA DI ENTRATE

Secondo l’ultimo report della Segreteria delle Finanze (SHCP), elaborato dal Registro degli Obblighi e Prestiti degli Enti Federati, al 30  settembre sono otto gli stati maggiormente indebitati, dei quali solo uno, il Nuevo León, dispone delle entrate proprie necessarie a far fronte ai suoi crediti. Tutti gli altri registrano entrate uguali a zero peso.

I più indebitati sono: il Distretto Federale, la capitale del paese, con 60.427,7 milioni di peso; il Nuevo León, con 58.300,4 milioni di peso; Veracruz, con 41.207,9 milioni di peso; Coahuila, con 35.036,1 milioni di peso; Jalisco, con 26.75,3 milioni di peso; Sonora, con 20.008 milioni di peso; Quintana Roo, con 18.480,9 milioni di peso e Tamaulipas, con un debito di 11.973,3 milioni di peso.

La Segreteria delle Finanze e del Credito Pubblico ha informato che nel terzo trimestre del 2014, il debito degli stati messicani supera i 489.877,4 milioni di peso.

In 13 anni il debito pubblico degli stati è triplicato, nel 2001 era di 149 miliardi di peso.

Solo uno stato della Repubblica Messicana, il Tlaxcala, non è indebitato.

I DEBITI SONO DI TUTTI

Ricardo Corona, al quale è stato anche affidato l’incarico di coordinatore della Finanza Pubblica dell’IMCO, avverte del grave rischio finanziario del debito alla messicana: “Il contesto della finanza pubblica degli stati federati dipende per più di tre quarti dalle risorse erogate dal Governo Federale”.

A questo si aggiunge che gli stati generano poche entrate proprie e registrano un aumento della spesa pubblica.

Questo contesto”, osserva, “apre la porta a uno scenario in cui si pupo produrre un abuso della possibilità di contrarre debiti”.

Gli esperti suggeriscono di utilizzare l’indebitamento come strumento, ma senza abusarne.

I dati forniti dall’Istituto Tecnologico di Monterrey relativi all’area economica, evidenziano che, fino ad agosto del 2014, il governo messicano ha pagato 139 miliardi di peso d’interessi del proprio debito pubblico.

A ottobre del 2014, il debito interno netto del Governo Federale messicano ha raggiunto i 4 bilioni 238,6 milioni di peso.

In dollari, il debito estero netto è di 76.379,7 milioni.

Il totale del debito del Messico, in milioni di peso, ammonta a 5.263.889,6, secondo il report della Segreteria delle Finanze. La Segreteria ha rilevato che, in dollari, il debito netto del Governo Federale è di 392.128,2 milioni.

Secondo le previsioni finanziarie, all’inizio del terzo anno di governo di Enrique Peña Nieto, il debito messicano continuerà ad aumentare, fino a raggiungere il 44 per cento del PIL. Questo significa che si dovrà impegnare quasi il 50% dell’economia nazionale per il pagamento dei debiti.

Il Ministero delle Finanze ha comunicato ufficialmente che a ottobre di quest’anno il saldo del debito interno del settore pubblico federale è aumentato di 344,8 miliardi di peso e quello del debito estero è aumentato di 16,5 miliardi di dollari rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (2013).

OPACITÀ

I report finanziari del Governo Federale evidenziano l’esiguità delle entrate fiscali e che la capacità di pagamento degli stati continua a ridursi.

Un altro fattore che compromette seriamente quello che dovrebbe essere un indebitamento sano è la mancanza di trasparenza. Per far fronte a questa situazione, l’IMCO suggerisce di eliminare le condizioni di opacità, di verificare il rispetto della contabilità governativa e di fomentare l’uso di buone pratiche contabili.

Il verdetto secondo il quale «in Messico spendiamo i soldi che non ci sono» è stato lanciato dall’IMCO, dopo aver verificato  che «gli stati e i comuni generano solo il 9,6% delle entrate complessive», mentre spendono il 45,6% delle risorse della Federazione.

Ne è un esempio la riscossione delle imposte da parte dei 32 stati federali: solo il 2,5% del totale.

A questo si aggiunge la scarsa percentuale della riscossione delle imposte rispetto ad altre amministrazioni, come quelle degli Stati Uniti, che allo stesso livello di governo riscuotono il 20,7% delle imposte.

Pertanto, nemmeno la riscossione delle imposte, contribuisce al buon andamento delle finanze del Messico, delle quali si prevede un ulteriore deterioramento per altri quattro anni, tenendo conto della situazione amministrativa dei due anni dell’attuale governo federale e del comportamento finanziario dei governi statali.

 

Traduzione a cura di Claudia Donelli

 

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