sabato, Maggio 8

Messico e Francia voltano pagina La visita di Hollande rilancia il partenariato, mettendo alle spalle il caso Cassez

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A poco più di un anno dal rilascio di Florence Cassez, la cittadina transalpina il cui arresto nel 2005 aveva creato non pochi attriti tra Francia Messico, si può ormai dire che i rapporti tra i due Paesi si siano definitivamente rasserenati. «Abbiamo voltato pagina», aveva dichiarato lo scorso aprile l’Ambasciatore messicano a Parigi, Agustín García López Loaeza: parole che la settimana scorsa, esattamente a un anno di distanza, hanno trovato una conferma definitiva nel viaggio ufficiale effettuato dal Presidente francese François Hollande. Troppo profonde e sfaccettate, d’altronde, le relazioni tra Parigi e Città del Messico perché potessero venire trascurate a lungo: infatti, ancor prima che la Suprema Corte di Giustizia messicana potesse ordinare la scarcerazione di Cassez il 23 gennaio dell’anno scorso, nell’ottobre 2012 l’ancora Presidente eletto Enrique Peña Nieto già volava in Francia per porre le basi del rilancio del rapporto col Governo transalpino. Rapporto strategico, che affonda le sue radici nella storia (basti pensare all’Arciduca Massimiliano d’Austria, nominato Imperatore del Messico da Napoleone III nel 1864 e lì fucilato tre anni dopo) e che oggi, più prosaicamente, si fonda su importanti legami economici.

Il Messico è infatti, ad oggi, è secondo solo al Brasile nelle importazioni dalla Francia, con uno scambio commerciale che, complessivamente, nel 2013 ha toccato la cifra record di 3,9 miliardi di euro. Si tratta di un dato che, secondo un rapporto del Ministero del Tesoro francese, segue comunque una tendenza avviata nel 2010, quando, dopo la contrazione del 31,4% dell’anno precedente, il ritmo del commercio bilaterale è cresciuto ogni anno a percentuali in doppia cifra, con la sola eccezione del 2012, quando comunque l’aumento è stato del 6,3%. Trentaquattresimo cliente mondiale della Francia, il Messico è interessato ai prodotti francesi principalmente in cinque settori, che complessivamente rappresentano il 70% delle importazioni dall’Hexagone: innanzitutto, quello dei trasporti, che costituisce un quinto delle esportazioni totali, per un valore di 483,9 milioni di euro; seguno quindi i prodotto farmaceutici (392,2 milioni di euro), i macchinari (309,3 milioni), i prodotti chimici, tra cui profumi e cosmetici (297,5 milioni) e, infine, quelli informatici, elettronici ed ottici (219,1 milioni).

Inoltre anche il flusso commerciale in senso opposto è in crescita: sempre secondo il Ministero del Tesoro transalpino, le importazioni dal Paese centroamericano hanno registrato una crescita del 15,5%, portandosi a 1,4 miliardi di euro di valore complessivo, una cifra mai raggiunta in precedenza: basti pensare che, rispetto al 2004 – l’anno precedente il caso Cassez – la crescita è stata del 124,8%. Il Messico è così divenuto il quarantaseiesimo fornitore a livello mondiale del mercato francese, in America Latina secondo solo al solito Brasile (che registra però un calo). Lungo la tratta diretta al versante orientale dell’Atlantico, i prodotti più rilevanti sono quelli di origine industriale: dalle «strumentazioni meccaniche, elettriche, elettroniche ed informatiche» ad altre voci non meglio specificate, il comparto rappresenta l’80% delle esportazioni messicane in Francia, per un valore superiore agli 1,6 miliardi di euro.

Viene dunque da chiedersi in cosa consista la menzionata svolta nei rapporti, fatta eccezione per l’archiviazione dell’incidente diplomatico relativo a Florence Cassez. Una risposta è stata data lo scorso ottobre, con la firma di un Memorandum d’Intesa fra l’agenzia messicana ProMéxico e l’Agenzia Francese per gli Investimenti Internazionali (AFII), il quale, secondo quanto affermato dall’allora Ministra per il Commercio Estero Nicole Bricq, punta a raddoppiare la portata degli scambi tra i due Paesi entro il 2017, concentrandosi su tre settori principalitelecomunicazionisettore agroalimentare e sostenibilità urbana. Più in generale, l’obiettivo dichiarato da Bricq e dal Segretario per l’Economia messicano Ildefonso Guajardo implicava anche l’aggiornamento del versante commerciale dell’Accordo di Associazione Economica, Concertazione Politica e Cooperazione in vigore tra Messico ed Unione Europea dal 2000: un accordo che, all’epoca, spiccava per essere il primo concluso tra Bruxelles ed un Paese dell’America Latina ma che oggi sembra necessitare di revisioni legate ai mutamenti dell’economia globale. Hollande ha infatti dichiarato che «la Francia appoggerà la volontà del Messico di rinegoziare, rivedere questi accordi perché dobbiamo aprire mercati, dobbiamo abbandonare le barriere che a volte ostacolano l’importazione o l’esportazione di certi prodotti nei nostri rispettivi Paesi».

In attesa che l’Unione Europea concretizzi questo desiderio, che potrebbe essere sostenuto anche da Spagna e Germania, primi soci commerciali europei del Messico, la misura più rilevante nel nuovo rapporto tra Francia e Messico potrebbe essere l’istituzione del Consiglio Strategico Franco-Messicano. Inaugurato lo scorso luglio, il Consiglio è stato affidato alla supervisione di due personalità di alto livello quali l’ex diplomatico e Ambasciatore di Francia Philippe Faure e l’ex Segretario per gli Affari esteri messicano Jorge Castañeda Gutman ed ha l’obiettivo formale, come dichiarato espressamente dai cancellieri dei due Paesi, di favorire il dialogo ed identificare i settori che devono essere oggetto di un approfondimento degli scambi nella prospettiva di un’associazione di lungo periodo, attraverso «raccomandazioni specifiche ai Governi». Già entrato in funzione lo scorso novembre con una sessione plenaria tenutasi all’Eliseo alla presenza di Hollande, il Consiglio sembra essere l’organismo su cui si impernierà il tentativo di approfondire le relazioni bilaterali. Per questa ragione, la fitta agenda dei due giorni di visita ufficiale in Messico non poteva non prevedere una riunione dell’organismo.

Ma l’agenda di Hollande ha riguardato anche interessi già definiti. Un esempio è dato dal comparto aeronautico, considerato fra quelli di maggior prospettiva in chiave di collaborazioni bilaterali: infatti, durante la sua visita, Hollande ha avuto modo di concordare con Peña Nieto un accordo tra il francese Cnes (Centro Nazionale di Studi Spaziali) e l’Agenzia Spaziale Messicana, oltre che di inaugurare il nuovo campus aeronautico franco-messicano. Situato nello Stato di Querétaro, il campus rientra nella più ampia area del Paese caratterizzata dagli impianti di diverse società aeronautiche, fra le quali le francesi Safran, (maggiore impresa del settore nel Paese con oltre 5000 lavoratori ed un miliardo di euro investiti negli ultimi dieci anni) ed Eurocopter. Proprio con Safran sarebbe in fase di negoziazione un accordo per la produzione di droni in territorio messicano, mentre dalla seconda il Messico dovrebbe acquisire, attraverso le Segreteria della Difesa e della Marina, un numero non ancora precisato di elicotteri.

Inoltre, tra i più di trenta accordi ufficializzati in occasione della visita, che spaziano dalla sanità all’ambito culturale, spiccano quelli relativi al settore energetico, siglati sia tra la francese EDF (Électricité de France) e l’equivalente messicana CFE (Comisión Federal de Electricidad), sia tra i rispettivi istituti petroliferi. Benché non siano emerse dichiarazioni a proposito, è possibile che gli accordi rispondano all’invito lanciato lo scorso agosto dalla Camera di Commercio Franco-Messicana, che sottolineava le «opportunità sicure per le imprese francesi» in caso di approvazione delle riforme in materia energetica, allora ancora in fase di discussione. Non è d’altronde concepibile, come già ricordava il Presidente della Camera di Commercio Italiana in Messico Alberico Peyron, l’inserimento nel mercato energetico messicano finché non saranno approvate le leggi secondarie della riforma. Tuttavia, per quanto riguarda particolari settori del comparto energetico, va segnalato il negoziato di Total con la Segreteria per l’Energia messicana riguardo all’estrazione del gas di scisto nel nord del Paese.

La nuova pagina dei rapporti franco-messicani, in conclusione, sembra piuttosto rientrare nel più voluminoso faldone della rinnovata intraprendenza economica messicana, che Peña Nieto sembra stare perseguendo sin dal giorno della sua elezione. Il copione, infatti, continua a porre in stretta connessione il rinnovo (o l’instaurazione ex novodi accordi commerciali bilaterali con l’ambizioso progetto di riforma del sistema economico nazionale. Al punto che la tempistica della visita di Hollande, avvenuta a cinquant’anni da quella di de Gaulle, sembra piuttosto da collegare alle nuove possibilità commerciali sorte in questi ultimi mesi. Un pragmatismo, d’altronde, che ben si sposerebbe col carattere del nuovo corso messicano.

 

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