sabato, Aprile 17

Mes e Recovery fund: Zingaretti spalle al muro Gli stellini una cosa hanno capito, forse l’unica: che per stare in mezzo al gioco, per ‘contare’, si devono bruciare i ponti alle spalle, perché solo così Zingaretti non può forzare perché cadrebbe il Governo

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«Come mi si può imputare una carenza di attenzione se tutti i giorni sono in prima linea per sconfiggere questa pandemia? Giovedì sera ho illustrato i provvedimenti finalizzati a prevenire la terza ondata del virus, a proteggere la popolazione, a evitare quanto più possibile un numero così alto e inaccettabile di decessi. Le persone che non ci sono più, i nostri cari, noi li onoriamo non solo a parole, ma con l’impegno costante, di giorno e di notte, per mettere il Paese in sicurezza»: queste le parole di Giuseppe Conte, alla domanda di un giornalista sul fatto che nella sua ennesima conferenza stampa in TV sulle nuove misure anti covid-19, non abbia nemmeno citato che quel giorno in Italia si contavano 993 morti.
Quella risposta è di un cinismo, di una indifferenza che grida vendetta. Di fronte a quasi mille morti, lui, parla di sé, di quanto è bravo, di quanto è bello.
Sono pronto a scusarmi con chi mi legge, ma quella frase è il paradigma di questo Governo, è la prova del perché va cambiato subito.
Mettiamo solo un momento in fila gli argomenti.

Il Covid-19 continua a mietere vittime. Vittime che ci si dice sussiegosamente che però vanno calcolate con calma, perché sono il frutto di picchi di infezioni di settimane prima: perché, non sono morti? Poi ci si spiega che c’era stato un ‘errore’ della Regione Lombardia che non aveva comunicato un centinaio di morti (così si contano i morti?) il giorno prima, invero forse anche la Campania aveva ‘messo insieme’ anche dei morti dei giorni precedenti: i ‘morti avanzati’? poi il giorno dopo i morti sono quasi duecento in meno (sempre oltre settecento, ma insomma … ) e uno si chiede: vuoi vedere che se ne sono dimenticati un po’, poi li mettono tutti insieme!
Questo è il clima nel quale viviamo. Ma non basta il Covid-19.

Il comico, improvvisamente svegliato dal letargo, se ne esce con la sentenza: il MES (che lui chiama la MES … chissà, forse vuole sfottere la Chiesa?), cioè i soldi del MES, non servono, e gli fa eco Conte dicendo cheabbiamo tante altre fonti finanziamento’ (lui chiama così i prestiti)! ma la riforma del MES, che abbiamo negoziato noi italiani, chiedendo noi italiani alcune modifiche, ci sono alcuni che non vorrebbero ratificarlo. Insomma un pasticcio.
Qualcuno obietta che il MES ci darebbe 37 miliardi a un tasso di interesse minimo, senza condizioni (checché ne dicano gli stellini e Salvini: è scritto lì chiaro chiaro) che dovrebbero essere usati solo per la sanità: e con il disastro della sanità cui stiamo assistendo in questo Paese da Gennaio, se c’è una cosa che serve sono soldi per la sanità e che siano spesi solo per quello e non, al solito, sprecati in mille rivoli.

Dicevo che questo Governo non è assolutamente all’altezza. Lo ripeto. Ma non sembra che Nicola Zingaretti abbia minimamente il coraggio di forzare le cose. È curioso, al solito, lo dice, ma poi non lo fa. In una sorta di incontro ‘culturale’ organizzato da Massimo D’Alema, con la partecipazione di Renzi, ma non di Veltroni (per fortuna) di Franceschini e di Zingaretti, si è discusso proprio di questo. E Zingaretti ha insistito appunto sul tema della necessità diforzarela situazione politica, di uscire dall’immobilismo, di combattere il populismo (che non è solo Salvini, ma, appunto, principalmente Grillo), ma poi non ha detto come e tutto il suo comportamento sia succube delle assurdità degli stellini e delle scorribande di Renzi.

Gli stellini una cosa hanno capito, forse l’unica: che per stare in mezzo al gioco, percontare’ come dicono loro (cioè per condizionare le decisioni altrui, ma evitando con cura di avere una linea politica e delle alleanze programmatiche) si devono bruciare i ponti alle spalle, perché solo così hanno capito che Zingaretti non può forzare perché cadrebbe il Governo. E per di più Di Maio è in lotta mortale con Dibba e quanto a colpi di mano, quei due, sono maestri anche se ora si bastonano tra di loro.
E il giochetto lo ha capito anche Conte, che mette sistematicamente Zingaretti con le spalle al muro mettendolo di fronte a fatti compiuti tipo la follia dell’ennesima pazzesca super-‘task-force’ che si occupa del ‘cluster’ (lui parla così) composta di tre o quattrocento persone raccattate chi sa dove. Zingaretti digrigna i denti, Franceschini preme per metterci un po’ di amici suoi e Renzi figuriamoci, e alla fine Conte fa la sua commissione per non fare nulla. In tutta la lunga intervista al giornale degli Agnelli (al secolo ‘Repubblica’) sulle iniziative economiche concrete del Governo per laprossima generazione europea’ (Next Generation EU), non dice nemmeno una parola. Francia, Germania, Olanda, eccetera hanno già tutto pronto, noi siamo alle task-force.
Pare che in quei Paesi siano furiosi, forse è eccessivo, ma certo cominciano seriamente a chiedersi se alla fine tutti quei soldi noi non li spenderemo in caramelle. Qualcuno, lo ho scritto mille volte e non ci torno, ci conta. E noi?

Un fatto mi colpisce. In quel convegno di D’Alema, ho sentito parlare alcune persone serie seriamente di politiche di sinistra, di riconquista della identità di sinistra: cioè di ideali, progetti, obiettivi, considerazione degli interessi delle gente vera, ecc. Tutta roba incomprensibile a gente come gli stellini. Specialmente la professoressa Nadia Urbinati è stata molto chiara e netta, così come Ida Dominijanni, perfino Giuliano Amato (forse per ricandidarsi per la millesima volta alla Presidenza della Repubblica in concorrenza con Veltroni, non per caso assente) e addirittura Zingaretti. Ma poi?
La gente ha paura, è stanca, non ne può più di chiacchiere, vuole progetti veri, sta pagando un prezzo altissimo per il lavoro nero e per i guadagni in nero (ora se ne stanno rendendo conto tutti), è assediata dalla mafia che offre soldi per comprare e prezzo di realizzo aziende artigiane, ristoranti, ecc. E urla di paura e di rabbia cieca. Come si fa a non capirlo!
La destra, quella destra oscena che abbiamo in Italia, raccoglie quell’urlo solo per amplificarlo. La sinistra ne parla, ma non lo raccoglie e non cerca di razionalizzarlo, non cerca di interpretarlo, di orientarlo. Dice Zingaretti che non dovremo uscire dal disastro Covid-19 ‘come prima’, ma diversi e migliori: come, con Conte e Grillo, con la patrimoniale e l’IMU della Chiesa, lasciando il nero dov’è e l’evasione fiscale anche?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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