sabato, ottobre 20

Merkel-Erdogan, ancora tensione Michel Barnier non si candiderà per la Commissione Ue. Marò, rinviata udienza all'Aja

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«Ci sono profonde differenze con la Turchia». Lo ha detto la cancelliera Angela Merkel in conferenza stampa a Berlino con il leader turco Recep Erdogan. Tema principale sul tavolo dei leader era la situazione in Siria, per la quale la leader della Cdu ha poi annunciato un vertice con Erdogan, Vladimir Putin ed Emmanuel Macron. Ma la visita del presidente turco aveva anche lo scopo di raffreddare i rapporti tra i due Paesi, diventati tesi a causa di presunti nemici dello Stato turco presenti in Germania, tra cui l’ex direttore del quotidiano turco Cumhuriyet, Can Dündar, e dei cinque cittadini tedeschi ancora in carcere in Turchia.

Erdogan infatti chiede proprio l’estradizione dell’ex direttore e ha anche minacciato di disertare la conferenza stampa qualora quest’ultimo avesse partecipato. Ma il giornalista turco ha disertato. E in conferenza stampa Erdogan ha ribadito: «Can Dündar è un agente e ha violato il segreto di Stato».

Intanto, parlando di Siria, Ankara ha confermato che i servizi segreti turchi stanno lavorando all’implementazione della zona demilitarizzata concordata con la Russia a Idlib, attraverso la rimozione delle armi pesanti in mano ai gruppi radicali presenti nell’ultima roccaforte ribelle nel nord-ovest del Paese.

Rimanendo a parlare di Europa, Michel Barnier, il capo negoziatore Ue per la Brexit, non scenderà in campo per diventare il candidato del Ppe al posto di presidente della Commissione Ue. Lo ha annunciato lo stesso Barnier con un tweet adducendo come motivazione il dovere di far fronte alle responsabilità che gli sono state affidate dai 27 nelle trattative.

In Macedonia, parla il vicepremier per gli affari europei Bujar Osmani, a due giorni dal voto popolare in cui i cittadini macedoni dovranno esprimersi sull’intesa con Atene per il nuovo nome della Macedonia (Macedonia del Nord): «Sono ottimista che il quorum sarà raggiunto e che la maggioranza dei cittadini che si recherà alle urne domenica sarà a favore dell’ingresso nella Nato e dell’accordo con la Grecia, ma ipoteticamente, se l’affluenza fosse bassa, il referendum è per testare la volontà dei cittadini, non il meccanismo di voto».

Passiamo al caso dei marò. A causa di ‘un inaspettato problema di salute’ di uno dei giudici, il Tribunale arbitrale internazionale ha deciso di rinviare l’udienza, il cui inizio era previsto per il 22 ottobre all’Aja. Lo rende noto la Corte permanente di arbitrato, aggiungendo che una nuova data per l’inizio dell’udienza sarà fissata a tempo debito in consultazione con le parti, Italia e India.

Peggiora la situazione in Yemen. Secondo il direttore esecutivo del World Food Programme (WFP) David Beasley «è un disastro e io non vedo la luce alla fine del tunnel in questo momento». Secondo i dati, sono circa 18 milioni le persone che in Yemen si trovano in condizione di insicurezza alimentare e il prezzo dei generi alimentari è aumentato del 35% nell’ultimo anno.

Svolta in Giappone, dove in alcuni settori lavorativi i cittadini stranieri potranno finalmente specializzarsi per ottenere il permesso di soggiorno, secondo quanto stabilito dal governo giapponese. Tra i settori considerati, quello della ristorazione, il comparto della costruzione, l’agricoltura, gli stabilimenti manifatturieri, la professione di badante, e il settore della pesca.

In CinaYao Gang, ex numero due della China Securities Regulatory Commission (la Consob cinese), è stato condannato a 18 anni di carcere per aver accettato tangenti ed essersi macchiato di insider trading, figurando tra i responsabili di più alto livello del tonfo delle Borse del 2015. Per lui anche una multa di 11 milioni di yuan (1,7 milioni di dollari).

Chiudiamo con il Brasile, perché Jair Bolsonaro, il candidato di estrema destra in testa ai sondaggi per le elezioni presidenziali, non sarà dimesso oggi dall’ospedale di San Paolo dove è stato ricoverato dopo essere rimasto vittima di un attentato lo scorso 6 settembre. Scoperta infatti una infezione batterica in un catetere che gli è stato ritirato dall’addome.

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