giovedì, Settembre 23

Meridione e comunicazione

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Forse tutto è cominciato molto prima che cominciasse. Con una donna che a fine ‘800 fonda e dirige il quotidiano di una grande città, con chi dà voce ai poveri Cristi, con chi muore ‘suicidato’ perché ha voluto rompere, con una radio libera, ma libera veramente, la consorteria mafiosa di cui la propria famiglia ed il proprio padre sono parte costituente.

Imperdonabile. Imperdonato. Dal locale al globale, dal globale al locale, dal quotidiano napoletano Il Mattino a Radio Sicilia Libera di Danilo Dolci, da Radio Aut di Peppino Impastato sino al tuttora vivissimo, anche se non casualmente mediaticamente negletto ‘Caso Crocetta’. Meridione e comunicazione. Si va delineando una nuova ‘questione meridionale’.

Nel 1891 il critico teatrale Edoardo Scarfoglio, giornalista, scrittore, poeta non eccelso, e la moglie, Matilde Serao, lasciano il Corriere di Napoli, di cui cedono il proprio quarto di proprietà ricavando 100.000 lire. Con questo capitale la coppia decide la fondazione nella metropoli partenopea di un nuovo giornale,che viene chiamato Il Mattino. Esce con il primo numero il 16 marzo del 1892. Dopo alterne, e dolorose, peripezie familiari, la Serao prende in mano sempre più da sola il quotidiano. Che, infine, lascerà per altre avventure editoriali.

Partinico, Valle del Belice, Sicilia, 1970. Due anni dopo il terremoto, una ricostruzione che non parte, e quando parte è controllata dalla criminalità. Danilo Dolci, insegnante, inizia le trasmissioni di Radio Sicilia Libera dal suo Centro studi e iniziative. Denuncia i comportamenti dello Stato nella ricostruzione e le collusioni con la mafia, i microfoni sono aperti. E’il primo vero e proprio esperimento di ‘radio pirata’ sul territorio italiano. Il 25 marzo alle 19:30, dal suo Centro studi e iniziative nella terremotata Valle del Belice, il pedagogo e scrittore inizia le trasmissioni. Scopo: fare controinformazione e lottare contro la politica corrotta. Assieme a due operatori si barrica a Palazzo Scalia portando con sé cento litri di benzina e facendo partire una diretta ininterrotta di ventisei ore, affiancando agli appelli per le condizioni della popolazione colpita dal sisma le voci della gente comune, i poveri cristi che davano dai microfoni testimonianza diretta della propria condizione. Durò poco più di una giornata, appunto: alle 22 del 26 marzo Carabinieri ed agenti di Pubblica Sicurezza entrarono nella sede della radio, sequestrando gli apparecchi trasmittenti e ponendo fine alla sua effimera e significativa esperienza. Le autorità in poco più di ventiquattrore erano riuscite a farla tacere, ma non a farlo tacere.

Praticamente in contemporanea a dare una spinta decisiva alla creazione dell’emittenza privata italiana arrivano Renzo Arbore, ‘napoletano-americano’ di Foggia, e Gianni Boncompagni, aretino cosmopolita reduce da un lungo soggiorno in Svezia dove l’avevano portato lo squacquerone e la passerina. Alto Gradimento, il loro programma radiofonico nato nel 1970, naturalmente RAI ché altro non c’era, incarnava seppure in maniera light la creatività sessantottina, facendole pure da traino. E tanto ha fatto scuola, proliferato e fatto proliferare.

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