sabato, Ottobre 16

Mercurio, un inquinamento pronto a terminare? Ad agosto è stata varata la Convenzione di Minamata. Ma diversi sono ancora i limiti

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Ad agosto è stata varata la Convenzione di Minamata sul mercurio. Per la prima volta a livello internazionale si sono riconosciute tutte le minacce di questa sostanza, approntando di conseguenza un insieme di norme atte a tutelare l’ambiente e la salute umana. C’è il divieto di costruire nuove miniere per l’estrazione del mercurio, e si invita alla chiusura progressiva degli impianti attivi. Si obbliga poi a ridurre l’utilizzo, le emissioni e il rilascio di mercurio proveniente dall’estrazione dell’oro, entro il 2032.

Intanto comunque entro il 2020, la Convenzione obbliga i firmatari a limitare il commercio e proibire la produzione, nonché l’esportazione e l’importazione, di oggetti con l’aggiunta di questa sostanza. I limiti però permangono: non sono previsti né obblighi di decontaminazione, né dei veri e propri controlli, né il risarcimento alle vittime delle zone colpite dall’inquinamento, né multe e sanzioni per i soggetti inadempienti. Di certo però è un primo vero passo avanti sulla questione.

Ma dove viene ancora utilizzato? Da anni non esistono più termometri con questa sostanza, ma il mercurio, per esempio, viene utilizzato correntemente per preparare degli amalgami in odontoiatria. Le miniere d’oro africane e del sud est asiatico, poi, ne utilizzano molto per l’estrazione del prezioso metallo.

Spesso però il commercio del mercurio necessario prende vie secondarie ed illegali. Stando all’UNEP, infatti, in Kenya negli ultimi anni non c’era nessuna attività di estrazione del mercurio riconosciuta e registrata, ciononostante le miniere d’oro della Repubblica democratica del Congo, dell’Uganda e della Tanzania hanno ricevuto tra il 2010 e il 2015 il mercurio soprattutto da Nairobi. E tante sono le contaminazioni a causa dell’inquinamento dovuto a questa sostanza. E i più vulnerabili sono, ovviamente, donne e bambini.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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