mercoledì, Giugno 23

Mercurio oggi offusca il Sole

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Ma ovviamente è stata la ricerca spaziale a dare una visione indiscussa del corpo celeste. Le missioni sono state effettuate per mezzo della sonda semiautomatica Mariner 10, che nel 1974 si avvicinò fino ad alcune centinaia di chilometri dal pianeta, trasmettendo circa 6.000 fotografie e mappando il 40% della superficie, e poi Messenger, che è entrata in orbita attorno al pianeta il 18 marzo 2011, dopo aver sorvolato tre volte il suo cielo nel 2008 e nel 2009. L’Europa si appresta a iniziare le sue missioni il 27 gennaio 2017 con una spedizione dell’Agenzia Spaziale Europea realizzata in collaborazione con JAXA, l’agenzia giapponese. Il piano operativo è attualmente nella fase di costruzione e come tutti i programmi europei, l’intero impianto coinvolge le principali industrie continentali. Il progetto nippo-europeo è basato su due sonde distinte, il Mercury Planetary Orbiter (MPO), che trasporterà gli strumenti destinati allo studio della superficie e della composizione interna del pianeta, e il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO), che trasporterà gli strumenti dedicati allo studio della magnetosfera del pianeta. Originariamente la missione prevedeva anche un lander, cancellato poi a causa dell’eccessivo costo. Quindi per adesso non sono previste discese su Mercurio, così come è accaduto per Marte, Saturno e Titano. E il 6 agosto 2014, sulla cometa 67/P Churyumov–Gerasimenko, da parte del lander Philae.

I due elementi del programma euroasiatico saranno lanciati contemporaneamente da un Ariane 5 ed effettueranno un viaggio di sette anni verso Mercurio, collegati tra di loro tramite un modulo, usando una propulsione solare elettrica e la spinta gravitazionale della Terra, di Venere e di Mercurio.

Il suo nome sarà BepiColombo; lo sottolineiamo con un frizzo di orgoglio perchè l’Europa ha voluto dare il nome della grande missione onorando il matematico Giuseppe (Bepi) Colombo, il ‘meccanico del cielo’, che è stato un ricercatore di Padova -scomparso nel 1984. Colombo collaborò al lancio della sonda Giotto, che nel 1986 ha incontrato la cometa di Halley: questa cometa fu rappresentata dal Giotto ed è la prima incredibile raffigurazione scientifico-artistica, conservata nella Cappella degli Scrovegni, a Padova. Ma Bepi Colombo fu autore anche del progetto Tethered portato sullo shuttle  -ricordiamo che l’esperimento fallì per cause esterne alle teorie formulate-  e per aver pianificato i fly-by multipli con Mercurio nel 1972 e per tanti altri importanti esperimenti spaziali.

Dunque, appena terminato di leggere questo articolo, tutti in terrazzo ad osservare l’evento, ben protetti da lenti adeguate, ricordando che Mercurio è caratterizzato da lunghe code. Il piccolo pianeta, all’osservazione strumentale, mostra, infatti, scie di materia, che sembrano desquamarne la superficie. E’ vero che gli scienziati non sanno ancora con certezza a cosa questo fenomeno sia dovuto, ma sospettano che ci sia un collegamento con la magnetosfera del pianeta e forse anche con il vento del Sole. Chi sa che non sarà BepiColombo a raccontarci come stanno realmente le cose e svelarcene i segreti.

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