sabato, Maggio 15

Mercurio oggi offusca il Sole

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Oggi il pianeta Mercurio vive un giorno veramente importante per noi popolazione della Terra. Dalle 13:12 fino alle 20:42 di stasera il pianeta più interno del sistema solare transiterà davanti alla nostra stella madre e sarà facilmente riconoscibile come una goccia di inchiostro nero, ma solo per chi si doterà degli appositi strumenti protettivi: un cannocchiale certamente ma ben protetto dai filtri convenzionali usati dagli astronomi. Le lenti da spiaggia, anche le più potenti sono da evitare. Questo passaggio, che si osserva da ovest verso est, è un evento straordinario e così invitiamo i nostri Lettori a dedicare qualche minuto al fenomeno che dà la misura della piccolezza ma anche dell’enormità dell’universo in cui viviamo: chi perde l’appuntamento dovrà poi attendere fino all’11 novembre 2019 e poi il 13 novembre 2032.

Non è troppo, dopo tutto visto che l’ultimo transito -ovvero l’occultazione parziale o totale del corpo celeste- si è verificato dieci anni fa, l’8 novembre 2006. Il movimento, assolutamente previsto e prevedibile, viene osservato dalla Terra ogni qualvolta Mercurio si interpone con il Sole, oscurandone una parte veramente piccola del disco, circa 150 volte meno di quanto appare la luna quando appare piena. La prima osservazione di un transito avvenne il 7 novembre 1631 dall’abate Pierre Gassendi che tra una dissertazione e l’altra contro la scienza di Cartesio e la sua metafisica definita astratta, si dilettava a guardar le stelle e prendere appunti sui moti dei pianeti.

Mercurio è indubbiamente un pianeta assai complicato e per questo il meno studiato in fisica. Le osservazioni più antiche sono state effettuate -probabilmente- dagli astronomi assiri intorno al XIV secolo a.C, secondo la testimonianza di alcuni frammenti recuperati in scrittura cuneiforme che lo definirono ‘il pianeta saltellante‘, mentre i babilonesi appena 1.000 anni prima di Cristo lo chiamarono Nabu, dedicando quella palla infuocata al dio della scrittura e della saggezza.

Altre osservazioni furono degli egizi che assimilarono Mercurio con Seth, dio nefasto che veniva scacciato dalla luce accecante del Sole nascente. Ampio interesse fu dato al piccolo mondo anche dal popolo greco che lo vedeva come stella del mattino, ma Pitagora, nel 500 a.C., aveva capito molto bene che quello osservato era un unico pianeta e alla fine i romani lo chiamarono col nome che porta adesso, in onore del messaggero alato degli dei, il dio del commercio e dei viaggi. Secondo alcuni autori classici queste denominazioni sono state generate dall’osservazione che Mercurio ha un moto assai rapido attraverso il cielo, ovviamente superiore a quello di tutti gli altri pianeti. Ma -è opportuno dirlo- queste investigazioni non sono state compiute solo dagli abitanti delle civiltà mediterranee. Nell’antica Cina, Mercurio era conosciuto come la Stella delle Ore, associato con il nord e l’elemento dell’acqua e ancora adesso nelle civiltà che si estendono dalla Corea fino a Giappone e Vietnam si è conservato il legame con il Wu Xing, mentre nella mitologia indiana, questo pianetino che vedremo nella giornata di oggi, era identificato con il dio Budha mentre i Maya lo rappresentavano come un gufo che recava messaggi all’oltretomba.

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