sabato, Aprile 10

Mercosur, l’accordo con l’UE si avvicina? Intervista ad Antonella Mori, docente e ricercatrice presso l’Università Bocconi e l’ISPI

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In occasione di un incontro bilaterale in Argentina tra il Presidente dell’Uruguay Horacio Cartes e il corrispettivo argentino Mauricio Macri è stata sottolineata, tra le altre cose, l’importanza di portare a termine un accordo commerciale tra il Mercosur (Il mercato comune dell’America del Sud di cui fanno parte come membri effettivi Argentina, Brasile, Venezuela, Uruguay e Paraguay) e l’Unione Europea.

L’idea di un simile accordo non è certo nuova, in effetti i primi tentativi di avvicinamento tra queste due realtà commerciali risalgono al 1999. Fino ad oggi, però, i negoziati non sono riusciti a giungere ad una conclusione soddisfacente. L’incontro tra Macri e Cartes ha quindi sottolineato il forte interesse da parte del Mercosur a raggiungere, dopo tutti questi anni, l’obiettivo della firma di un trattato.

Certamente restano ancora alcune resistenze riguardo la riuscita dei negoziati. Alcuni Paesi europei, tra cui la Francia, l’Irlanda, la Polonia e la Spagna, sono preoccupati per le ricadute sul settore agricolo. La Francia ad esempio ha espresso le proprie remore per quanto riguarda il commercio delle carni. In effetti se l’accordo andrà a buon fine si prevede un aumento del 70% di importazione di carni bovine e del 25% di pollame. Questo potrebbe avere ripercussioni sul mercato europeo di questo settore, già in difficoltà negli ultimi anni a causa della crisi economica. Dal punto di vista del Mercosur, invece, oltre 4000 imprese degli Stati interessati si sono dette favorevoli ad un accordo di libero scambio con l’Unione Europea e si sono rese disponibili per contribuire alla riuscita dei negoziati. A causa però dei dubbi ancora presenti tra i governi di alcuni Paesi dell’area, si è pensato addirittura di seguire un metodo di adozione degli accordi a velocità distinte per ogni Stato. In questo modo i Paesi più favorevoli potranno adeguarsi subito agli accordi, mentre gli altri potranno rientrare nei nuovi parametri in modo graduale.

A favore dell’accelerazione dei lavori dal punto di vista del Mercosur si candida inoltre il fatto che l’Europa sta cercando di portare a termine un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti d’America (il TTIP). Se questo avvenisse in assenza dell’accordo con il Mercosur, quest’ultimo si troverebbe escluso dai rapporti commerciali con i Paesi del Nord che finirebbero per creare un flusso preferenziale di scambi nord-nord che comprendono Pacifico e Atlantico. Da questo punto di vista, quindi, i Paesi del Mercosur non sembrano avere molta scelta, a meno che non vogliano restare fuori dagli scambi commerciali più significativi.

Ci si potrebbe chiedere, a questo punto, quali saranno gli effetti economici positivi di un simile accordo di libero scambio. A questo riguardo si è stimato che con la creazione di una Free Trade Area crescerebbe il Prodotto interno lordo di tutte le aree interessate: 0.5% in Argentina, 1,5% per il Brasile, un impressionante 10% in Paraguay e lo 0,1% per l’Unione Europea. Inoltre le imprese europee avrebbero accesso a un mercato da 30 milioni di dollari di acquisti governativi brasiliani e l’UE potrebbe trovarsi in una posizione più favorevole al fine di portare a termine gli accordi commerciali anche con Messico, Perù, Cile e Colombia.

Dopo più di 16 anni di negoziati, quindi, l’accordo sembra avvicinarsi sempre di più, anche se le perplessità che già sospesero i negoziati in passato non sono state del tutto superate. Per fare maggiore chiarezza su questo tema abbiamo intervistato la Dottoressa Antonella Mori, ricercatrice e docente presso la cattedra di economia politica dell’Università Bocconi di Milano ed insegnante e Senior Research Fellow per l’area America Latina presso l’Istituto per gli studi politici internazionali (ISPI). La Dottoressa Mori svolge, inoltre, attività di ricerca sull’economia dei Paesi latinoamericani all’Istituto di Studi Latino-americani (ISLA) dell’Università Bocconi.

Le prime negoziazioni tra Mercosur ed Unione Europea riguardanti la possibilità di un accordo di libero scambio risalgono al 1999. Ad oggi, però, questo accordo ancora non esiste. Quali sono stati i fattori che hanno portato le negoziazioni ad una fase di stallo?

Tra il 1999 e il 2004 Unione Europea e Mercosur hanno fatto 16 rounds di negoziati, poi sospesi. I negoziati sono ripresi nel maggio 2010 in occasione del rilancio dei rapporti biregionali fortemente voluto dalla Spagna, che quell’anno organizzò il VI Vertice biregionale a Madrid.

Le difficoltà a concludere l’accordo di associazione sono di tre tipi:

Le difficoltà negoziati: l’Unione Europea non voleva liberalizzare completamente il commercio di prodotti agricoli (protetto dalla PAC- Politica Agricola Comune e dalle lobby europee degli agricoltori). Il Mercosur non voleva liberalizzare completamente il commercio in alcuni settori industriali e servizi, e gli appalti pubblici.

Le difficoltà interne agli accordi di integrazione: nel Mercosur crisi Argentina 2001, nell’UE crisi economica finanziaria 2009-10 e crisi area euro

Il Contesto internazionale: elevati prezzi materie prime agricole (poca spinta a industrializzazione nel Mercosur), forte domanda cinese e bassa domanda dell’Unione Europea.

Negli ultimi mesi il tema dell’accordo tra Mercosur e UE è tornato alla ribalta, tanto che il Presidente dell’Uruguay Horacio Cartes, durante un incontro con il Presidente argentino Mauricio Macri, lo ha citato tra le priorità del suo Paese. Cosa è cambiato rispetto al passato e perché adesso il Mercosur è così motivato a portare a termine questo accordo?

L’Uruguay è sempre stato d’accordo, Kirchner era molto più protezionista di Macri. Oggi il problema è legato alla forte crisi interna in Brasile.

Quali potrebbero essere i vantaggi economici dell’abbassamento dei dazi per l’Unione Europea? E per il Mercosur?

Aumento del commercio bilaterale (specializzazione, aumento efficienza, partecipazione alle GVC – Global Value Chain, semplificazione burocrazia importante per PMI -Piccole e Medie Imprese).  Accordo non è solo FTA (Free Trade Agreement ndr), ma anche protezione investimenti esteri e liberalizzazione appalti pubblici
L’Unione Europea ha accordi di liberalizzazione commerciale con tutti gli altri paesi dell’America Latina, manca solo Mercosur e la Bolivia (che ha applicato per diventare membro del Mercosur).

Anche gli Stati Uniti d’America stanno cercando di firmare un accordo per il libero scambio con l’Unione Europea (TTIP). Ciò potrebbe interferire con la riuscita dei negoziati Mercosur-UE?

Dovrebbe essere un incentivo per il Mercosur a cercare l’accordo con l’UE per non essere marginalizzato nel flusso degli scambi mondiali.

Mentre il Brasile sembra deciso a voler portare a termine l’accordo, l’Argentina sembra più preoccupata delle conseguenze dell’abbassamento dei dazi. Quali sono i rischi che corre l’Argentina con un accordo di questo tipo?

Macri ha una posizione diversa dalla Kirchner. Macri è sicuramente più favorevole all’apertura commerciale.

 

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