venerdì, Luglio 30

Mercato del caffé quanto influisce sul Vietnam?

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Dopo il Brasile il secondo produttore ed esportatore mondiale di caffè è il sud-est asiatico. L’unità di misura per quantificare la produzione di caffè è quella che contiene una porzione, ossia il sacco di 60 chili con la cifra di 27,5 milioni nel 2013. Con una produzione quasi doppia di 49,2 milioni, c’è solo il Brasile. Al terzo posto l’Indonesia ha invece scalzato negli ultimi anni la Colombia. Entrambi i Paesi si assestano, comunque, su una produzione di circa 10 milioni di sacchi. Il Vietnam ha visto arrivare la sua produzione da 18,4 milioni di sacchi nel 2008 ai 27,5 dell’anno passato, cioè, crescendo del 49% nell’ultimo quinquennio, e del 25% dal 2012 (22 milioni) al 2013. Per quanto riguarda le esportazioni, il Vietnam ha portato sui mercati esteri ben 18,7 milioni di sacchi su 27,5nel 2013, il 68% della sua produzione annuale. Il Brasile, sempre al primo posto, ne ha esportati invece, nello stesso periodo, 31,2 su 49,2 (cioè il 63%), mentre Indonesia e Colombia hanno venduto all’estero praticamente tutta la loro produzione. Le importazioni dell’Italia dello scorso anno conservano il primato dei due Paesi nelle esportazioni di caffè: 2,1 milioni di sacchi dal Brasile e 1,6 dal Vietnam,  mettendo in sesto l’economia di quest’ultimo Paese., visto che nel 1975 il Vietnam usciva da 30 anni di guerra. Nel 1986 grazie al fallimento della collettivizzazione dell’agricoltura, vengono introdotte le prime liberalizzazioni, scommettendo sul caffè. La rimozione dell’embargo statunitense nel 1994 ha riportato ad essere quasi competitiva tale economia schiacciata dal comunismo: la popolazione sotto la soglia di povertà è passata dal 60% al 10%, con circa due milioni e mezzo di persone impegnate nella coltivazione e industria legata al caffé, traguardo da superarsi a breve termine.

(tratto dal canale ‘Youtube’ della ‘BBC WorldWide’)

 

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