martedì, Maggio 24

Mercato criptovalutario: facciamo il punto sulle crypto, tra guerra in Ucraina e nuove regole UE Ecco come e perché è opportuno monitorare con attenzione tutti gli aggiornamenti che riguardano il mondo delle valute virtuali

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L’approfondimento delle dinamiche del mercato criptovalutario continua a rappresentare uno dei punti cardine nell’agenda degli analisti finanziari: valutare al meglio come i driver più importanti del momento all’interno del settore possano condizionare le quotazioni dei vari asset digitali, costituisce infatti una chiave di lettura fondamentale non solo per quanto concerne l’evoluzione corrente dei corsi, ma soprattutto offre una visione generale degli stessi in ottica futura. In questa fase a catalizzare l’attenzione degli addetti ai lavori è in particolare il susseguirsi degli eventi nella guerra in Ucraina: molti Governi Centrali ritengono che le criptovalute stiano fornendo un mezzo per aggirare le sanzioni comminate alla Russia e, anche se diversi studi hanno dimostrato l’infondatezza di queste dichiarazioni, tale circostanza sta rappresentando il pretesto ideale per accelerare un processo normativo -già in essere nelle intenzioni- da parte dei Regolatori al fine di imbrigliare tutto il settore.

Naturalmente tali dinamiche rischiano di avere un impatto non trascurabile sulla crescita dell’intero movimento ed è per questo motivo che è opportuno monitorare con attenzione tutti gli aggiornamenti che riguardano il mondo delle valute virtuali. Ad esempio, consultando le cryptonews di criptovaluta.it, portale di riferimento nel campo delle nuove tecnologieè possibile rimanere costantemente informati su tutto ciò che accade nell’ecosistema digitale.

Il regolamento, su cui sta lavorando alacremente la UE in queste settimane, è di certo un altro tema al centro del dibattito tra esperti del settore: l’intenzione del Parlamento Europeo, dopo aver provato a vietare senza successo i protocolli Proof of Work con la legge MiCA -per via dell’enorme apporto di energia che richiedono e del conseguente impatto ambientale-, sarebbe individuabile in una stretta sui crypto wallet.

Criptovalute: stato dell’arte del processo normativo

Attenendosi alla disciplina FATF Travel Rule, i soggetti che offrono servizi riferibili alle attività in criptovalute –exchange e portafogli digitali– hanno l’obbligo di fornire informazioni sui propri clienti e sui loro dati personali, tuttavia rispetto alla bozza originaria, che ne richiedeva esclusivamente la raccolta, si è generata molta confusione, in quanto in un successivo aggiornamento si intimava agli intermediari di procedere anche con la verifica della veridicità dei dati, senza però chiarire quali siano gli strumenti idonei per agire in tal senso.

Si tratta di un problema molto serio, infatti, per ogni transazione superiore ai 1000 Euro, le società chiamate in causa dovrebbero informare le autorità di riferimento, anche non vi fosse alcun sospetto di riciclaggio: ciò pone seri interrogativi non solo sulla violazione delle norme sulla privacy, ma soprattutto sulla mole di lavoro che eventualmente andrebbe espletata.

Criptovalute: i numeri del settore secondo CoinMarketCap

Secondo una statistica effettuata da CoinMarketCap, risalente ad Agosto 2021, le criptovalute create fino a quel momento erano 11454, per una capitalizzazione di mercato di circa 1780 miliardi di Euro. Ogni giorno mediamente sono stati scambiati token per 86 miliardi di Euro di controvalore e dal 2019 al 2021 l’uso di asset digitali, sia per investimenti sia per transazioni di pagamento, è aumentato del 2500%. Naturalmente questa tendenza con il passare del tempo continuerà a consolidarsi, in quanto le criptovalute diventano sempre più parte integrante della quotidianità: è palese, pertanto, che richiedere verifiche dei dati su numeri di tale portata, senza fornire uno strumento per farlo, sia un compito assai arduo, a prescindere dagli altri impedimenti.

Un elemento di preoccupazione è rappresentato dal fatto che, rispetto al passo indietro effettuato sulla proposta di ban dei protocolli Proof of Work, i Parlamentari sembrano aver cambiato completamente atteggiamento: la maggioranza, infatti, è fortemente decisa mantenere inalterato l’impianto di questa nuova normativa. Perciò l’attenzione degli investitori e degli operatori del settore è tutta rivolta al prossimo voto in Commissione, prima che il testo venga discusso dalla Commissione Europea e, in seconda battuta, dal Consiglio Europeo.

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