venerdì, Settembre 17

Mercati festeggiano ritiro truppe russe field_506ffb1d3dbe2

0

putin

La Russia ritira le truppe dalla Crimea e gli investitori festeggiano. In un giorno sono cambiate molte cose sui mercati. Ieri l’azionario mondiale, preoccupato per la crisi nella regione russofona dell’Ucraina, aveva perso terreno. Solo la Borsa di Mosca ha ceduto il 10% e oggi invece si è resa protagonista di un bel rimbalzo. Gli investitori sono consapevoli che il rischio di un intervento militare russo in Ucraina si è abbassato decisamente e con esso la possibilità che le forze occidentali impongano sanzioni pesanti contro la Russia. Un evento che avrebbe compromesso, oltre che i rapporti internazionali tra super potenze, anche la ripresa dell’economia mondiale.

Detto questo, secondo alcuni analisti le tensioni geopolitiche, che hanno fatto balzare il valore del petrolio e dell’oro, considerato bene rifugio, sono un alibi perfetto per smaltire i livelli di ipercomprato di un mercato azionario dai prezzi gonfiati rispetto alla reale situazione economica. Basti pensare che l’S&P 500 a Wall Street ha appena toccato un nuovo record, salendo sopra i 1.868 punti per la prima volta in assoluto. Il Dow Jones, indice che riunisce le 40 società a maggiore capitalizzazione dei mercati ha guadagnato fino a 200 punti in avvio.

Dopo che il violento scossone geopolitico si è abbattuto sulle piattaforme di trading, la volatilità ha preso il largo. Il listino di Piazza Affari Ftse MIB ha sfondato al ribasso quota 20.000, scivolando temporaneamente anche sotto i 19.800 punti, con una perdita superiore al -3%. Ma oggi sui mercati si è respirata una certa voglia di riscossa. Immediata è stata la reazione dell’azionario di Mosca e del rublo, una delle vittime predilette dai trader nei giorni scorsi. Nella mattinata italiana l’indice MICEX saliva del 3,87% a 1.337,19 punti e l’indice RTS del 4,11% a 1.158,53 punti.

A dettare i tempi sono sempre le notizie provenienti dall’Ucraina. In un segnale di distensione verso l’Ovest che accompagna il rimbalzo degli indici azionari, il Presidente russo Vladimir Putin ha ordinato lo stop «alle esercitazioni militari» a ridosso dell’Ucraina. In un’intervista concessa a ‘BloombergAndrea Utermann, responsabile investimenti presso Allianz Global Investors, ha osservato che «ci sono sicuramente opportunità di acquisti», pronosticando una stabilizzazione della crisi diplomatica ucraina.

Anche se la crisi pare rientrata, le forniture di gas russo all’Europa rischiano di uscire compromesse dalle turbolenze in Crimea. L’80% del gas proveniente da Mosca e diretto in Europa passa dai gasdotti dell’Ucraina. Gazprom ha avvertito della possibilità che le esportazioni vengano ridotte, stando a quanto riferito dal ‘Guardian’. La Russia ha già usato in passato il blocco dei trasferimenti di fonti energetiche e in particolare di gas per mettere pressione sui Paesi occidentali confinanti.

Spesso si parla di ‘guerra del gas‘, un conflitto tra due Stati (in questo caso Mosca e Kiev) che ricalcherebbe quanto avvenuto quasi dieci anni fa e che ebbe un impatto anche oltre confine. La Russia, dopo tutto, conta per il 30% del gas esportato in Europa. Dopo che Russia e Ucraina non hanno trovato un accordo sul prezzo del gas, nel 2006 Gazprom ha semplicemente chiuso i rubinetti. Un braccio di ferro simile si è verificato anche nel 2009. L’azienda è così importante per Mosca che è stata anche un Ministero in passato e il suo ex Presidente è l’attuale primo ministro Dmitry Medvedev.

L’impatto delle ultime notizie è stato immediato, non solo in Ucraina. Il Paese è attraversato da gasdotti costruiti nell’era sovietica che trasportano gas naturale a diversi Stati membri dell’Unione Europea. Più di un quarto del fabbisogno di gas complessivo in Ue proviene dalla Russia e circa l’80% di questa quota passa dai gasdotti ucraini. Austria, Francia, Germania, Ungheria, Italia e Polonia hanno già riscontrato un calo della pressione di gas nelle proprie pipeline di anche il 30%.

Prima dello scoppio della crisi in Crimea le autorità andavano dicendo che le forniture di gas all’Europa non erano minacciate, perché Putin fa affidamento su una tale fonte di guadagno. Ma i commenti di Gazprom cambiano tutto. I prezzi del gas insomma, potrebbero facilmente impennarsi a inizio aprile, mettendo nei guai l’Ucraina, la quale importa oltre il 70% del metano dalla Russia.

In Italia sul versante politico, si torna a parlare dell’ipotesi di una tassazione dei risparmi. Il Governo Renzi accelera sul capitolo Bot, senza dimenticare anche gli altri titoli di Stato. Secondo le ultime stime del Tesoro, il provvedimento potrebbe portare nelle casse dello Stato circa 3 miliardi di euro all’anno. Proprio in queste ore il Ministero dell’Economia, guidato da Pier Carlo Padoan, sta lavorando per trovare la soluzione ideale che non sia troppo penalizzante per i risparmiatori. 

L’ex economista dell’Ocse sta testando gli effetti della ipotesi di uniformare la tassazione sulle rendite finanziarie avanzata dallo staff del Presidente del Consiglio. E per la precisione, dalle elaborazioni del Dipartimento delle Finanze sui dati del Rendiconto generale dello Stato, emerge che sarebbe di circa 2,980 miliardi di euro annuo il gettito medio aggiuntivo che deriverebbe da un aumento dell’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle obbligazioni e titoli di Stato dal 12,5% al 20%.

La proposta sulla tassazione dei Bot è caldeggiata da Pd Filippo Taddei. Il responsabile economia del Pd ha confermato che si sta ragionando su una aliquota unica (escluso il risparmio previdenziale) per poter reperire il gettito necessario a ridurre il cuneo fiscale di 10 miliardi. I 7 miliardi mancanti dovrebbero essere assicurati dalla spending review di Carlo Cottarelli. «Chi risparmia, lavora anche», ha spiegato Taddei, «quando lavora la tassazione minima è del 23%, altro che il 12,5% dei titoli di Stato e con la nostra riforma, chi lavora ci guadagna».

Ma a tremare sono i cosiddetti ‘Bot people’, ovvero i risparmiatori italiani. E al riguardo un invito alla cautela è arrivato da Maria Cannata, il direttore generale del Tesoro e custode del debito pubblico italiano, per la quale «un’eventuale modifica della tassazione sui titoli di Stato impatterebbe sul retail», ovvero sugli investitori singoli, i cosiddetti ‘nettisti’, cioè il classico cittadino italiano che acquista titoli di Stato.

Al contrario, non avrebbe alcun effetto per i lordisti, gli investitori istituzionali, perché i loro Bond vengono tassati fuori dalla cedolare secca, gli effetti sul fronte del gettito sarebbero modesti. «Non so invece cosa accadrebbe sul fronte della domanda», ha spiegato Cannata. Intanto dovrebbe essere fissata per mercoledì prossimo la prima riunione operativa dei Vice MinistriSottosegretari all’Economia appena nominati con il Ministro Padoan.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->