venerdì, Aprile 16

Memorandum Italia – Libia: motovedette in cambio di emendamenti Qualcosa forse si sta muovendo, ma le bocche sono cucite. Una voce PD: “ riscrivere interamente il memorandum con la Libia”, se non si può cambiare, “stracciarlo”

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Il Memorandum d’intesa sulla migrazione tra Italia e Libia è stato rinnovato, rinnovo automatico il 2 febbraio scorso. E’ un fatto. Nei giorni a ridosso del rinnovo automatico, alcune forze politiche e ONG hanno provato opporsi, chiesto al Governo di rivederlo. Il Governo ha taciuto (per altro anche del rinnovo, mai annunciato ufficialmente).
A distanza di tre giorni dall’avvenuto rinnovo quasi non se ne parla più.

Oggi c’è da registrare, però, l’intervenuto il senatore PD Tommaso Nannicini, ex Sottosegretario a Palazzo Chigi nel Governo Renzi, in una intervista a ‘La Repubblica’. «Penso che sia necessario riscrivere interamente il memorandum con la Libia. Anzi, non capisco perché non lo si sia fatto prima che il vecchio, quello del 2017, arrivasse a scadenza», ha dichiarato il Senatore, aggiungendo: «Limitarsi ad aggiungere un generico richiamo alla difesa dei diritti umani sarebbe del tutto insufficiente. Non servono parole ma fatti»,«Se da qui a un mese si dovesse verificare che non ci sono le condizioni per cambiarlo, la cosa migliore sarebbe stracciarlo» . Una dichiarazione che dovrebbe quanto meno porre finalmente il problema sul tavolo di Palazzo Chigi, considerando che nel resto dell’intervista pone chiaramente la questione come una questione di principio, distintiva del partito: «Il Pd deve alzare la voce e chiarire quali sono i paletti invalicabili di questa fantomatica fase due. Anche a costo di confrontarsi duramente con i nostri alleati o al nostro interno. Non è vero che dobbiamo litigare meno. Dobbiamo litigare di più, ma meglio. Sui contenuti e sulle scelte rispetto alle quali ci giochiamo l’identità del partito. E lo stesso vale per i decreti sicurezza. Le multe alle Ong vanno cancellate, non abbassate: non siamo ai saldi di fine stagione. Salvare le persone in mare non è un reato, semmai un merito. Per noi questo deve essere un principio irrinunciabile. Dobbiamo smetterla con gli annunci e cominciare a fare le cose per cui si capisce subito da che parte stiamo».

Che qualcosa si stia muovendo? Qualche segnale in questa direzione, in forma molto discreta, sembrerebbe arrivare anche dall’Europa, ma le bocche sono cucite, sia a Roma che a Tripoli così come a Bruxelles e Strasburgo.
Da Roma i segnali che arrivano sono quelli di una trattativa per la modifica, confermata dalla Farnesina, la quale insieme a Palazzo Chigi è titolare del dossier, e dal Ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, che ha parlato di‘emendamenti’ da proporre al Memorandum di intesa. Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, dopo aver ricevuto, lo scorso 3 febbraio, il Ministro dell’Interno del Gna, Fathi Bashaga, ha annunciato che l’Italia «presenterà presto una serie di emendamenti al fine di migliorare i contenuti del Memorandum bilaterale in materia migratoria del 2017, con particolare riguardo al rispetto dei diritti di migranti e richiedenti asilo».

Poche ore prima, a Tripoli, l’Amministrazione generale per la sicurezza costiera (GACS) sedeva al tavolo con un ‘rappresentante della sicurezza italiana’ per discutere i dettagli della consegna di due motovedette donate dall’Italia alla Libia, informano fonti di ONG.

Emendamenti -ancora per nulla chiaro in cosa consisterebbero, né tanto meno quando sarebbero operativi-, in cambio di altre motovedette, subito.

Nei giorni scorsi avevamo proposto una intervista al Commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatović, intervenuta venerdì con un appello all’Italia perché fermasse il rinnovo automatico. A Strasburgo risposta mai pervenuta, almeno pubblicamente. Come mai evasa, e dunque pervenuta, l’intervista al Commissario. Se e quando arriverà non mancheremo di pubblicarla.

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