sabato, Settembre 25

Meloni si candida: il centro destra si spacca Bertolaso non fa marcia indietro e Salvini rifiuta anche il candidato di FI per le amministrative di Torino

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Era nell’aria da ieri sera, ma la conferma è giunta solo questa mattina davanti al Pantheon di Roma, Giorgia Meloni si candida. «Sono venuta ad annunciare dopo attenta e accurata riflessione» ha dichiarato la leader di Fratelli d’Italia circondata da giornalisti e sostenitori «che ho deciso di correre per la carica di sindaco di Roma. Bisogna tornare all’orgoglio di essere romani: prima c’era l’orgoglio di essere cittadino romano, ora si pensa ai topi, a mafia capitale: sono spaventata che i cittadini non ci credano più. Bisogna tornare all’orgoglio di dire ‘civis romanus sum’, bisogna alzare la testa. Credo che una donna debba scegliere liberamente, nessun uomo può dire ad una donna cosa deve fare o non fare. Per questo ho scelto di scendere in campo anche se incinta. E Roma ha come simbolo una lupa che allatta due gemelli. Avrei preferito godermi i mesi più belli per una donna in un altro modo, ma ho sempre considerato che se non ci fosse stata un’opzione migliore la mia candidatura sarebbe stata in campo» in conclusione si è rivolta al tanto contestato ed attuale sfidante, Guido Bertolaso «Il tuo curriculum è valore aggiunto, dacci una mano, vieni qui, lavoriamo ancora insieme. Bertolaso non è riuscito a tener compatta la coalizione e a scaldare il cuore dei romani. Dico a Bertolaso: non farti strumentalizzare, si può fare ancora insieme. Non mi interessa la leadership del centrodestra, mi interessano i romani. Voglio fare un appello a Salvini, a Berlusconi e a tutto il campo del centrodestra: aiutatemi a non lasciare Roma ai 5 stelle, vinciamo insieme, si può fare». A suo sostegno arriva tempestivamente Matteo Salvini che, soddisfatto per la presa di posizione della collega, ha dichiarato rivolgendosi ai rappresentanti di Forza Italia «Sosterrò la Meloni. A Milano abbiamo Parisi, sostenuto da squadra forte e compatta, a Roma non c’erano le condizioni». Ma Silvio Berlusconi proprio non ci sta e rilancia Bertolaso ammonendo i comportamenti dei due segretari di partito «Ho quasi la certezza che Guido Bertolaso vincerà al primo turno con la sua lista civica che sarà affiancata da quella di Forza Italia» commenta l’ex cavaliere «Assolutamente. Abbiamo messo mesi per convincere il dottor Bertolaso a mettere da parte i programmi che aveva, tra l’altro insieme a me, di costruzione di ospedali nei Paesi poveri e di dedicarsi alla sua città, che è la Capitale, che è in una situazione di degrado dopo anni di mal governo. Con tutti gli altri leader del centrodestra lo abbiamo convinto, lo abbiamo confermato con dichiarazioni pubbliche comuni, improvvisamente ci sono questi cambiamenti. Purtroppo devo prendere atto che c’è gente che cambia idea al cambiar della temperatura e dell’umidità» e al termine del discorso rincara la dose «Penso che si sia fatto mal consigliare dai suoi, e si sia fatto trascinare in una logica di scontro locale. I leghisti di Roma sono tutti ex fascisti quindi hanno vecchie liti tra loro che sfociano tutti i giorni. Credo invece che avere un buon sindaco sia quello che interessa i romani. Quindi avendo trovato un fuoriclasse come Bertolaso, mi sembra assurdo cambiare ipotesi. Se qualcuno ha cambiato idea saranno i romani a trarre le conclusioni». Nemmeno lo stesso Bertolaso si tira indietro e pochi minuti fa ha rifiutato l’invito avanzato dalla Meloni affermando «Non mi ritiro, vado avanti come una ruspa» ha ribadito il candidato di Forza Italia ai microfoni di ‘Un giorno da pecora‘ di ‘Rai-Radio‘ «Io tradito dalla candidatura della Meloni? I politici hanno un’idea e il giorno dopo la cambiano» e conclude «Io non sono un politico ma un tecnico, sono stati loro tre a chiedermi di candidarmi e io l’ho fatto». A dire la loro ci sono anche Gianni Alemanno, ex sindaco della capitale, e Roberto Maroni che non vedono di buon occhio la retromarcia di Salvini e della Meloni «Rompo la consegna del silenzio che mi ero dato per consigliare la neo candidata Giorgia Meloni ad essere molto più prudente nelle sue dichiarazioni rispetto alla nostra amministrazione. Non si crea una discontinuità positiva rispetto al passato partendo dall’ipocrisia e dallo scaricabarile. Lei sa benissimo che tutte le scelte della nostra Amministrazione sono state condivise anche dagli assessori e dai consiglieri di Fratelli d’Italia che durante la mia gestione hanno mantenuto importanti deleghe gestionali. Se ci sono stati errori questi sono di tutto il centrodestra, a cominciare dagli uomini di cui lei si contorna» commenta Alemanno «A suo tempo ero convinto che si dovesse lasciare la scelta del candidato a Silvio Berlusconi: a Roma Forza Italia è il partito maggiore del centrodestra, e dunque Berlusconi si assuma la responsabilità di decidere lui. Però, questo andava fatto prima. La battaglia per la leadership del centrodestra, sottolinea, non si vince facendo la guerra all’alleato, ma con progetti e proposte. La leadership la ottieni con la lotta sull’euro e sull’aliquota fiscale unica. E poi conquistando la fiducia di un’intera area. Ma quando il leader del tuo partito viene attaccato, è normale un compattamento dei ranghi. Questa è una crisi romana, non nazionale. Io ancora spero si possa trovare una soluzione» aggiunge Maroni. A dare il colpo di grazia alla sempre più fragile coalizione dei tre partiti c’è anche la nuova ‘ribellione’ del segretario del carroccio, che sfiducia il candidato berlusconiano per le prossime amministrative torinesi «Osvaldo Napoli non è un candidato valido, si è perso troppo tempo. Se Berlusconi non vuole politici, ma imprenditori e professionisti, per me la persona giusta è il notaio Alberto Morano» e senza pensarci due volte conclude «Noi della Lega non imponiamo nulla a nessuno, ma per adesso non vedo alternative». 

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