lunedì, Novembre 29

Meloni – Salvini: destra ‘unfit’? Oggi è necessario oltre che doveroso capire se questa destra con frange vicine di stimolo e/o di conflitto di neo-post-fascisti che bruciano città e sedi sindacali e del lavoro, sia in grado ed adeguata a governare. Qui ed ora, con i due destri, Giorgia e Matteo

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Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto;

è quanto mi hanno dato al posto di un fucile

Philip Roth

Il tema politico tra attacchi programmati violenti ed in ultimo alla sede Cgil di Roma il 9 ottobre, copertura vaccinale, riapertura economico-affettiva e vigile attesa per la spesa trasparente e finalizzata dei miliardi dell’Ue, è quello di un’apparente vittoria della destra alle prossime politiche (una sorta di verità che si autoavvera). Questo incubo o speranza, se antifascisti o nostalgici, più o meno violenti, si palesa in forme di squadrismo con trame diverse, tra no vax arrabbiati che gridano con imbecillità contro i gerarchi nazisti (!!!) impositori del certificato verde, e forze para-eversive come Forza Nuova e Casa Pound.

La prima, area estremistica movimentista infiltrata nelle piazze da 1 anno e più, senza che la Digos e diversi tra incapaci o consapevolmente silenti nel Ministero dell’Interno, o servizi segreti, avesse dato conto di essersene accorto. Una forza estremistica che inoltre si avvale, con il suo leader già terrorista nero, di un lauto fondo estero per promozioni e spese di varia natura, il Saint George Educational Trust che ha sede a Londra, città molto bazzicata dal Fiore, il capo, da lui fondato nel 1995. Per ora soprassiedo. La seconda formazione, Casa P., ha toni ma non modi più ‘istituzionali’ presentandosi ad elezioni locali, con annesse linee di abbigliamento in tema nero ed editori di libelli nuovi o riproposte nostalgiche, che a destra sono come la mamma, fanno tanto commuovere.

La posta in gioco? Gestire ed accaparrarsi i consensi di piazza dei molti e diversi scontenti, arrabbiati, invasati, dunque voti, per poi condizionare ed incidere sull’auspicata vincente ed in apparenza più presentabile Giorgia che va, per non farsi mancare un afflato nostalgico, ché la destra volge sempre il malinconico truce sguardo ai fasti del passato, a Madrid dall’estrema destra di Vox, partito neofranchista, dunque una dittatura (i particolari simbolici contano), in abito bianco ed anfibi, anfibi badate, neri. Direte: e quindi? In genere gli anfibi neri sono da decenni uno dei capi d’abbigliamento distintivi e connotanti la galassia degli estremisti di destra. Una specie di riconoscimento, come i bomber o giubbotti neri. Va lì a risciacquar, in spagnolo!, lo stucchevole mantra del ‘sono Giorgia, donna, mamma, cristiana, come se fosse un curriculum!!, senza dire che non è sposata, con figlia, lei fondamentalista che va ai Family Day dove si raccoglie il peggio dell’oscurantismo pre conciliare da cui dovrebbe essere allontanata in quanto non sposata e peccatrice. Ho conosciuto donne, mamme, cristiane che non ne facevano un vanto, perché facevano ed erano molto altro. E lei risciacqua l’identità, la famiglia, la guerra al globalismo, i patrioti, nuovo conio per non dire fascisti.

Beccati i suoi sodali Fascistelli (ops, fratelli) dItalia nelle inchieste di ‘Fanpage’ tra saluti romani, heil Hitler e ricerca di finanziamenti in nero, come poi accaduto all’altra destra, quella fascio leghista, bollando tutto ciò, invece di far piazza pulita del peggior nero, inteso come neo fascisti, come scandalismo, inchiesta manipolata (?), di persone note che ne costituiscono parte integrante. Inchieste manipolate come, da chi, lì ci sono nomi e cognomi di fascisti felici di esserlo ed allora abbia il coraggio, se non ha nulla cui spartire come afferma con fare trucesco, di metterli fuori dal partito. Ma ha difficoltà, non può farlo, un po’ per scelta e poi perché lessere il primo partito nei sondaggi dipende proprio dall’allargamento del consenso ad aree contigue di impresentabili di destra che erano in ‘sonno’ con legami territoriali coltivati e conservati per decenni. Proprio perché raccoglie queste diverse provenienze equivoche, anche quelle di FN che fanno il lavoro ‘sporco’, con cui il confronto è duro.

Il non detto è che nel partito sono in molti i nostalgici, che lei non vede e non sente, come il Sallusti-pieno busto televisivo che stima (come, da dove, lavoro con la statistica, ci dica da dove prende, da Formigli, quel 0 virgola altri zeri che costituirebbero secondo lui le truppe cammellate di Giorgia). Fantasie? Andateli a vedere, sono presenti da nord a sud del paese. E veniamo alla parte più istituzionale. A tal proposito mi sovviene il titolo ‘Is unfit to lead Italy’ incapace di governare l’Italia, come titolava una quindicina di anni fa ‘The Economist’ la prestigiosa ‘Bibbia laica’ del capitalismo, (sempre un simbolo religioso, aveva ragione Walter Benjamin quando parlava di religione del capitalismo), con direttore l’intelligente Bill Emmott che con la finanza capitalista bacchettava Berlusconi per i suoi disastri economici e morali (le feste del bunga-bunga) mentre l’Italia precipitava nel baratro.

Dopo la lettera della Bce venne ‘Mister Wolf’, quello che ‘risolve problemi’ nel celeberrimo tarantinianoPulp Fiction, il ‘macellaio’ in loden Monti che con la sua ministra piangente massacrerà i lavoratori dipendenti,facendoci lavorare ben altri 4 anni perché dovevamo sanare i disastri di altri. E nessuno ci disse grazie, a noi dipendenti pubblici e pensionati. No comment… Insomma quel giudizio che veniva dai centri di comando della finanza bocciava un incapace leggiadro che teorizzava il volgare ‘la gnocca che deve girare!’. Oggi è necessario oltre che doveroso capire se questa destra con frange vicine di stimolo e/o di conflitto di neo-post-fascisti che bruciano città e sedi sindacali e del lavoro, sia in grado ed adeguata a governare. Qui ed ora, con i due destri, Giorgia e Matteo, in difficoltà in questi giorni per le inchieste su ‘Fanpage’ ed i rapporti, a veder così, se non organici quanto meno funzionali vasi comunicanti tra una destra estrema post o ex terrorista mai sopita nel nostro paese di stragi di Stato e di bombe nere, privo di analisi critica e di abiure ufficiali, e diverse forme di conservatorismo estremizzatosi nel tempo (come i Repubblicani in America ed i conservatori quasi ovunque a flirtare con le destre peggiori), una funzionale manovalanza che sta passando all’incasso, avendo allargato quel bacino elettorale che serve alla Meloni per presentarsi quale leader capace di governare l’Italia.

Proselitismo su cui hanno lavorato gruppi e fazioni di un arcipelago di sigle e formazioni di destra oggi alla ribalta, aiutate da gruppi di ‘impresentabili’ nei luoghi e territori espressione di forme di disagio mal interpretate, non rappresentate, dimenticate da un’area composita della sinistra o come, si diceva un tempo, dalle forze di progresso orientatesi ad occupare legittimamente ruoli, scranni e poteri istituzionali, ma non riuscendo più a cogliere le dinamiche di trasformazione dei diversi ceti sociali di una società frammentatasi, tra impoverimento, disuguaglianze sociali ed economiche, chiudendosi in una pur doverosa ridotta di affermazione dei diritti civili. Messi improvvidamente in antitesi con la tutela dei diritti sociali al lavoro, alla giustizia, all’uguaglianza.

Variabili di cui la sinistra avrebbe dovuto, senza saperlo fare, rappresentare ansie bisogni domande. Insomma tra le altre, è mancata una strategia di analisi, comprensione e spiegazione, magari sociologica, delle dinamiche di mutamento economico e sociale di una società occidentale diversificata e complessa dinanzi alla diffusa implementazione di tecnologie informatiche nella produzione governata dai grandi giocatori della Rete privi di regole e diritti, all’affaticamento e stravolgimento del clima, al mutamento e disarticolazione dei diritti nella produzione e nella vita sociale. Questi spazi sono stati occupati a destra soddisfacendo bisogni primari negati di periferie e territori disastrati. Anche con buste di alimentari e sostegni economici che in altri casi in genere sono stati demandati ad organizzazioni come la Caritas attore di supplenza di uno Stato ritrattosi in altre sedi e luoghi.

Insomma, è necessario chiedere, insistere, pressare per capire che se l’homo arcorensis era ‘unfit’, questa che roba è, non vedente, non udente, non comprendente bracci romani boia chi molla croce celtiche culti pagani sempreverdi. Dopo che il Silvio era stato addirittura santificato per aver sdoganato Fini, che pure fu contrito, dichiarando il fascismo il male assoluto del secolo, ciò che Giorgia non ha mai ammesso. Appunto li sdoganò, lasciandoli liberi di pascolare riprodursi in una società come quella italiana storicamente divisa, senza un’analisi chiara ed inequivoca tra chi sconfisse il nazifascismo e gli altri, i repubblichini di Salò che furono lasciati soli a nostalgizzarsi per il tempo eroico ed imperiale che fu. Oggi, non per caso, riproposto come fosse ovvio da un candidato di destra a Roma discendente immoto di quel tempo, con le sue rimembranze di una Roma imperiale e con affermazioni serie, non battute, per cui gli ebrei furono trattati con riguardo (!) perché proprietari di banche, i noti usurai. Non aver fatto seriamente e dolorosamente, indicando nomi e cognomi, quel confronto, ha consentito il riprodursi per decenni di un pensiero degli sconfitti che ha covato ovunque, tra squadristi e pezzi di istituzioni, deviate come i servizi segreti ed alte cariche di istituzioni ed amministrazione pubblica (le famose Stragi di Stato). Tutti riconvertitisi, sciacquandosi la coscienza senza che alcuno pagasse veramente i conti della Storia.

Un processo politico? Sì politico e serio, come quello cui avrebbe dovuto sottoporsi la Democrazia Cristiana dopo nefandezze e sfascio pubblico di questo Paese. Che evitò, tra indignazioni e permalosità. E poi i socialisti e l’arco costituzionale a prendersi finanziamenti illeciti ai partiti. Con il risultato, lì e qui, di aver continuato a galleggiare per decenni in un magma antistatuale, antisistema, a cura unicamente dei propri interessi particolari (ah Guicciardini, altro che Machiavelli nobile per le sue riflessioni sul Principe, lì la cura e la coltivazione de lo particulare, antica istanza italica). Resta da capire con urgenza di che cosa sia fatto e composto il pensiero di colei che vorrebbe raddrizzare il nostro Paese, quali i suoi riferimenti di colei che nella noncuranza generale ha occupato un posto molto più a destra di Fini e che si presenta come un soggetto politico molto più pericoloso ed attrezzato del Salvini che, forse, sta compiendo una parabola discendente, scommettendo su un’improbabile scissione in quel partito tra indistinti leghisti ‘buoni’ e ‘cattivi’, dopo aver vaneggiato di ‘pieni poteri’ in occasione del suo essere ‘solo’ ministro dell’interno.

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Sull'autore

PhD Sociologo, scrittore per elezione e ricercatore per vocazione, inquiete persone ancora senza eteronimi di Pessoa. Curioso migrante di mondi, tra cui Napoli, Vienna, New York. Ha percorso solo per breve tempo l’Università, così da preservarlo da mediocrità ed ipocrisie, in un agone dove fidarsi è pericoloso. Tra decine di pubblicazioni in italiano ed in lingua si segnala l’unica ricerca sociologica al mondo sull’impianto siderurgico di Bagnoli, Conte M. et alii, 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano, Pref. A. Touraine. Ha diretto con Unione Europea e Ministero Pari Opportunità le prime indagini sulle violenze contro le donne, Violenza contro le donne, (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Ha pubblicato un’originale trilogia “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). Ha diretto ricerche su migrazioni globali, lavoro e diritti umani, tra cui 'Partirono bastimenti, ritornarono barconi. Napoli e la Campania tra emigrazione ed immigrazione' (Caritas Diocesana Napoli, 2013 con G. Trani), ed in particolare “Bodies That Democracy Expels. The Other and the Stranger to “Bridge and Door”. Theory of Sovereignty, Bio-Politics and Weak Areas of Global Bίos. Human or Subjective Rights?” (“Cambridge Scholar Publishing”, England 2013). Nella tragica desiderante società dello spettacolo scrive per non dubitare troppo di se stesso, fidarsi un poco più degli altri e confidare nelle sue virtuose imperfezioni. Sollecitato, ha pubblicato la raccolta di poesie Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Onlus MUNI, Movimento Unione Nazionale Interetnica.

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