lunedì, Luglio 26

Meglio tornare a casa Molti lavoratori fanno ritorno a casa dalla Thailandia per le sue leggi troppo restrittive

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lavoratori laos

Bangkok – La cifra relativa ai lavoratori laotiani che ritornano nella propria Madre Patria dalla Thailandia, non è poca cosa: si tratta di 7.636 lavoratori che abbandonano il territorio thailandese non appena le autorità di Bangkok hanno deciso di inasprire le norme che regolamentano il lavoro di cittadini stranieri e correlativamente la complessa ed altrettanto costrittiva macchina burocratica dei documenti e dei permessi di lavoro in Thailandia.

A luglio, le Autorità laotiane hanno creato un centro servizi temporaneo della durata di un mese al confine tra Laos e Thailandia in nove differenti Provincie confinarie, mettendole in grado di registrare ed estendere tutta la necessaria assistenza per i lavoratori laotiani. Secondo il Ministero per il Lavoro ed il Welfare Sociale, i 7.636 lavoratori, ivi comprese 5.228 donne, sono stati opportunamente registrati presso i centri temporanei transfrontalieri.

Il Dipartimento dello Sviluppo delle Specializzazioni e dell’Impiego ha affermato che il numero reale di coloro che sono tornati a casa potrebbe anche essere più alto delle configurazioni statistiche odierne, sottolineando che molti lavoratori potrebbero essere tornati nel proprio Paese in modo individuale attraverso piccole imbarcazioni con le quali hanno attraversato il fiume Mekong. Altri potrebbero aver fatto ritorno attraverso i tradizionali checkpoint dove i Centri Servizi in realtà non sono stati affatto attivati. Per aiutare le persone a trovare un impiego, il Dipartimento ha ricevuto diverse richieste perché aumenti il budget a disposizione per implementare il numero di corsi di specializzazione ed addestramento specifici per i lavoratori.

Il Direttore Generale del Dipartimento dello Sviluppo delle Specializzazioni e dell’Impiego, il Dottor Bounma Sitthisom, ha recentemente affermato che vi è stata una domanda alquanto alta di lavoratori nel Laos, così coloro che sono tornati, ora sono in grado di trovare un lavoro nel proprio Paese. «Sono stati allestiti alcuni specifici progetti per centinaia di lavoratori per incontrare le loro richieste di lavoro», ha affermato il Direttore Generale ad alcune testate locali. Ha poi aggiunto che le Autorità potrebbero lavorare all’unisono con le agenzie del lavoro per reclutare questi lavoratori e farli assumere nei posti disponibili sul mercato del lavoro specializzato nazionale. Inoltre, il Dipartimento ha sottolineato la necessità delle Autorità di facilitare l’impiego dei lavoratori laotiani, insieme con le agenzie del lavoro, per assicurare quelle persone che hanno espresso desiderio di tornare a lavorare in Thailandia secondo le disposizioni di legge più recenti.

Proprio per migliorare l’accesso al lavoro dei lavoratori laotiani in Thailandia secondo le nuove normative, le Autorità laotiane e thailandesi hanno avuto diversi incontri e dialoghi agli inizi di Settembre per trovare le migliori modalità per cercare le soluzioni più appropriate per questo delicato e complesso settore. Le Autorità laotiane confermano che entrambe le parti sono state d’accordo nel cooperare ed esponenti ufficiali governativi laotiani hanno operato in Thailandia per verificare la nazionalità dei lavoratori prima che la Thailandia concedesse loro I permessi di lavoro.

Il Dipartimento dell’Impiego thailandese ha registrato più di 150.000 lavoratori laotiani che non avevano nessuno dei requisiti di legge e documenti legalmente accettabili, secondo quel che riporta il Bureau Notizie Nazionali della Thailandia NNT. Le persone che sono state registrate hanno ottenuto un permesso di lavoro temporaneo che consente di lavorare in territorio thailandese fino a marzo del prossimo anno. I livelli thailandesi più alti di pagamento rispetto alle retribuzioni laotiane sono il principale motivo per il quale molti lavoratori laotiani preferiscono lavorare in Thailandia, nonostante il fatto che vi sia oggi una domanda alta di lavoro in Laos.

 

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