sabato, Ottobre 23

Medio Oriente, meeting a Berlino e Vienna Proseguono i vertici europei per sedare la situazione israelo-palestinese e mediare con Assad

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Intanto in Siria prosegue la guerra per procura tra i principali detentori della leadership mondiale. Sul campo nelle ultime 24 ore l’aviazione militare russa ha compiuto 53 raid su 72 obiettivi di militanti in sei province siriane: Hama, Idlib, Latakia, Aleppo, Damasco ed Deir ez-Zor.  A seguito di questo attacco dall’Osservatorio siriano per i diritti umani con base a Londra è arrivata l’accusa di aver colpito anche obiettivi civili tra cui un ospedale da campo, situazione che riporterebbe subito all’ultimo gravissimo incidente avvenuto nel nord dell’Afghanistan in cui è stato bombardato un ospedale di Emergency e in cui hanno perso la vita 9 medici. «La creatività dei media fa impressione», ha commentato la notizia dell’attacco odierno Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli esteri russo aggiunto.

Intanto anche gli Stati Uniti proseguono la propria avanzata stavolta in Iraq, con  un blitz nella regione del nord in cui sono stati salvati circa 70 ostaggi curdi, presumibilmente in mano a miliziani dell’Isis. Il primo soldato americano dal termine della missione in Iraq del 2011 è rimasto ucciso nell’operazione delle forze speciali Usa e irachene per liberare la città di Hawija. Senza fornire ulteriori dettagli, i funzionari americani avrebbero utilizzato nell’operazione elicotteri Usa, forze speciali curde e irachene con ulteriori lanci di attacchi aerei. Lo scopo era quello di uccidere, o catturare militanti dello Stato islamico e di liberare gli ostaggi curdi. La più importante operazione americana condotta contro l’Isis in Iraq è stata lanciata su richiesta del governo iracheno e arriva proprio ad appena 10 giorni dal coinvolgimento russo in Siria.

È proprio dal meeting di Berlino che il Segretario Usa, John Kerry ha confermato il punto di vista americano sul Presidente siriano Bashar al-Assad: «con Mosca siamo d’accordo nel sostenere le istituzioni di Governo in Siria, ma vi è un solo ostacolo su questa strada ed è una persona chiamata Assad».

Prosegue anche la tratta dei migranti in esodo dai paesi di guerra verso l’Europa. L‘attenzione del capo dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Unhchr), Zeid Ra’ad Al Hussein si è concentrata in particolare su strutture di detenzione come quella di Bila-Jeov a nord di Praga, che anche il ministro della Giustizia ceco, Robert Pelikan, ha definito «peggio di una prigione». Una violazione dei diritti umani secondo l’Alto Commisario Onu, il principe giordano secondo il quale ci sono state sistematiche violazioni che «sembrano essere parte integrale di una politica, portata avanti dal governo ceco e finalizzata a scoraggiare migranti e rifugiati ad entrare nel Paese o a rimanervi».

Dal nord della Siria, l’autoproclamato Confederalismo Democratico del Rojava arriva quest’oggi la notizia della creazione di un nuovo distretto amministrativo a maggioranza curdo, Tal Abyad. Un portavoce delle milizie curdo-siriane (Ypg) ha detto che la città siriana di Tal Abyad, al confine turco e a nord di Raqqa, è diventata ora il capoluogo del quarto cantone teatro nel gennaio scorso di una sanguinosa battaglia tra le forze curde, appoggiate da alcuni combattenti arabi e i miliziani dell’Isis. Tal Abyad si aggiunge agli altri 3 cantoni ossia Kobane, Cezire e Afrin. È proprio qui che è in corso una sperimentazione di una nuova tipologia di governo -il Confederalismo Democratico- non basato sulla rappresentanza politica verticale ma bensì orizzontale, ben lontana dalla tipologia comune a tutto l’Occidente ossia lo Stato Nazione.

 

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