lunedì, Settembre 27

Medicina predittiva per risparmiare in sanità Secondo l'Osservatorio Reforming è però inapplicabile a una riforma delle pensioni

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Medicina predittiva come metodo per ridurre la spesa sanitaria. «Ma utilizzarla per il calcolo pensionistico è impossibile e pericoloso». Questo il parere dell’Osservatorio Reforming che, riguardo al welfare italiano, auspica un’importante riorganizzazione, che non comprende però di introdurre tra i fattori di cui tenere conto la predisposizione a sviluppare certe malattie, che può essere accertata tramite, appunto, la medicina predittiva.

Se infatti la vita media si allunga e il rapporto tra l’età anagrafica e biologica è cambiato notevolmente in pochi decenni, questo va a toccare anche il sistema pensionistico, che si trova a dover elargire le pensioni per tempi più lunghi rispetto al passato. Ma la vita non si è allungata allo stesso modo per tutti e a tal proposito, rispondendo ad un’interrogazione di alcuni deputati Pd, il Ministro della Salute Giuliano Poletti si è detto disponibile a valutare la possibilità di diversificare il criterio di adeguamento dell’età pensionabile, anche in base all’aspettativa di vita, sulla base del lavoro svolto.

Nulla, però, è stato proposto riguardo alla medicina predittiva, che permette di conoscere un altro fattore che può influire sulla durata della vita: la predisposizione a contrarre malattie gravi o incurabili.

Abbiamo chiesto di illustrarci questa medicina ad Aldo Dobrina, docente di patologia generale all’Università di Trieste, nonché direttore editoriale e scientifico dei ‘Quaderni europei sul nuovo welfare’.

Dobrina, cos’è la medicina predittiva?

La medicina predittiva è una grande opportunità, permette di capire se una persona ha familiarità con qualche malattia. Viene utilizzata soprattutto per la prevenzione delle patologie o per diagnosi precoci. In particolare le diagnosi più frequenti nella terza età sono i tumori e le malattie cardiocircolatorie. Scoprendo una predisposizione a 20 anni si possono controllare, magari seguendo uno stile di vita più sano o effettuando controlli più frequenti. Ciò non significa che queste malattie siano state debellate, restano comunque le principali cause di morte.

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