mercoledì, Ottobre 20

I Medici e la querelle fra fiction e realtà

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Chi è Cosimo e quali i suoi meriti  lo ricorda Giovanni Cipriani, docente di storia dell’Università di Firenze. Nel merito della querelle  tra fiction e rispetto della verità storica, lo storico ritiene che dalla Fiction non si possa pretendere  l’assoluto rispetto della verità (anche Botticelli  in un dipinto ci dà l’immagine di un Lorenzo più bello di suo fratello, il che non è vero: ma era il suo committente…). Così  l’illustre storico spezza una lancia a favore della finzione e quindi di una libera interpretazione dei fatti, tanto più che la verità storica non esiste ed è sempre interpretabile.

La fiction è una ricostruzione dettata da altre necessità, nella quale la verità rimane sullo sfondo.  L’importante è far emergere  i  caratteri  dei personaggi. Che il cuore, debba essere Cosimo, non vi sono dubbi: perché Cosimo è colui che trasforma  la banca  aperta dal padre in un sistema bancario e finanziario europeo, aprendo  filiali nelle più importanti città (Milano, Roma, Ginevra, Avignone, Bruges, Londra)- “avessero oggi le nostre banche lo stesso  prestigio…. “; queste banche concedono  crediti ai diversi stati, importano opere di artisti a noi sconosciuti, Cosimo   diversifica gli investimenti,  trasformando l’agricoltura  in una fonte di reddito, le fattorie diventano un  modello, costruisce ville e Palazzi  secondo nuovi criteri architettonici che  recuperano la classicità romana e  abbandonano le forme medievali ( primo esempio Palazzo Medici, la cui realizzazione è affidata a Michelozzo), Cosimo porta avanti la costruzione della chiesa di famiglia, S.Lorenzo , a fianco e sui resti della vecchia cattedrale, la prima in Firenze, consacrata nel 393 al martire Lorenzo, alla presenza di Sant’Ambrogio e San Zanobi, della quale col tempo  non resterà più niente;  suo padre Giovanni  ne aveva affidato l’opera al più grande architetto del tempo, Ser Filippo Brunelleschi, e  la Sacrestia Vecchia, suo primo intervento,  è considerata  una delle creazioni più complete e coerenti del primo rinascimento fiorentino. Lì vi è  anche il monumento funebre a Piero e Giovanni de’ Medici del Verrocchio. I Medici faranno di S.Lorenzo il loro Mausoleo, al quale concorrono artisti come Michelangelo  Donatello e vari altri.

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Tornando a Cosimo e al suo mecenatismo, egli si circonda degli uomini più dotti del suo tempo, primo fra tutti Marsilio Ficino, i quali contribuiscono alla nascita dell’umanesimo; infine, Cosimo  ha una una visione internazionale della vita politica e religiosa tanto da  ottenere  a Firenze il trasferimento del Concilio ( previsto a Ferrara) del 1439 in cui cadono molte barriere tra Chiesa d’ Oriente e d’Occidente.  Da quell’esperienza trae ispirazione per la fondazione dell’Accademia neoplatonica. Quando  muore (il primo d’agosto del 1464),  viene  sepolto in S.Lorenzo come un santo. Non sappiamo cosa resterà di Cosimo nella seconda serie. Certo, è che uno dei protagonisti sarà il giovane Lorenzo. Sì, proprio lui, il Magnifico, figlio di Piero il gottoso ( malattia di famiglia) e nipote di Cosimo. E’ lo stesso Francesco Nardella a preannunciare il prossimo inizio delle riprese della seconda serie. Questa serie  sarà incentrata sulla figura del giovane Lorenzo il Magnifico in un arco temporale che va dalla sua gioventù fino alla sanguinosa Congiura dei Pazzi del 26 aprile 1478, quando morì il fratello Giuliano. Probabile anche una terza serie, sempre dedicata a Lorenzo il Magnifico ma in età più matura. “Sarà un Lorenzo ventenne che fa le sue prime esperienze di vita, tra Firenze e Milano, affina la sua cultura, la sua sensibilità, le sue frequentazioni artistiche, come con il Botticelli, un giovane con la sua voglia di utopia. E che si pone le stesse domande che si pongono i giovani, carichi d’ansia e di aspettative. Come  riuscirà a raggiungere i suoi sogni? E’ un tema che esiste sempre e che vogliamo raccontare, descrivere come ne uscirà.  E’ chiaro che anche quella di Lorenzo, forse più di altre, è una storia affascinante  e accattivante.  Una vicenda, la sua non priva di fragilità, che la fiction intende rappresentare. Non  si esclude qualche forzatura, ma il cuore della vicenda e del personaggio  anche in giovane età, saranno verosimili. Del resto, ci si è avvalsi anche del contributo di alcuni illustri storici, tra cui il medievalista Franco Cardini. Anche gli ambienti esterni dovranno restituire il clima e l’idea delle città di quel tempo. Uno dei luoghi prescelti è Pienza. Si è voluto evitare di costruire in studio”.

A questo punto non ci resta che attenderne l’uscita con l’auspicio che siano evitate vistose e fuorvianti distorsioni e possibili anacronismi, pur nel rispetto della libertà rappresentativa di una fiction. Nell’attesa, vedremo lo smantellamento, dopo venti anni, degli ultimi ponteggi della Cappella dei Principi, ultima dimora medicea accanto alla Basilica di San Lorenzo. L’annuncio è stato dato nel corso del seminario dalla stessa  Monica Bietti. La loro presenza era stata resa necessaria  da urgenti interventi di restauro alle vele della cupola. Allo stesso tempo è stata confermata l’intenzione di creare un biglietto unico per le visite nel complesso laurenziano, dove oggi insistono il Museo delle Cappelle Medicee e la Biblioteca Laurenziana (statali), l’Opera Medicea Laurenziana e la Parrocchia di San Lorenzo. A discutere della fortunata serie televisiva andata in onda su RaiUno lo scorso autunno, sono stati  Sandro Bennucci (Presidente dell’Associazione Stampa Toscana), Paolo Padoin (già Prefetto di Firenze e ora presidente dell’Opera Medicea Laurenziana), il professor Giovanni Cipriani (docente di storia dell’Università di Firenze), Antonio Lovascio (giornalista e direttore dell’Ufficio delle comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Firenze), Monsignor Marco Viola (Priore mitrato di San Lorenzo), Monica Bietti (storica dell’Arte e responsabile delle Cappelle Medicee) e Francesco Nardella (vicedirettore editoriale di Rai Fiction). A conclusione visita ad alcuni ambienti del complesso con la preziosa guida di Marco Gamannossi,  giovane storico dell’arte.

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