martedì, Settembre 21

McDonald’s, scioperi a raffica dagli Usa all’Europa Primo storico stop per i lavoratori della famosa catena in Gran Bretagna

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«Non abbiamo scelta. Vogliamo essere trattati con rispetto». E’ la protesta dei lavoratori di McDonald’s, che è andata in scena in tutto il mondo o quasi. Tutto è partito dagli Stati Uniti nell’ambito della campagna FightFor15 (dove 15 sono i dollari l’ora di salario minimo garantito), ma si è arrivati anche in Europa (pure in Italia).

Primo storico sciopero per i lavoratori di McDonald’s in particolare in Gran Bretagna. A protestare, in due picchetti organizzati davanti ai loro i rispettivi luoghi di lavoro, sono stati circa quaranta dipendenti dei due ristoranti di Cambridge e Crayford, nel sud-est di Londra, che dopo una votazione interna, hanno deciso di agire contro quelle che sono state giudicate pessime condizioni di lavoro. Si tratta, nello specifico, delle basse retribuzioni e dell’uso dei contratti a zero ore (nel quale non viene garantito un numero minimo di ore settimanali e la prestazione lavorativa si svolge su chiamata del datore di lavoro) che l’azienda imporrebbe ai suoi impiegati. Secondo quanto rivelato dal ‘Guardian‘, McDonald’s sarebbe una delle aziende che farebbe più uso di questa tipologia di contratto (che porta a sfruttare i propri dipendenti con orari non prevedibili e cambi di programma comunicati con poco preavviso) anche se, specifica il quotidiano, avrebbe da poco iniziato a offrire ai propri dipendenti l’opzione di passare a un contratto a orario fisso.

Ad appoggiare la protesta dei dipendenti c’è la Bakers, Food and Allied Workers Union, uno dei sindacati più antichi del Regno Unito, che chiede una paga oraria di 10 sterline, oltre che un orario lavorativo più sicuro e il riconoscimento sindacale. McDonald’s dice che a protestare è soltanto lo 0,01% dell’intera forza lavoro al suo servizio e che la disputa è legata alle procedure interne di reclamo.

(video tratto dal canale Youtube di RT)

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