giovedì, Ottobre 21

Maurizio Scandurra: “Covid si vince con la carità” Il giornalista e saggista cattolico parla di “assembramento intelligente” per fronteggiare l’emergenza

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«Il Covid-19? Lo si vince con la carità». Ad affermarlo è Maurizio Scandurra, giornalista e saggista cattolico che per primo in Italia ha avanzato una proposta di «assembramento intelligente», come ha più volte dichiarato ai media in questo periodo: ospitare concerti nelle chiese per consentire a religione e musica di convivere. Con un occhio di riguardo a poveri, emarginati, disadattati di ogni colore e nazionalità.

Buongiorno, Scandurra: Lei propone mani tese per affrontare l’emergenza in atto.

«Alexandre Rodolphe Vinet, cronista del passato, teologo, filosofo, critico letterario e storico svizzero ottocentesco diceva che ‘il luogo della carità, così come quello di Dio, è ovunque’».

Che cosa intende?

«In un simile contesto, come ho altresì detto all’Adnkronos eRecensiamo Musica, non ha senso neppure parlare di Sanremo 2021. Fede ed eventi musicali soffrono una crisi comune. Poca gente alle funzioni, minor pubblico in sala, tempi grami per tutti, e pure meno questue. Tenere concerti pop di noti artisti in chiesa avrebbe significato più posti a distanze adeguate in un contesto di maggiore ariosità, preservando i lavoratori dello spettacolo ora invece completamente fermi, nonostante le spese ingenti per la sanificazione sostenute da teatri, cinema e club. E con l’affitto dei luoghi di culto sostenere i budget parrocchiali incrementando i servizi di assistenza ai poveri».

Si profila un possibile, nuovo lockdown: che ne pensa?

«Il problema non è un virus a RNA che, seppur mutante, si può contenere, gestire e arginare, agendo per tempo. La misura del dramma, per me, è ben altra. Sta nell’assenza del gesto della pace durante la Santa Messa: una vera dichiarazione di guerra al contatto umano che scatena reazioni a catena ben peggiori».

In che senso?

«Ridurre accessi in chiesa significa minor aggregazione per gli anziani soli di borghi e città. Idem per i concerti. E consegnare i più fragili tra giovani e persone in là con gli anni a forme di preghiera personale e spiritualità fai-da-te, dipendenza da smartphone, ludopatie e abbandono ai richiami potenzialmente criminogeni del web. I ‘digital addicted’ sono a rischio mediocrità, lo scrive anche Cal Newport in ‘Deep Work’. C’è un preciso disegno luciferino in tutto ciò. E non serve certo essere necessariamente cristiani per accorgersene».

Sembra quasi una profezia escatologica.

«Il primo lockdown ha cancellato le celebrazioni eucaristiche ordinarie e la Pasqua, tempo liturgico fondante il Cristianesimo che segna la vittoria del Signore Gesù sulla morte. Lo stesso accadrà probabilmente anche a Natale, nascita di Cristo.Obiettivo? Azzerare il senso di Dio in nome di un unico modello consumistico di controllo globale figlio delle intelligenze infernali delle élites finanziarie che hanno frodato agli Stati cultura, identità, sovranità monetaria e politica. Bene lo spiega la lettera di Monsignor Viganò a Trump. Le Pmi muoiono, i giganti del web imperano. Che altro, ancora?».

Lo dica Lei, Scandurra.

«Gli atroci attacchi sferrati alla famiglia tradizionale da certe correnti di pensiero fuorviate e fuorvianti atee, materialiste e progressiste, tese a destrutturare le regole della natura e della vita. Meluzzi e Sgarbi docent. Mi riferisco a tutte le oscure teorie del gender che si commentano da sé».

In tutto questo buio generale, quale possibile luce?

«Carlo Acutis, giovane beato laico: il principio della santità, fare in modo straordinario l’ordinario, nell’esistenza di un normalissimo millennial. E Carlo Olmo: adottato da una famiglia-bene vercellese, divenuto avvocato come il padre, ha scelto la filantropia per restituire alla vita quanto ricevuto, salvando vite al tempo del Coronavirus. Per questo Mattarella l’ha nominato Cavaliere al merito della Repubblica».

Che cosa Le ha insegnato la pandemia?

«I poveri non contano. L’ho scritto anche sul Corriere della Sera. La mensa solidale di Don Adriano Gennari, che ogni giorno distribuisce l’80% di pasti caldi in più rispetto al 2019, riceve più multe che riconoscimenti. Comune di Torino e Assessorati vari negano permessi per la circolazione in ZTL e la gratuità della sosta agli anziani volontari pensionati giornalmente impegnati in raccolta e preparazione del cibo. Polizia Municipale e Ausiliari GTT del traffico, pur nel corretto esercizio delle proprie mansioni,potrebbero avere più buonsenso».

Dia una Sua personale definizione di carità.

«E’ il Volto di Dio calato nella storia. La misura della giustizia. Il povero dai molti ignorato che ogni domenica incontro prima della celebrazione eucaristica sul sagrato di Maria Ausiliatrice, la basilica fondata sotto la Mole da San Giovanni Bosco, appena mi vede arrivare alza gli occhi al Cielo invocando con la mano una benedizione per me. Mi commuovo, e sono così ancor più in debito con lui. Anche l’elemosina esige rispetto. Piuttosto che offensive manciate di inutili centesimi, meglio evitare. Prima di fare un gesto, è bene immedesimarsi in chi lo riceve».

Concludendo: qual è la Sua speranza?

«Che il mondo faccia proprie le parole di San Giovanni Paolo II, per cui ‘la rivelazione cristiana è la vera stella di orientamento per l’uomo che avanza tra i condizionamenti di una mentalità immanentistica e le strettoie di una logica tecnocratica’. E applicare così l’informatica del contatto all’economia della fraternità, per ritrovare in pienezza il progetto originario di amore, avviato da Dio con la creazione».

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