martedì, Ottobre 19

Matthew Renzi d’Arabia

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Una volta ci sarebbe stato Thomas Edward Lawrence, il mitico ufficiale dei servizi segreti britannici divenuto, durante la Prima guerra mondiale, uno dei capi della rivolta contro il dominio turco in Palestina e nella Penisola Araba, passato alla storia con lo pseudonimo di Lawrence d’Arabia. Adesso i tempi sono cambiati e le scimitarre alla Lawrence, con tanto di dromedari e musica in sottofondo, non vanno più di moda. Meglio un più comodo volo di Stato che in poche ore ha portato il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, nella capitale saudita per curare i molto meno nobili ‘affari di portafoglio’.

Un fine settimana politico dipinto di rosso-verde quello appena trascorso. Prima, sabato, è toccato all’ennesimo nipotino della Sinistra Italiana fare il suo esordio al Teatro Quirino di Roma, chez Sel, il partito di Nichi Vendola al gran completo, e i fuoriusciti da Pd e M5S con in testa quel ‘trascinatore di folle’ di Stefano Fassina che oggi non esclude l’appoggio a un candidato M5S nella Capitale. Un risveglio a sinistra sicuramente non gradito al premier del ‘fare’ che, proprio da Riad, senza nominarli, se la prende con i ‘gufi’ che vogliono «bloccare il paese». Dalla nuova ammucchiata a sinistra si tiene fuori per il momento Pippo Civati che liquida SI come un semplice «spostamento di parlamentari».

La destra, invece, si è ripresa la scena mediatica il giorno successivo con la manifestazione, organizzata a Bologna ‘la ex rossa’, dalla Lega di Matteo Salvini che, con l’ologramma di Silvio Berlusconi e la presenza impalpabile di Giorgia Meloni, ha messo in scena una riedizione della Casa delle Libertà del 1994 (ai tempi vicino al Cavaliere c’erano Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini). Unica differenza? Il passaggio di testimone tra il Caimano un po’ sdentato e lo ‘squalo’ leghista.

Dopo le elezioni primarie convocate nella giornata di ieri, il M5S ha il suo candidato sindaco di Milano: si tratta della disoccupata Patrizia Bedori. Secondo indiscrezioni sarebbero stati circa 300 gli iscritti al Movimento meneghino a recarsi alle urne allestite presso l’auditorium Valvassori Peroni. Assenti a sorpresa Gianroberto Casaleggio e il figlio Davide. Il nome a 5Stelle per Torino è invece quello del consigliere comunale Chiara Appendino. Oggi giungono in massa le dichiarazioni sprezzanti dei renziani subito sopite dalla risposta di Danilo Toninelli.

Parlamento praticamente inoperoso e fine settimana dei politici prolungato di un giorno, tanto il premier Matteo Renzi si trova in Arabia Saudita in visita di Stato, e senza di lui i ‘topi’ non ballano mai. Ma la sua voce continua comunque ad arrivare forte e chiara. «L’Italia non è fatta da chi sa solo urlare e insultare per strada», ammonisce Matthew Renzi d’Arabia con chiaro riferimento alle manifestazioni rosso-verdi tenute nel fine settimana, «basta con chi vuole bloccare il Paese: noi rimettiamo l’Italia al suo posto nel mondo». Per il nostro Matthew non ci sono dubbi che l’Italia ormai sia «ripartita». Tutto merito dell’opera salvifica compiuta dal suo staff, naturalmente, che ha rimesso il Paese «al suo posto nel mondo». L’ambiziosetto premier si permette pure di dire «basta con chi sa solo insultare e protestare» (i fantomatici ‘gufi’ della narrazione renziana) per poi abbandonarsi al solito panegirico dell’importanza dell’italianità nel mondo. Tutti sforzi mirati a fare cassa e chiudere contratti, unico interesse di una visione del mondo limitata al credo economico neoliberista.

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