lunedì, Aprile 19

Matteo Renzi .1 “Venghino, signori, venghino”

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Barcamenandosi tra botte (vere) ai manifestanti e botte (metaforiche) a tutti quanti, Matteo Renzi continua a condurre il vascello del suo Governo rilanciando ancora una volta con mirabolanti promesse.

La fortuna di un politico è la mancanza di memoria. Degli altri. E i leader italiani sono, da questo punto di vista, fortunatissimi. Sulle piazze italiane campeggiavano un tempo monumenti alla Resistenza, in genere artisticamente modesti ma concettualmente magnifici nella loro terragna semplicità, che avevano un comune messaggio. “L’italiano per ben vivere, deve bene ricordare”, era scritto sotto alcuni. Il filo conduttore era comunque quel concetto. Ma qui, ora, parliamo ormai di memoria a breve, a brevissimo, qualche settimana, qualche giorno. Ché di quanto annunciato dal nuovo uomo della Provvidenza ben poco risulta già realizzato nei tempi del suo mandato, ormai non più brevissimo. Anzi, a differenza del suo predecessore e mentore, mentre le promesse di Silvio Berlusconi erano teoricamente realizzabili (per quanto improbabili e/o dannose), le sue erano in gran parte impossibili alla fonte.

Obbligato, com’era, a far dimenticare l’omicidio di Enrico Letta (come Mussolini quello di Matteotti), sin dal discorso programmatico alle Camere ha prospettato la realizzazione di provvedimenti rivoluzionanti con uno scadenziario di mese in mese. Derubricando poi, come ovvio, realizzazione in presentazione, quindi in discussione generale diretta a partorire (a volte chissà quando) i provvedimenti governativi. Riforma Elettorale in alto mare, Riforma del Senato in attesa di una forse improbabile seconda lettura… E sono quelle messe meglio. Non parliamo di Giustizia, Fisco, Pubblica Amministrazione, Lavoro…

Da Capo dell’Esecutivo ha rotto di fatto ogni dialogo reale con qualsivoglia parte sociale (sindacati, industriali, associazioni…), che non sia ridotto ad omaggio o accettazione. Quando non c’è la presa in giro. O l’insulto, ultima ma non ultima la demitianrenziana Pina Picierno, una delle tante teste rubate all’apicultura, nei confronti di CGIL e Susanna Camusso.

Il colmo (quasi) della improntitudine è quando il populista Renzi prospetta consultazioni on line con l’universo mondo al posto di un confronto reale. Era quasi più serio quando tranquillizzava Letta con il suo “Enrico stai sereno”. Già Mario Monti aveva lanciato un’inutile consultazione con suggerimenti via mail. Dei cui esiti, giustamente, nessuno ha avuto notizia. A smontare certe bufale peraltro non servono inchieste o analisi politologiche, basta il puro buonsenso, quel riflettere sull’ovvio che raramente si pratica. Quante persone dovrebbero essere al lavoro per analizzare, scremare, ridurre a coerenze la molte migliaia (o magari decine di migliaia) di mail annunciate sulla riforma del mercato del Lavoro, della Pubblica Amministrazione, persino della Scuola? E poi che si fa? Si apre un dibattito (peraltro escusso in radice), oppure si estrae a sorte la migliore idea e la si applica…

Insomma tra una promessa e l’altra si naviga velocissimi e a vista. Pericoloso, e sperando di non incocciare in scogli sottocosta nei pressi di qualche Isola del Giglio.         

1. Continua…

 

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