giovedì, Ottobre 21

Matteo al lavoro Il Premier incontra le parti sociali per mettere a punto il Job Act

0

Renzi-e-il-nodo-art.18

 

Mattinata impegnativa quella di oggi per il Premier Matteo Renzi, che a Palazzo Chigi ha incontrato sindacati e imprese per un confronto sul Job Act. Nel corso delle riunioni, sono stati affrontati -tra gli altri- il tema dell’articolo 18, lo stanziamento di 1,5 mld per estendere gli ammortizzatori sociali, lo stanziamento di 1 mld di euro per la Scuola, la riduzione di 2 mld delle tasse sul lavoro e la trasformazione del bonus fiscale ai lavoratori dipendenti (i cosiddetti ’80 euro’) in provvedimento strutturale. Un ulteriore incontro Governo-sindacatisi svolgerà il 27 ottobre e vi parteciperà anche il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, ma è previsto anche un incontro in data da stabilire con il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti.
Al termine della lunga serie di incontri, il Premier ha affermato con sicurezza che domani il provvedimento riceverà la fiducia e che sono da escludersi agguati sia da parte degli alleati di Governo, sia da parte delle minoranze interne al PD. A quest’ultimo riguardo, sottolinea, fa fede il documento approvato dalla direzione.
Il Premier ha forse ragione se riferisce le sue parole alla minoranza degli ex dirigenti dei DS, ma il discorso potrebbe cambiare rispetto alla pattuglia dei civatiani, dal momento che proprio sul Job Act Pippo Civati ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in cui si legge: «Non mancherebbe di produrre effetto un Suo richiamo a un maggiore rispetto di ruoli e prerogative istituzionali e al corretto uso degli strumenti normativi».

A conclusione della mattinata, il leader della CGIL Susanna Camusso ha commentato con più di un pizzico di polemica che «l‘unica vera novità dell’incontro di oggi è che ci saranno altri incontri. Le altre sono cose note». «Credo che nessuno oggi possa dire che si sia riaperta una stagione di concertazione» ha aggiunto, l’atteggiamento del Governo è «al massimo di ascoltare, poi decide unilateralmente».Camusso conferma il giudizio negativo del suo sindacato sulle modalità con cui il Governo sta mettendo a punto il Jobs Act , ribadendo in particolare il “totale dissenso” sulle modifiche all’articolo 18, ragioni che motivano una volta di più la conferma dello sciopero nazionale indetto da CGIL per il 25 ottobre, sulla cui riuscita è legittimo nutrire più di un dubbio. Un posizione, quella della CGIL che fa agio al Governo per rinsaldare la sintonia con Confindistria, un po’ appannatasi nelle ultime settimane. Più attendista la posizione della UIL: la mattinata a Palazzo Chigi, secondo Luigi Angeletti, «ha forse più una valenza politica che sostanziale, se poi la sostanza ci sarà lo vedremo in concreto». Secondo il leader UIL, infatti, il premier «ha fatto una scelta simbolicamente diversa, in discontinuità con i mesi precedenti. (…)Siamo di fronte a un cambiamento dell’atteggiamento del Governo rispetto alle parti sociali». Decisamente positivo è il giudizio di Anna Maria Furlan, segretario generale aggiunto della CISL, che ha salutato l’incontro odierno col premier come un momento di svolta nelle relazioni tra Governo e parti sociali.

Degli incontri a Palazzo Chigi, ha attirato molta attenzione quello tra il Premier e i sindacati delle forze dell’ordine. Renzi avrebbe detto che cinque forze di Polizia sono troppe e che il Governo è orientato a riorganizzare il comparto sicurezza. «Noi rispettiamo e ci inchiniamo di fronte al lavoro delle donne e degli uomini in divisa» ha detto il Presidente del Consiglio «ovviamente non accettiamo da nessuno, benché mai dai tutori della legalità, che si possa mettere in discussione la stessa». «Cocer» ha aggiunto « non può minacciare uno sciopero: è contro la vigente normativa e non vedo un buon motivo per cambiare la normativa».Nel corso del tavolo, i Ministri della Difesa e dell’Interno,Roberta Pinotti e Angelino Alfano, hanno annunciato che nel 2015ci sarà lo sblocco del tetto salariale, assicurando che il Governo ha già accantonato a questo scopo 1 mld di euro: la misura verrà discussa nel Consiglio dei Ministri del 15 ottobre, durante il quale sarà presentata la legge di stabilità.

Intervenendo in mattinata a RTL 105.5, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha annunciato che a breve verrà diramata una circolare ai prefetti affinché esortino i comuni a provvedere alla cancellazione delle trascrizioni di matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sessoIl Ministro ha precisato «Il punto è uno: a ogni evidenza le direttive che sono state date con provvedimenti dei sindaci, che prescrivono agli ufficiali di stato civile di provvedere alla trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso non sono conformi alle leggi italiane. In Italia non è possibile che ci si sposi tra persone dello stesso sesso, quindi se ci si sposa tra persone dello stesso sesso, quei matrimoni non possono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano, per il semplice motivo che non è consentito dalla legge». Considerazioni, quelle di Alfano, degne del miglior Montesquieu, oltre che di Locke. Numerosi e bipartisan le critiche piovute sul provvedimento. L‘ex Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha commentato: «Fin quando la politica non avrà coraggio e responsabilità per farsi promotrice di una legge dello Stato sulle unioni civili sarà impossibile evitare che una circolare del ministro o, peggio, una sentenza della magistratura colmino un vuoto politico e normativo». Andrea Maccarrone, presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli‘,ha dichiarato che le parole del Ministro dell’Interno rappresentano «una presa di posizione violenta e ideologica che ancora una volta mira a cancellare qualsiasi percorso di riconoscimento delle coppie dello stesso sesso e sancisce come in questo Paese diritti, dignità e parità per le persone lesbiche, gay, bisessuali e trans non possano avere cittadinanza». Maccarrone ha poi aggiunto: «Di fronte a un Ministro che con tanta violenza riafferma la discriminazione legale verso migliaia di coppie chiediamo al premier Renzi di scioglierci ogni dubbio: il Governo sta col ministro Alfano o sostiene l’uguaglianza e la dignità delle coppie dello stesso sesso? Nel secondo caso farebbe bene ad assumere provvedimenti urgenti e chiari che traducano in fatti le belle e vuote promesse». In un comunicato, il CODACONS ha annunciato presenterà un ricorso alla Corte Europea dei Diritti contro l’iniziativa del Viminale: «La circolare ai prefetti viola palesemente quanto disposto in tema di coppie di fatto dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo e, in quanto tale, è illegittima. (…) La Corte di Strasburgo con una sentenza del 2010 ha ammesso l’esistenza del diritto alla vita familiare anche in favore delle coppie formate da soggetti dello stesso sesso e ha confermato che il concetto di ”vita familiare” deve necessariamente includere anche la “famiglia di fatto”, ossia il legame stabilito tra persone che vivono insieme anche fuori dal matrimonio, indipendentemente dal loro sesso».

È andata in scena a Montecitorio la votazione del Parlamento in seduta comune per l’elezione dei due giudici della Corte Costituzionale. Tutt’altro che a sorpresa, il 17simo scrutinio ha avuto un epilogo identico rispetto ai precedenti: un bel nulla di fatto. Nonostante l’accanimento maniacale del PD sul nome di Luciano Violante fin dal primo tentativo, le quotazioni dell’ex magistrato non riescono proprio a decollare: questa volta le preferenze si sono fermate a 506. Non va meglio all’altro nome del ticket PD-FI, ovvero Ignazio Caramazza, che con i suoi 422 voti rimane al di sotto della soglia del suo bacino di voti; alcuni ‘ribelli’ di FI e NCD continuano, infatti, a indicare il nome di Donato Bruno, nonostante la candidatura di quest’ultimo sia tramontata già da qualche settimana. La soap opera sull’elezione dei giudici della Consulta ci accompagnerà nelle prossime settimane, condita però dall’elezione suppletiva per sostituire Teresa Bene, il membro laico del CSM nominata appena due settimane fa e subito decaduta perché dichiarata ineleggibile nel corso della prima seduta del Consiglio di autogoverno della Magistratura. Se, come sembra, l’elezione suppletiva per il CSM avrà la precedenza rispetto a quella per la Consulta, i tempi rischiano di allungarsi ulteriormente, perché Bene ha presentato al Parlamento un’istanza (atto di significazione) con il quale richiede al Parlamento un documentato parere in merito alla decisione presa dal CSM nei suoi confronti, con l‘obiettivo di «evitare un vulnus alle prerogative del Parlamento». Il Comunicato diramato dal Quirinale a commento dell’ennesima fumata nera per la Corte Costituzionale, è il commento più eloquente al livello di gravità raggiunto dalla situazione: «È per me motivo di amara riflessione il fatto che a poco sono valse le mie ripetute, obiettive e disinteressate sollecitazioni perché da nessuna parte si venisse meno a questa prova essenziale di senso delle istituzioni».

 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->