sabato, Settembre 18

Mattarella ospite della massoneria deviata Mattarella

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Le carte del processo Rostagno, chiuso a Trapani nel 2014, descrivono l’attuale inquilino del Colle nella veste di inconsapevole conferenziere al centro culturale ‘Scontrino’, secondo i giudici copertura legale di logge massoniche deviate. Il giornalista Mauro Rostagno aveva scoperto tutto e, forse per questo, venne ammazzato dalla mafia nel 1988. Se Mattarella sa qualcosa, parli. Ma, intanto, i mass media di Regime mettono il silenziatore alla notizia. Denis Verdini presenta Ala, il nuovo Gruppo parlamentare che dovrebbe far volare i numeri di  Renzi in Senato, ma giura di non avere intenzione di iscriversi al Pd. Palazzo Madama respinge con voto segreto la richiesta di arresto per il senatore Antonio Azzollini: M5S, Lega e Sel denunciano l’inciucio Pd-Ncd. I 2/3 dei parlamentari Dem votano la salvezza dell’alfaniano e il ‘partito liquido’, come sempre, si scioglie. «Legalizzazione cannabis: Ci siamo e non siamo pochi!», così il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti (Pd) commenta su twitter la foto postata del ddl n. 3235 sulle droghe leggere. Mafia Capitale senza fondo: all’indomani della presentazione della nuova Giunta, finisce in manette per associazione a delinquere Mauro Balini, presidente del porto turistico di Ostia. Ora la struttura è sotto sequestro. Anche gli autisti dell’Atac protestano in Campidoglio e un incendio doloso blocca per ore l’aeroporto di Fiumicino. Proprio oggi che il premier ha assicurato al presidente del Coni Giovanni Malagò l’appoggio ufficiale alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella partecipò più volte, durante gli anni ’80 quando era deputato DC, alle iniziative del circolo culturale ‘Scontrino’ di Trapani. Insieme a lui anche altri politici di moda a quei tempi come Calogero Mannino e Carlo Vizzini. In realtà, il simposio trapanese avrebbe avuto la funzione di ‘paravento’ per gli affari occulti di logge massoniche in cui coesistevano pacificamente mafiosi, uomini dei Servizi e altri pezzi dello Stato. Questa notizia bomba non è un’ipotesi investigativa, ma parte del contenuto scritto nero su bianco delle 3000 pagine delle motivazioni della sentenza del 16 maggio 2014 sul caso Rostagno, da poco depositate. La verità processuale finora emersa ci dice che Mauro Rostagno era il giornalista-sociologo ucciso dalla mafia il 26 settembre 1988 allo scopo di impedirgli, così la pensano i giudici, di rivelare quanto aveva scoperto sui torbidi rapporti intrecciati nell’Isola da massoneria, Cosa Nostra, pezzi dello Stato e gli immancabili Servizi deviati. E allora? Cosa ci stava a fare in quel covo di presunti massoni corrotti il fratello di Piersanti, presidente della Regione Sicilia, ucciso nel 1980 e divenuto per questo emblema dell’antimafia? Fino a prova contraria niente di male, perché il discusso centro ‘Scontrino’ organizzava conferenze partecipate anche da personaggi noti come il rabbino Elio Toaff e Dacia Maraini. Ma, ad inquietare, è la curiosa coincidenza che il fondatore della comunità Saman stava indagando proprio sul caso Scontrino, aveva capito che sotto la cenere covava qualcosa di grosso e, per non agitare le acque, aveva sparso in giro la voce che il polverone alzato dalle indagini sull’associazione cripto massonica fosse una «montatura di Sergio Mattarella per colpire l’avversario Francesco Canino (onorevole DC morto nel 2014 ndr)». In realtà, Rostagno era anche venuto a conoscenza dell’arrivo per due volte a Trapani di Licio Gelli, il Venerabile Maestro della Loggia P2. Ed è a questo punto che si interrompe tragicamente la vita del coraggioso giornalista, lasciando ancora aperti molti interrogativi sulla Verità di una vicenda a cui il silenzioso presidente della Repubblica potrebbe fornire un valido contributo con la sua testimonianza.

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