venerdì, Aprile 23

Matrimoni e divorzi in Australia field_506ffb1d3dbe2

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Sidney L’Australia vanta uno dei melting pot più riusciti del mondo occidentale, un tessuto sociale eterogeneo composto da milioni di individui di origine diversa tra loro, quasi sempre capaci di vivere prosperamente nello stesso Paese. Alla base di questa peculiare situazione è facile trovare le caratteristiche geografiche del sub-continente australiano, un territorio ricco di risorse naturali, dai molti climi ed ecosistemi e dalla superficie di vaste proporzioni. L’Australia vanta infatti la sesta estensione territoriale più grande al mondo – forte di 7.692.024 chilometri quadrati – ma è solamente la cinquantaduesima popolazione al mondo per grandezza, con circa 23,8 milioni di abitanti.

Ed è proprio l’evoluzione della popolazione australiana – il suo tasso di crescita e d’invecchiamento, il numero dei matrimoni e quello dei divorzi – a rappresentare un dibattito continuo per la politica australiana. Il tasso di crescita annuale della popolazione australiana è stato del 1,6% nel 2014, mentre uno sguardo più preciso mostra che lo Stato con il tasso di crescita più alto è stato il Western Australia con il 2,2%, seguito dal 1,8% del Victoria, dal 1,5% del Queensland, dal 1,4% del New South Wales, dal 1,2% dell’Australian Capital Territory, dal 1,1% del Northern Territory, dallo 0,9% del South Australia e, infine, dallo 0,4% della Tasmania. L’invecchiamento della popolazione, invece, cresce ad un ritmo più sostenuto. Una persona di sesso maschile nata nel 2012 in Australia avrà, in media, un’aspettativa di vita di 91,6 anni, mentre una persona di sesso femminile avrà una prospettiva di vita media di 94,4 anni.

Le implicazioni di carattere sociale e quelle di natura economica per il sistema pensionistico del Paese sono evidenti, motivo per il quale la vicenda è ora fortemente dibattuta tra governo, studiosi e parti sociali. Se, da un lato, l’innalzamento dell’età pensionistica è una scelta obbligata, dall’altro politiche che supportino una crescita sostenibile della forza lavoro negli anni sembrano essere opzioni apprezzabili ed ugualmente necessarie.

In questo contesto giocano un ruolo fondamentale, per evidenti motivi, sia i matrimoni che i divorzi. I dati ufficiali dell’Australian Bureau of Statistics (ABS) mostrano che poco più di 30 anni fa, nel 1977, l’età media del primo matrimonio era di 23,8 anni per gli uomini e di 21,4 per le donne, mentre oggi è rispettivamente di 29,9 e 28,3 anni. Seguendo un andamento più o meno riscontrabile in tutti i Paesi occidentali, dunque, in Australia ci si sposa decisamente più tardi che in passato.

Discorso diverso per il divorzio, invece. Razionalizzato e modernizzato con il Family Law Act 1975, la percentuale di cessazioni legali del matrimonio era del 2,8% nel 1993, mentre oggi si attesta al 2,1%. L’età media del primo divorzio è di 44,8 anni per gli uomini e di 42,2 anni per le donne. Complice l’inizio sempre più tardivo delle unioni matrimoniali, poi, le statistiche mostrano anche come i matrimoni siano sempre più brevi, in media 12,6 anni nel 2005 e 12,1 anni oggi. La piramide dell’età matrimoniale conferma che il matrimonio, così come il divorzio, interessa una fascia sempre meno giovane della popolazione: ad essersi sposato almeno una volta è stato il 96% delle persone con più di 75 anni, il 90% delle persone d’età compresa tra i 55 e i 59 anni e solo il 70% di coloro tra 35 e il 39 anni.

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