sabato, Aprile 17

Maternità surrogata contesa Coppia australiana abbandona il figlio down e fugge in Patria

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Bangkok – Le Autorità thailandesi premono per una riforma legislativa di settore, dopo che nove bambini -che si è detto fossero tutti dello stesso padre- sono stati ritrovati in un condominio di Bangkok.

La scoperta avvenuta lo scorso Martedì pone ora la questione all’attenzione del Regno circa la materia della genitorialità surrogata. Il “caso” giunge alcuni giorni dopo la diffusione delle notizie correlate alle vicende di un bambino sofferente della Sindrome di Down nato da genitorialità surrogata, il quale è stato abbandonato in Thailandia dai suoi genitori australiani.

Le Autorità, effettuando ricerche a Nord di Bangkok nei vari residence e condominii -dopo una opportuna segnalazione anonima- hanno rinvenuto 9 bambini nelle cure di balie. Una donna incinta -anch’essa trovata nel luogo- ha affermato che stava appunto svolgendo il ruolo di madre surrogata. Un avvocato –che rappresenta un uomo d’affari giapponese- ha affermato che il suo cliente è il padre di tutti i nove bambini. Secondo quel che riferiscono i media locali, l’uomo d’affari giapponese ha lasciato la Thailandia tre giorni fa.

«Poiché in Thailandia non vi è ancora una legislazione che regolamenti l’intero settore della genitorialità surrogata, il giapponese di fatto non ha infranto alcuna legge», ha sottolineato un portavoce della Polizia Nazionale, Kissana Phathanacharoen, ai media locali. E poi ha aggiunto: «Rimane ovvio che –nel caso in cui dopo opportune indagini specifiche- risultasse che i bambini avrebbero potuto essere oggetto di traffici umani, allora saremmo sì in caso di illegalità».

Il medico coinvolto in  questi casi di genitorialità surrogata è stato identificato, ha riferito il portavoce della Polizia, e potrebbe vedere la sua licenza revocata se fosse trovato nella posizione di colui che abbia infranto il Codice di Condotta del Consiglio Medico della Thailandia. Le normative specifiche dell’ambito professionale medico proibiscono ai dottori di portare avanti situazioni di genitorialità sostitutiva a fini di lucro dove i genitori biologici non risultano essere con legami di sangue diretti con la madre surrogata.

Il turismo medico è un’industria di settore chiave per la Thailandia e molti casi di infertilità clinica trovano qui una risposta soprattutto se si tratta di clientela internazionale.

In una conferenza stampa tenutasi venerdì scorso, il Ministro per lo Sviluppo Sociale e la Sicurezza Umana ha chiesto con insistenza di voler procedere a produrre una legislazione confacente e che vada a colmare la lacuna giuridica thailandese in tema di genitorialità assistita, sostitutiva, materialità surrogata già oggi dal Parlamento transitorio in essere.

L’Assemblea Legislativa Nazionale è stata inaugurata nella giornata di venerdì scorso, più di due mesi dopo il colpo di stato militare che ha posto fine ad una paralisi politica che ha tenuto con sé nel limbo anche una lunga serie di provvedimenti di Legge che –come si vede- oggi hanno il criterio della massima urgenza. Tra i punti cardine della legge in oggetto è quello relativo al divieto totale di maternità surrogata a scopo di lucro.

L’ex Ministro Paveena Hongsakul  è stata citata da alcuni media nazionali quando ha affermato che il caso sospetto dei nove bambini sia forse una vicenda da collegarsi alla estrazione di cellule staminali. Esse sono estratte da embrioni, fluido amniotico, sangue da cordone ombelicale e tessuti adulti.

Tutta la vicenda sta comportando un crollo nelle richieste di maternità surrogata e un po’ tutte le cliniche specializzate della capitale Bangkok ora ci vanno coi piedi di piombo.

Una rapida indagine giornalistica condotta da media thailandesi ha impattato contro un muro popolare affatto desideroso di esprimersi su queste vicende delicate e sui servizi correlati alla maternità surrogata anche quando vi siano conoscenze approfondite in materia. Una balia professionista ha semplicemente affermato: «Dobbiamo porre un freno a tutti i casi che possano creare problemi».

Esponenti ufficiali australiani a Bangkok hanno chiesto con insistenza alle Autorità thailandesi di consentire a genitori australiani di bambini nati da madri surrogate nati in Thailandia di lasciare il Paese, come peraltro confermato un po’ da tutti i media thailandesi nazionali e locali.

Esponenti ufficiali thailandesi stimano che vi siano attualmente 250 casi di maternità surrogata e che riguardano genitori biologici stranieri, dei quali 150 riguardano cittadini australiani. In Australia dell’Ovest, le Autorità locali affermano di aver cercato in diversi modi di contattare l’uomo accusato di aver abbandonato il figlio surrogato, il quale è nato con la Sindrome di Down, in Thailandia. Sia lui sia sua moglie sono tornati in Australia solo con la sorella gemella nata sana. Secondo il canale televisivo ABC , l’uomo –di 56 anni- aveva sulle spalle accuse per 22 molestie sessuali ai danni di minori negli Anni ’90. Proprio per questi motivi, la madre surrogata thailandese ha chiesto le fosse restituita anche la bambina. Ella aveva anche rifiutato in precedenza la proposta della clinica per la fertilità thailandese dove era in trattamento dove le era stato proposto di subire un aborto selettivo dei feti gemelli, lasciando in vita la sola femmina sana. La madre surrogata thailandese, assoldata da una coppia di australiani per una cifra pari a 15.000 Dollari ha portato avanti la gravidanza e s’è rifiutata di adottare la soluzione proposta dalla clinica.

L’accordo tra le parti prevedeva che la madre surrogata desse alla vita i bambini nati dal patrimonio genetico concesso dalla coppia australiana. Questa, però, una volta riscontrato –alla nascita- che vi era un maschio affetto da Sindrome di Down, ha trattenuto solo la femmina ed ha abbandonato il maschio affetto dalla Sindrome di Down. Successivamente ha anche affermato di non sapere nemmeno fosse nato un maschio e che vi era un secondo gemello. Si tratta evidentemente di un avvenimento doloroso e pieno di incognite, soprattutto nel caso thailandese, in assenza di una legislazione specifica nazionale. Tutta la Thailandia oggi discute animatamente, sia a livello popolare sia nei talk show televisivi.  E già gli esperti thailandesi di Diritto stanno analizzando attentamente le soluzioni giuridiche e le risposte di Diritto escogitate in altri contesti a livello mondiale, prima che il Parlamento -sia esso quello attuale in fase ad interim sia quello successivo che verrà fuori dalle prossime elezioni- possa dare una soluzione quanto più possibile esaustiva per questa delicatissima situazione.

 

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