mercoledì, Giugno 16

Mass Media e notizie ai tempi di Renzi Politica: il punto

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Prove tecniche di ‘regime’ anche sulle Agenzie di Stampa, con il nome di Matteo Renzi che compare in tutti i flash dalle prime luci dell’alba e per tutto il resto della mattinata. Un’intervista alla radio Rtl 102.5 trasformata in un affare di Stato dai mass media. Che poi il premier decida di spaziare su tutti gli argomenti possibili e immaginabili, dall’immigrazione alle riforme, passando dalle unioni civili al boom, dice lui, dell’economia italica, con tanto di tirata d’orecchie alla UE su accoglienza ai profughi e taglio delle tasse nonché spacconata finale sul «funerale della tassa sulla casa il 16 dicembre», poco conta. Come conta poco l’immediata e rabbiosa reazione catodica del ‘cattivo’ Matteo Salvini. Importante è rilanciare il nome del ‘vero’ Matteo. Intanto, però, il premier non trova una sola parola per giustificare a Rosita Solano l’omicidio degli anziani genitori compiuto a Palagonia (CT) da un ivoriano ‘ospite’ del Cara di Mineo. Ed è proprio dal Centro richiedenti asilo siciliano che potrebbe arrivare una scossa decisiva per la tenuta del governo Renzi-Alfano, visto il coinvolgimento sempre più pesante del sottosegretario Giuseppe Castiglione (collettore di voti sull’Isola per conto di NCD) nel ramo siculo dell’inchiesta Mafia Capitale, tirato in mezzo (insieme a CL e alla coop La Cascina) dalle confessioni ormai divenute fluviali di Luca Odevaine, uno dei ‘picciotti’ della presunta banda Buzzi-Carminati. Il forzista Renato Brunetta stronca il libro dei sogni renziano parlando di «annuncite» a cui nessuno crede più e il vendoliano Nicola Fratoianni smonta la narrazione fornita da Matteo sulla ripresa economica definendola «propaganda». E, proprio sulle unioni civili, la promessa del premier di chiudere entro l’anno viene seppellita dalla decisione presa oggi dal Senato di posticipare l’ingresso in aula del ddl Cirinnà alla approvazione delle Riforme. L’ultimo sondaggio diffuso dall’Istituto Piepoli vede il ticket Pd-Ncd sprofondare al 29%, seguito ormai ad una sola incollatura al 28% dal M5S che vola dopo l’annuncio fatto sul blog di Beppe Grillo (con il mezzo passo indietro di oggi) di modificare il criterio di selezione dei candidati pentastellati alle prossime elezioni.

Nonostante il duplice omicidio di Palagonia, compiuto da un ‘clandestino’ contro un’indifesa coppia di anziani italiani e, per questo, foriero di possibili reazioni xenofobe, la questione del Cara di Mineo continua a non comparire sui radar dei principali mass media. La spiegazione di questo ‘blackout’ mediatico sta tutta nell’imbarazzo del governo Renzi nel dover giustificare il ruolo del sottosegretario all’Agricoltura, Giuseppe Castiglione, ras alfaniano in Trinacria, indagato per concorso in turbativa d’asta dalla procura di Catania proprio per i presunti fatti corruttivi legati alla messa in funzione alla struttura di ‘accoglienza’ per migranti. Ma l’ora di Castiglione e, con lui, di Ncd e dell’esecutivo targato Pd-Ncd-Verdini, sta per scoccare. Il merito (o la colpa) di una prossima crisi di governo sarebbe da ascrivere a Luca Odevaine, il famigerato politico romano, collaboratore in passato di Walter Veltroni e Nicola Zingaretti, finito dietro alle sbarre dal dicembre scorso perché invischiato fino al collo nella melma di Mafia Capitale.

«So che c’era un’interlocuzione abbastanza frequente tra La Cascina e Castiglione, me lo hanno detto due esponenti della Cascina», avrebbe confessato Odevaine ai pm romani durante l’interrogatorio dell’11 luglio scorso, «il vantaggio per Castiglione è di natura elettorale, sostanzialmente è uno scambio di voto». Accuse gravissime di voto di scambio a cui Odevaine aggiunge il carico di definire Castiglione «il braccio elettorale del ministro Alfano sul territorio siciliano». Secondo l’ex braccio destro di Veltroni e di Salvatore Buzzi (che proprio oggi ha chiesto di patteggiare una condanna a 3 anni e 9 mesi) la cooperativa La Cascina, parte dell’universo finanziario in mano a Comunione e Liberazione, ha finanziato l’operazione Cara di Mineo per favorire Ncd che, infatti, da quelle parti veleggia oltre il 40%. La lingua sciolta di Odevaine racconta anche di una cena a casa della sorella di Salvatore Menolascina (dirigente indagato della coop, ndr) «con Lupi, Alfano e Castiglione», glissando però sui «finanziamenti al partito», ma ammettendo di aver intascato soldi per favorire La Cascina.

L’influenza negativa del ‘buco nero’ Angelino Alfano sulla splendente stella di Matteo Renzi inizia a far sentire i suoi nefasti effetti anche nei sondaggi. Quello diffuso dall’Istituto Piepoli fa tremare il sangue nelle vene al telegenico di Rignano che, accoppiato a Ncd, precipita al 29% nelle preferenze, quasi raggiunto e superato (28% al M5S) dall’incubo Grillo. Dopo l’outing’ fatto da Beppe l’altro giorno a Brescia, in cui ha denunciato gli errori compiuti nella selezione delle candidature nel 2013, il Movimento si prepara a cambiare rotta per provare a conquistare il governo del paese, e gli elettori al momento lo premiano. Oggi il guru pentastellato conferma il ricorso alle parlamentarie e il voto degli attivisti in rete, ma si lavora anche per approntare criteri di selezione più stretti per non doversi poi trovare a fare i conti con troppi ‘traditori’ come Walter Rizzetto o Luis Orellana.

Necessario, se non obbligatorio, per comprendere quanto sia sulfurea la narrazione renziana, riportare anche l’intervento di Nicola Fratoianni (Sel) che, con poche parole, manda in frantumi la sguaiata esultanza con cui ieri Renzi, con un videomessaggio alla Berlusconi, ha accolto i tiepidi dati Istat sulla ripresa economica. «Caro Matteo Renzi, trovo davvero incredibili i toni trionfali del suo ultimo video sui dati Istat riguardo Pil e occupazione», scrive il bel vendoliano sul suo blog. «Non conoscessi il suo codice comunicativo penserei di trovarmi di fronte a uno che non conosce i numeri e le ragioni di quei numeri», continua uno scatenato Fratoianni, «e invece, tutti sappiamo che si tratta di propaganda. L’Italia non è sulla strada giusta e non va tutto bene, madama la marchesa. L’aumento del Pil (dallo 0,2% allo 0,3%!) è frutto del prezzo basso del petrolio e dell’effetto del Quantitative Easing della BCE. Sono dati drogati, in sostanza, che non indicano proprio alcuna ripresa per la vita e le condizioni materiali delle persone». Commenti superflui.

 

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