martedì, Gennaio 18

Marte è a Pescara Nei giorni scorsi, nel comune di Lentella, un pool di tecnici e scienziati ha utilizzato una cava di argilla espansa per effettuare test sul campo del modulo di discesa ExoMars

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Nei giorni scorsi il comune di Lentella è diventato la location di uno scenario surreale. Marziano. Ma non si stava girando un film ai confini tra Abruzzo e Molise e nessun omino verde si è presentato al bar della piazza centrale della cittadina del Medio Vastese a chiedere un caffè. Più semplicemente, ma non per questo meno seriamente, un pool di tecnici e scienziati ha utilizzato una cava di argilla espansa per effettuare test sul campo del modulo di discesa ExoMars, un castello metallico dal peso di circa due tonnellate: più o meno come un Alfa Romeo Stelvio con un paio di passeggeri a bordo che finisce sul pavimento di una strada sconnessa e ne lascia una traccia da esaminare.

ExoMars è un programma dell’Agenzia Spaziale Europea, realizzato in cooperazione con Roskosmos, l’agenzia russa e con il contributo della NASA. La piattaforma spaziale, dopo aver raggiunto l’orbita di Marte, dovrà compiere la manovra di discesa passando da oltre 20.000 km/h a velocità quasi zero; una volta posatasi sul suolo di Oxia Planum, una delle maggiori distese pianeggianti di roccia argillosa del Pianeta Rosso, la sua pancia espellerà il rover europeo Rosalind Franklin che compirà le missioni esplorative con la raccolta di reperti sia di superficie che con scavo di due metri, dove le probabilità di trovare residui di vita o tracce più antiche sono maggiori

La simulazione è stata pianificata e condotta dall’International Research School of Planetary Sciences (IRSPS) che con l’Università Gabriele d’Annunzio di Pescara ha fornito il supporto scientifico ed ingegneristico a ESA e a Thales Alenia Space Italia per l’analisi dei siti di atterraggio.

L’involucro, saldamente ancorato a delle catene, è stato sganciato tramite una slitta inclinata che ha fornito la componente orizzontale dell’atterraggio, per verificare la deformazione del terreno allo stadio finale dell’impatto. Lo scopo è prevedere con la migliore approssimazione quali saranno gli effetti prodotti sul territorio, una volta a contatto con il manufatto terrestre.

«Abbiamo organizzato un test di tre giorni sull’interazione tra il lander ExoMars e la superficie all’aperto -ha raccontato Gian Gabriele Ori, professore di Geologia alla d’Annunzio e direttore dell’IRSPS -e abbiamo lanciato il mock-up sull’unità geologica con una litologia a grana fine presente nell’ellisse di atterraggio».

«L’atterraggio –ha seguitato Ori –è uno dei momenti cruciali per questo tipo di missioni planetarie e per l’esplorazione spaziale in generale. Ogni atterraggio permette di riscrivere i libri di storia e noi europei questa volta vogliamo farci trovare pronti a questo appuntamento».

Un test ben riuscito che ha soddisfatto lo staff.

«Sono veramente felice del risultato ottenuto da questo test -ha detto poi Ida Dell’Arciprete, amministratore delegato di IRSPS- perché è stato un lavoro impegnativo, pieno di complessità e di problemi da aver risolto». E un sincero riconoscimento da parte di tutti a Corrado Beldì, vice presidente della cava Laterlite, dove si sono svolte tutte le prove.

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