sabato, Ottobre 23

Marò, Girone torna in Italia durante l'arbitrato

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Gas Sarin contro i miliziani dell’ISIS. E’ questa l’accusa del quotidiano israeliano ‘Haaretz’ contro il regime di Bashar Assad, reo di aver violato l’impegno del 2013 a distruggere gli arsenali proibiti per poi riutilizzare questa terribile arma durante un doppio assalto ad alcune postazioni vicine a Damasco. Un’accusa forte e il giornale non riporta alcuna fonte se non i precedenti che portarono anche alle minacce di intervento dell’amministrazione USA. Nel frattempo secondo gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, sono 3116 le persone che hanno perso la vita ad aprile nel Paese: 859 le vittime civili, tra cui 143 minorenni e 118 donne. «Ci stiamo avvicinando ad una zona di comprensione per il rinnovo di un cessate il fuoco in Siria, ma c’è ancora lavoro da fare». Così il segretario di Stato Usa John Kerry ha parlato oggi a Ginevra prima dell’incontro con il ministro degli esteri saudita Adel al-Jubeir. Per Kerry dialogo anche con l’inviato Onu per la Siria Staffan de Mistura. Sulla situazione  nel Paese Kerry ha detto: «La speranza è di compiere qualche progresso. La risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu prevede una cessazione delle ostilità nazionale e l’accesso umanitario per tutto il Paese. Sono ore critiche. Cerchiamo la cooperazione della Russia. Ovviamente speriamo che il regime ascoltati la Russia e la comunità internazionale».

Ben tre attentati in Iraq e altro sangue versato nelle ultime ore. Gli attacchi sono stati compiuti compiuti nei dintorni di Baghdad, dopo che già una duplice esplosione ieri aveva provocato 38 morti a Samawah. L’attentato più grave è avvenuto a Saidiya, dove sono rimasti uccisi 13 pellegrini sciiti che si recavano alla tomba dell’ottavo Imama, Mussa al Kadhim. Nessuna rivendicazione al momento ma tutto fa pensare all’ISIS, che ha compiuto gli ultimi colpi nei giorni scorsi. Mentre gli USA, a cinque anni dalla morte di Osama Bin Laden, tracciano il prossimo obiettivo: la cattura del leader dello Stato islamico, Abu Bakr al-Baghdadi. A dirlo alla ‘Nbc’ il capo della Cia John Brennan, che non ha dubbi sulla distruzione del movimento e che la cattura di Al-Baghdadi sarebbe un colpo forte. Ma avverte tutti a non sottovalutare l’ISIS, che non è solo una organizzazione, ma un fenomeno: «Abbiamo distrutto una gran parte di Al-Qaeda, ma non è completamente eliminata. Quindi dobbiamo rimanere concentrati su quello che può fare».

Giornata storica quella di ieri, visto che a Miami è partita dopo 50 anni la prima nave da crociera americana alla volta di Cuba. La Adonia, con 700 passeggeri a bordo, è arrivata stamane a L’Avana per la sua prima tappa nell’isola. Le navi Carnival effettueranno due volte al mese questo tragitto, con l’obiettivo di promuovere gli scambi culturali dopo la ripresa dei contatti a dicembre 2014, culminata con il ristabilimento delle relazioni diplomatiche per merito di Barack Obama e Raul Castro. I passeggeri dell’Adonia svolgeranno una serie di attività culturali nei porti dell’isola, L’Avana, Cienfuegos e Santiago de Cuba, visto che il turismo su larga scala è ancora vietato perché l’embargo commerciale Usa è ancora in vigore. Ma è di sicuro un altro tassello verso la storica apertura definitiva tra i due Paesi.

Infine andiamo in Perù, dove è finito in manette il narcotrafficante più ricercato del Paese, Gerson Galvez, capo della banda criminale Barrio King. Il boss è stato sorpreso a Medellin (Colombia) in un centro commerciale e subito espulso e trasferito a Lima. La sua banda criminale sarebbe coinvolta in estorsioni sulla costruzione del porto di Callao e avrebbe ordinato un agguato contro l’imprenditore Gerald Oropeza. Sul Galvez pendono accuse per traffico di droga e criminalità organizzata. Un lavoro duro quello per scovarlo, come ha confermato il governo peruviano, visto che il narcotrafficante era stato prima segnalato in Ecuador, poi a Panama e infine in Colombia.

 

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