mercoledì, ottobre 24

Mario Pappagallo alle prese con ‘Gli altri’ e ‘La fauna umana’ Mario Pappagallo, ‘l’uomo delle cose giuste’. Romanzo biografico e quasi autobiografico / 3

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«Come avrete capito io non c’ho un bel rapporto con gli altri. Gli altri. Innanzitutto non è un rapporto alla pari, perché io sono solo, e gli altri sono tanti. Quando ero bambino chi è che mi prendeva in giro per questo buffo cognome che ho? Gli altri. Chi mi prendeva in giro per questo piccolo difetto di pronuncia che ho? Gli altri. Gli altri sono micidiali. Se vogliono ti fanno a pezzi, gli altri. E ancora oggi, quando vado in pizzeria il sabato sera chi è che ha occupato tutti i tavoli? Gli altri. Sempre loro. E hanno pure prenotato per lasciarmi fuori, ad aspettare, ad aspettare che finiscano. Ma gli altri sono come i rotoloni Regina, non finiscono mai. E tu stai lì, ad aspettare.

E poi ti trovi a che fare con gli altri che lei ha avuto prima di te.«Eugenio faceva così, Massimiliano faceva così…». Gli altri, che mica se la so’ tenuta, t’hanno lasciata. E adesso trovassi un altro che se la ripija. Gli altri, sono cattivi gli altri. E io come posso pensare di vincere il primo premio alla Lotteria, se io compro un biglietto, due biglietti, al massimo cinque, e la rimanente parte, venti milioni di biglietti, chi se li compra? Gli altri. E infatti vincono sempre gli altri.

Gli altri. Allora io a un certo punto ho detto, mah, visto che gli altri sono vincenti, io voglio essere come gli altri. Voglio fare quello che fanno gli altri, voglio seguire le tendenze, le mode. Mi so’ fatto l’iPhone, che pensavo fosse un asciugacapelli, un bel fuoristrada per tirarmi SUV, ma niente da fare, io non riesco a essere un altro, io sono me stesso, io non devo andare in India per scoprire chi sono, io lo capisco pure ar Quarticciolo. So’ ‘no stronzo, so’ ‘n perdente, gli altri sono i vincenti. Gli altri. Gli altri invece riescono sempre a capire quello che tu fai, ti anticipano. Io per esempio la domenica mattina decido di andare al mare, chi ti trovo sulla Pontina? Gli altri. E quando arrivo al mare, chi è che non m’ha lasciato un metro quadrato di spiaggia libera? Gli altri. Lo fanno pure con voi…

Gli altri, gli altri sono micidiali, non si sopportano. Oddio, qualche volta qualche piccola soddisfazione, quando leggo per esempio sul giornale che un altro, e non io, è finito sotto un treno. Sono piccole soddisfazioni, un altro di meno, ma sono sempre tanti, la sproporzione mi condanna. Gli altri. Mi sa che c’aveva ragione mì madre. Mai fidarsi degli Altri.

Che cosa strana la fauna umana, tra miliardari e barboni, elettricisti, commercialisti, innamorati e guardoni, perché in sostanza ce n’è abbastanza di tutte le condizioni, d’ufficio è iscritto a buon diritto chi mostra stupidità. Che cosa strana la fauna umana ne fanno parte i tifosi, gli scalmanati, gli esagitati, violenti facinorosi, e gli imbroglioni, i creduloni, gli sciocchi superstiziosi, i terroristi ed i razzisti, che bella l’umanità.

E si allungherà la piovra con i suoi tentacoli, la stupidità è forte e non conosce ostacoli, e ci ridurrà pian piano a corte dei miracoli, a desolanti spettacoli. E non basterà l’intelligenza degl’insoliti, non faranno moda non faranno nuovi accoliti, vincerà la feccia dei bugiardi e degli ipocriti, chi non s’adegua perduto sarà.

Che cosa strana la fauna umana e quante specie protette, i mercenari, i cravattari, chi ruba e chi fa marchette, ed i soldati con i peccati nascosti dalle stellette, d’ufficio è iscritto a buon diritto chi mostra stupidità. Che cosa strana la fauna umana, adatta a mettersi in branchi, i frettolosi ,i sempre ansiosi, i nati già troppo stanchi, e gli insegnanti davvero in tanti per pochi alunni nei banchi, i presuntuosi, vanagloriosi, che bella l’umanità.

E si allungherà la piovra con i suoi tentacoli, la stupidità è forte e non conosce ostacoli, e ci ridurrà pian piano a corte dei miracoli, a desolanti spettacoli. E non basterà l’intelligenza degl’insoliti, non faranno moda non faranno nuovi accoliti, vincerà la feccia dei bugiardi degli ipocriti, chi non s’adegua perduto sarà.

Che cosa strana la fauna umana, e che struttura complessa, i giocatori, gli allibratori già pronti ad ogni scommessa, i disinvolti dai mille volti, «Parigi vale una messa», e gli arrivisti, i camorristi, che bella l’umanità.

E si allungherà la piovra con i suoi tentacoli, la stupidità è forte e non conosce ostacoli, e ci ridurrà pian piano a corte dei miracoli, a desolanti spettacoli. E non basterà l’intelligenza degl’insoliti, non faranno moda non faranno nuovi accoliti, vincerà la feccia dei bugiardi degli ipocriti, chi non s’adegua perduto sarà».

Gli altri’ e ‘La fauna umana’

Video dallo spettacolo di Mario PappagalloÈ solo un moscerino’ (Roma, Teatro delle Muse, 11 giugno 2011).

3 / (continua)

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