mercoledì, Settembre 22

Marino ritira le dimissioni, ma va verso sfiducia field_506ffb1d3dbe2

0
1 2 3


Marino risponde anche alle affermazioni del presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone, che vede Milano come capitale morale e Roma senza anticorpi alla corruzione. «A Roma gli anticorpi esistono, vanno valorizzati da noi delle istituzioni perché se vengono annichiliti non potranno svolgere la loro funzione», sostiene Marino. Con il processo a Mafia Capitale si dimostrerà «che c’è una parte della città molto piccola che appartiene alla malavita e una parte molto grande di persone perbene». Cantone poi corregge il tiro, «gli anticorpi li vedo, ma non riescono a fare sistema. Non è un’analisi politica. Nessun retropensiero. Ma abbiamo fatto fatica a far ripartire gli appalti per il Giubileo perché c’erano gli stessi errori ripetuti». «Per me gli anticorpi per la corruzione li deve avere lo Stato, ma non può con un Governo fondato su due senatori, Azzollini e Bilardi, che dovrebbero stare in galera, 80 tra indagati e inquisiti in Parlamento e un presidente di Regione che dovrebbe essere sospeso», alza il tiro il pentastellato Luigi Di Maio, «ditemi voi come uno Stato può essere impermeabile alla corruzione».

«Le coperture della legge di stabilità sono conformi», la commissione Bilancio del Senato ha espresso parere favorevole sulla manovra 2016. «La differenza fra il totale dei mezzi di copertura e l’insieme degli oneri correnti è pari a -17.728 milioni per l’anno 2016, -21.030 milioni per il 2017 e -17.628 per il 2018». Chiesta anche la validità per l’anno prossimo dell’obbligo agli enti locali di riportare un saldo non negativo nelle spese di revisione del patto si stabilità interno, punto che ha scatenato le proteste sindacali. Per Susanna Camusso, segretaria della Cgil, « sono rimasti i tagli alle Province nella legge di stabilità e molte di loro andranno presto in default». Poi nel corso dell’assemblea dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) il botta e risposta con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti: «si deve tornare a investire nelle assunzioni nella pubblica amministrazione, il Governo ha fatto del suo essere permaloso il tratto distintivo». Respinte le accuse, De Vincenti loda gli interventi previsti per il Sud, «ci sono 7 miliardi, operazione mai stata fatta prima».

Mentre sulla possibilità di accorpamento delle Regioni, in vista di razionalizzazioni alle spese statali, «il problema è stabilire qual è la loro dimensione ottimale per essere protagoniste delle politiche territoriali», dichiara il sottosegretario agli Affari Regionali Gianclaudio Bressa durante il dibattito nella riunione dell’Anci. «Devono essere proprio le Regioni, sulla base del comma 8 dell’articolo 117 della Costituzione, a stabilire politiche di sviluppo e non solo», prosegue Bressa. «Saranno loro stesse a decidere con quali altri territori collaborare. Bisogna interrogarsi sulla crisi del regionalismo, nel senso che queste stanno dismettendo da anni il ruolo da protagonista nell’azione di programmazione». La soluzione proposta dall’Anci è «promuovere le unioni e fusioni di tutti i Comuni attraverso la creazione di ambiti territoriali omogenei. Ipotesi suggestiva, concreta, intelligente».

«Al più presto la legge sulle unioni civili e personalmente sono favorevole alle adozioni». In un’intervista a ‘la Repubblica‘ il Ministro della Giustizia Andrea Orlando si sbilancia sugli scenari che potrebbe aprire il ddl Cirinnà. «Ci si accapiglia sui massimi sistemi, si provano a fare campagne di propaganda, ma si tralascia di dire che l’Italia ha un obbligo giuridico di intervenire sulla base di una sentenza della Corte di Strasburgo del 21 luglio 2015 in cui si dice chiaro e tondo che l’attuale assetto normativo non tutela i diritti di una parte dei cittadini italiani». Dure reazioni nel Nuovo Centro Destra, «trovo grave che un Ministro serio alimenti confusione su una questione delicata come le adozioni per le coppie omosessuali. Sino a prova contraria le leggi in Italia le fa il Parlamento, non la sentenza di una Corte», ribatte Maurizio Lupi. «Altrimenti evitiamoci questa seccatura delle elezioni, della sovranità popolare, della rappresentanza, insomma della democrazia». «Ritengo che il Ministro Orlando avrebbe fatto bene ad evitare di entrare in questo dibattito, visto che le unioni civili rappresentano un tema che divide trasversalmente i partiti della stessa maggioranza», aggiunge Renato Schifani.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->