lunedì, Agosto 2

Marino ritira le dimissioni, ma va verso sfiducia field_506ffb1d3dbe2

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Il sindaco di Roma Ignazio Marino ritira le dimissioni, ma il commissario del Partito Democratico di Roma Matteo Orfini si riunisce con i consiglieri comunali dem per valutare la contromossa: le dimissioni di massa, ma servirà anche l’appoggio dell’opposizione. Il primo cittadino della Capitale risponde inoltre alle affermazioni del presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone, che attribuisce a Milano il primato morale e non vede in Roma gli anticorpi alla corruzione. La commissione Bilancio del Senato ritiene conformi le coperture previste dalla legge di stabilità, ma i sindacati ritengono che i tagli alle Province porteranno al default. Mentre sulla riorganizzazione delle Regioni, il sottosegretario agli Affari Regionali Gianclaudio Bressa si chiede quale sia la loro dimensione ottimale. Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando chiede a gran voce che il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili comprenda la possibilità di adozione per le coppie omosessuali: il Nuovo Centro Destra non ci sta e il Governo pensa ad alleanze alternative per l’approvazione del provvedimento. Da oggi a metà novembre partono i ricorsi multipli promossi dai comitati contro la nuova legge elettorale. Si punta ad arrivare a giudizio entro agosto, quando l’Italicum sarà in vigore. Dopo l’abbandono del Pd, Corradino Mineo spiega le sue ragioni e si avvicina al gruppo di Pippo Civati.

Il sindaco di Roma Ignazio Marino ritira le proprie dimissioni dopo lunghi giorni di riflessione, ma la contromossa del Partito Democratico, che già da tempo ha scaricato il “suo” sindaco, è pronta. Il commissario del Pd romano Matteo Orfini ha convocato i consiglieri di maggioranza, dalla riunione dovrebbe uscire la decisione di dimettersi in blocco. Per arrivare all’obiettivo di scioglimento della Giunta serviranno però 25 consiglieri e i democratici sono solo 19. Lasciano intanto il vicesindaco Marco Causi, l’assessore ai Trasporti Stefano Esposito e sono prossimi a questo passo anche l’assessore alla Cultura Giovanna Marinelli e quello ai Lavori Pubblici Maurizio Pucci.

Ai consiglieri Pd dovrà dunque aggiungersene qualcuno dell’opposizione, ipotesi che non è gradita da tutti i dem, poco propensi a votare insieme alla destra. L’alternativa è rivolgersi ai rappresentanti di MoVimento 5 Stelle -che ha 4 consiglieri- Lista Marchini e Centro Democratico. «Mi aspetto che i consiglieri Pd si dimettano, è la scelta che si sta elaborando nella sede nazionale del partito», afferma il deputato democratico Emanuele Fiano. «Renzi e Marino stanno giocando con Roma», attacca Alessandro Di Battista del M5S, «la capitale non è il giocattolo del Pd. Questi burattini vengano in Aula a votare la nostra mozione di sfiducia al sindaco di fronte a Roma». Anche Alfio Marchini è pronto alla sfiducia, «se finalmente la maggioranza e le opposizioni ci si seguiranno si chiuderà questa farsa, noi siamo già autosospesi da mesi». Facile si aggiunga Fratelli d’Italia, «chiedemmo subito ai consiglieri le dimissioni in blocco per evitare che il sindaco tornasse indietro», ricorda Giorgia Meloni, «ora speriamo che questa querelle si chiuda nel minor tempo possibile. I voti di Fdi sono pronti, così come la nostra mozione di sfiducia».

«Ritengo ci sia un luogo sacro per la democrazia che è l’Aula, il Parlamento di un consiglio comunale», afferma Marino, «io sono assolutamente pronto a confrontarmi con la mia maggioranza, a illustrare quanto fatto, le cose positive, gli errori, la visione per il futuro. Stasera parlerò come è giusto con la presidente Valeria Baglio e illustrerò la mia intenzione di avere una discussione aperta, franca e trasparente nell’aula Giulio Cesare». Alle 19.30 la prossima riunione della Giunta.

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