domenica, Settembre 26

Marino lascia. Inizia la corsa per Roma

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Il Sindaco di Roma, il chirurgo genovese Ignazio Marino, si dimette. Alla guida della Capitale arriva il Commissario. Le elezioni saranno in Primavera, anche se il Segretario del Partito Democratico (e incidentalmente Presidente del Consiglio) Matteo Renzi cerca di evitarle per la paura del Movimento Cinque Stelle. Paura ben fondata.

Questo lo scenario di una giornata ‘storica’ (per quanto di fronte alla quasi trimillenaria storia dell’Urbe…), in cui le cose sono state, e sono, in continuo movimento.

Vale la pena, allora, forniti i dati fondamentali, guardare avanti. A cosa succede ed a cosa succederà.

Marino prova a resistere, anche se il suo addio si può ormai ritenere ‘certus an, incertus quando’: sicuro che il fatto avvenga, incerto il momento. Ma in tempi comunque brevi e brevissimi. Si conclude così l’esperienza del ‘Sindaco marziano’, catapultato da Onestopoli nella sentina di Mafia Capitale. Arroganza, presunzione, imperizia ne possono essere stata la cifra. Ma solo una delle cifre, ché il PD deve comunque ringraziare Sant’Ignazio se non ha lasciato direttamente le penne nello scoperchiarsi dei mille intrecci malavitosi di cui era comunque compartecipe o almeno sfiorato e coinvolto. E ben difficilmente qualcun altro sarebbe stato in grado di sottrarsi a lusinghe, magari non dirette ma comunque coinvolgenti a livello politico e ‘per gli amici’.

 

L’escamotage cui cerchierà di ricorrere Renzi per evitare elezioni subito sarà quello di un Decreto straordinario per effettuarle dopo il termine del Giubileo della misericordia’, fine 2016, con voto nel 2017. Ché la partita romana, con i Cinque Stelle in grande spolvero, è molto rischiosa: e loro, conquistando Roma, farebbero uno straordinario salto di qualità. Infliggendo una ferita esiziale al partito renziano.

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