lunedì, Aprile 19

Marino: ecco il libro su Roma. E attacca il PD field_506ffbaa4a8d4

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Dai Colli romani torna a far parlare di se l’ex sindaco Ignazio Marino che potrebbe ricandidarsi alle prossime elezioni amministrative. Definendosi un ‘marziano a Roma’ si rivolge aspramente al Pd durante le presentazione del suo ultimo libro: «Se avessi seguito tutti i consigli del Pd forse mi avrebbero messo in cella di isolamento» ed ai microfoni di ‘Radio Capital’: «Credo che in questo momento i partiti non hanno più la dignità per esprimere una candidatura in una città come Roma. Spero in un movimento e una mobilitazione civica, non ho detto che mi ricandido, la mia candidatura sarà tema di dibattito nelle prossime ore». E prosegue: «Il Partito democratico nel 2008, chiudendosi in una stanza e scegliendolo, ha voluto candidare Francesco Rutelli. Allora avevano scelto il candidato sindaco del 1993 che ricorda il secolo passato, adesso hanno scelto il capo della segreteria del candidato sindaco del 1993. Non mi sembra un grande passo avanti» e sui suoi rapporti all’epoca con il partito aggiunge: «Il Pd avrebbe molto gradito andassi in Alaska o in Nuova Zelanda». L’ex primo cittadino non risparmia nemmeno il premier Matteo Renzi accusandolo di ‘aver fermato i cambiamenti’ da lui intrapresi. Interrogato sul suo ultimo lavoro letterario commenta: «Il mio libro un atto d’amore. Non è né un testamento né una vendetta, è un libro semplicemente. Raccogliere dati, studiarli e archiviarli fa parte dei compiti di un professionista. Nasce come un gesto di amore verso una città, verso i tanti romani e romane per bene. È un’analisi per capire il perché abbiamo tante difficoltà nei trasporti, perché si è permesso che si costruisse in luoghi senza strade e asili, del come si sia arrivati a un tale debito nel 2008. E perché tutto questo deve essere fermato».

Movimentata la giornata alla Camera dove vi è stato un forte scontro durante il meeting dei capigruppo della Camera tra opposizione e maggioranza in merito alla data finale per decidere le sorti del ddl Riforme. Dalla compagine dell’opposizione hanno chiesto un rinvio del voto, in un primo momento in programma per il 12 aprile, per agevolare la  kermesse elettorale sul referendum, ma la maggioranza ha negato tale possibilità. L’unica certezza che permane è che l’11 aprile parte la discussione sul ddl Boschi, con il monito da parte degli oppositori  di possibili proteste.

Dal Senato arriva il sì   all’articolo 8 del disegno di legge di riforma del Terzo Settore, quello che introduce in Italia il ‘Servizio civile universale’, contrari all’emendamento  contro M5S, FI e Idea. La normativa è stata  attaccata dalle fazioni di opposizione in particolare dalla stessa Forza Italia con  Lucio Malan (FI) che l’ha definita come mal programmata poiché prevede la ‘difesa non armata della patria’.  Nel periodo di tale servizio, che si potrebbe attuare anche in Europa o in Paesi extracomunitari, si estenderebbe lungo un lasso di tempo previsto dagli 8 mesi a un anno e vi partecipare anche stranieri con visto di soggiorno in età compresa tra 18 e 28 anni

Arrivano anche le prime dichiarazioni da Matteo Salvini in visita ad Israele che parlando degli attacchi terroristici commenta «I nuovi nazisti sono quelli che ammazzano in nome di Allah» ha esordito il leader del carroccio visita al Museo della Shoah a Gerusalemme aggiungendo: «Ci sono  episodi limitati che vanno condannati con estrema durezza e stroncati sul nascere. I nuovi pericoli sono altroveSe oggi qualcuno pensa che con i nuovi nazisti si possa dialogare, mi ricorda  l’Europa degli anni ’30».

A concludere la giornata politica arriva anche l’esordio di Angelino Alfano sulla data prossime amministrative: «Aspetto il rientro del premier Renzi dagli Usa per valutare insieme a lui la data elezioni. Ma a lui proporrò quella del 5 giugno. Il 2 giugno è giovedì. Non credo che milioni e milioni di italiani non andranno a votare perché fanno una vacanza con cinque pernottamenti. Altro che ponte, sarebbe una vacanza per ricchi, sarebbe la proclamazione definitiva dell’uscita dell’Italia dalla crisi».

 

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