lunedì, Ottobre 25

Marea nera: in salvo 25 mila pinguini field_506ffb1d3dbe2

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Nel luglio del 2000, una nave betoniera trasportante olio combustibile si inabissò a Table Bay vicino a Città del Capo, in Sud Africa, rilasciando in mare tonnellate  di idrocarburi. Una quantità tale da provocare un disastro ambientale di dimensioni gigantesche, ricordato ancora oggi a distanza di 15 anni. La flora acquatica subì la decimazione di numerose specie. Tra queste quella dei pinguini. Un’azienda operante nella messa a punto di nuovi prodotti ecosostenibili, la GNLD, fondata dal tossicologo e farmacologo emerito,  Arthur Furst, lanciò una campagna di donazione per garantire che almeno una parte della popolazione di pinguini sopravvissuta potesse salvarsi dal disastro ambientale. Vennero raccolti circa 20 mila dollari spesi per l’acquisto di migliaia di litri di detergente. Le aziende operanti nei territori limitrofi di Città del Capo, preoccupati, investirono 10 mila dollari solo nella prima settimana.
Un documentario racconta, oggi, ripercorrendo tutta la storia di bonifica e risanamento dei siti inquinati, come 25 mila pinguini scamparono dal rischio certo di estinzione.

(Servizio audio-visivo tratto dalla selezione scelta di immagini della ‘GNLD‘)

 

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