martedì, Maggio 17

Marcron vince ma non convince. E in Italia? Le mosse di Letta e Franceschini; centro-destra alla ricerca di se stesso. Intanto, il 12 giugno, referendum e amministrative saranno un test per le prossime politiche

0

Si muovono quatti quatti, ma si muovono; appaiono poco, è vero. Del resto, l’attenzione, prima concentrata sul Covid-19, ora è sul conflitto in Ucraina; però ci sono alcune scadenze che sono imprescindibili. La prima è il 12 giugno: quel giorno, anche se pochi ne sono stati informati, si voterà per i referendum per una giustizia più giusta promossi da Partito Radicale e Lega; e contemporaneamente per elezioni amministrative di una certa importanza; la consultazione, infatti, riguarda città come Alessandria, Asti, Belluno, Catanzaro, Como, Cuneo, Frosinone, Genova, L’Aquila, La Spezia, Lodi, Lucca, Messina, Monza, Padova, Palermo, Parma, Piacenza, Pistoia, Taranto, Verona, Viterbo. Sarà soprattutto un test per vedere che tipo di consenso riescono a raccogliere, ancora, centro-destra e centro-sinistra; e quanti diserteranno le urne. Un anticipo -per quanto le elezioni amministrative non siano sovrapponibili in modo automatico a quelle politiche- di quello che accadrà quando il capo dello Stato scioglierà il Senato e la Camera dei Deputati: forse in autunno, assai più probabilmente nella prossima primavera.

Intanto si preparano. Nel centro-destra è in corso una lotta senza esclusioni di colpi tra Giorgia Meloni, leader dei Fratelli d’Italia, e Matteo Salvini, a capo di una Lega vieppiù scontenta e perplessa, per la conquista della leadership. Al momento Salvini conquista il sostegno di Silvio Berlusconi, che lo gratifica di un ‘amico fidato’ e vero leader; ma l’appoggio di un leader da tempo in disarmo il cui partito è allo sbando, non è che gli serva granché. E’ vero che la politica è un ‘morbo’ che una volta infettati non ti lascia più, ma che sullo sfondo si agitino figure come Denis Verdini (indicato come il gran consigliere di Salvini), Marcello Dell’Utri (ispiratore di Berlusconi), e ruoli diversi ma importanti siano giocati dai Roberto Formigoni, dai Salvatore Cuffaro, dai Claudio Scajola, la dice lunga su come si trova il centro-destra.

 

Sull’altro versante: il segretario del Partito Democratico Enrico Letta prosegue nel suo lento ma inesorabile processo di consolidamento. Il partito è più che mai frazionato in correnti, mabonacciaè la parola d’ordine. In apparenza tutti mostrano serenità e cooperazione. In realtà la preoccupazione regna sovrana: grazie a una riforma costituzionale a dir poco discutibile, si sono ridotti i seggi parlamentari; le liste continueranno ad essere costituite dai vertici e dalle oligarchie partitiche (a prescindere dalla riforma elettorale, se mai verrà varata); una buona parte degli attuali parlamentari rischia di non essere neppure candidata. Si capisce che la parola d’ordine imperante è ‘Quieta non movere’.
Nel frattempo Letta stringe una ferrea alleanza con Dario Franceschini. I due cercheranno di mietere consensi soprattutto da Roma in giù, profittando dello sbandamento del Movimento 5 Stelle. Se nei collegi delle regioni meridionali il PD risulterà vincente, compenserà la sostanziale tenuta del centro-destra nel Settentrione. Il PD, se risulterà il partito numericamente più consistente, potrà legittimamente ambire alla poltrona di Presidente del Consiglio, se verrà lasciata libera da Mario Draghi. E’ il sogno-aspirazione neppure tanto segreto di Letta. Il suo ritorno a palazzo Chigi sarebbe il suo trionfo finale, accompagnato da un prevedibile annichilimento di Matteo Renzi e della sua Italia Viva. Quell’’Enrico stai sereno’, Letta non lo dimentica, e per tutti questi anni si è comportato come il proverbiale cinese in riva al fiume. Al momento questi sembrano essere i piani della coppia Letta-Franceschini; coadiuvati da un ben saldo Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica. Un caso che siano tutti e tre ex democristiani?
Poi, certo, ci sono sempre imponderabili, i classici grani di sabbia in grado di inceppare il meccanismo. Per dire: il contesto fuori dei confini nazionali: che esito, sviluppo e implicazioni la guerra scatenata da Vladimir Putin? In Europa: il centro-sinistra saluta positivamente la riconferma di Emmanuel Macron.
La conta dei voti dice che Macron vince. E’ una buona notizia per la Francia, l’Europa, tutti. Tuttavia, non convince. Al di là dei voti raccolti da Marine Le Pen e dal suo Front National, c’è un significativo 28 per cento di elettori francesi che diserta le urne: considera Macron e Le Pen uguali, ugualmente da rifiutare. E’ una Francia divisa, impaurita, ripiegata su se stessa, tesa, preda di mille contraddizioni negative, quella che emerge dalle urne. Non molto cambiata, rispetto alle elezioni del 2017: la destra moderata e la sinistra democratica oggi non esistono più. Esiste una comunque forte destra demagogica e populista. Esiste una sinistra anch’essa intrisa di demagogia e populismo. Macron vince perché la maggioranza dei francesi lo ritiene, ora, l’attore meno peggiore degli altri presenti sulla scena.
Un qualcosa di molto simile all’Italia; di quello che probabilmente uscirà anche da noi, quando nel 2023 si voterà. Da questo punto di vista c’è molto di che riflettere. Questa la situazione, questi i fatti.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->