mercoledì, Aprile 21

Marcia trionfale della massima incompetenza field_506ffbaa4a8d4

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L’assoluta disciplina che impone il dover scrivere un articolo quotidiano (salvo weekend), su argomenti quasi sempre di satira (a meno che non affronti le voluminose interviste, che sono tutto lavoro aggiuntivo!), mi aguzza la memoria.
Per tutto il giorno mi circolava fra le anse cerebrali la formula: ‘Teoria della massima incompetenza’ che chissà da quale cassettino della memoria era sbucata fuori.
Intanto, io mi dedicavo al tran tran lavorativo, posando ogni tanto un occhio su FB e aspettando, con lo stato d’animo scettico, quello sfracello di temporale che gli stregoni del meteo avevano predetto per le 15:00, con quasi uno tsunami che, dal Tirreno, si sarebbe inerpicato a ritroso per il Tevere, fino a gettare scompiglio a Roma.
Mancano 5 minuti alle 15:00, sono barricata al sicuro e guardo fuori dalla finestra, dove l’atmosfera plumbea, una volta tanto, dà ragione agli àuguri del Meteoweb. Ma dopo l’atmosfera ed una pioggia torrenziale di mezz’ore intermittenti. Finché, in serata si aprono le cateratte
Intanto, penso al tema del giorno… stavolta quasi un tema senza tempo.
Dal cassettino più polveroso, quello che metaforicamente fa venire un attacco di allergia, esce una scritta enigmatica: ‘Il principio di Peter o teoria della massima incompetenza’.
A parte che io stessa, tuonando (verbo consono al circostante meteorologico) contro tutto e tutti, sono la vessillifera della massima incompetenza – non so fare il ministro, il presidente del consiglio, la escort, la giornalista, la maitresse à penser e qualsiasi cosa facciano coloro che io beffeggio e, forse, manco so scrivere – ho scoperto che quel po’ di memoria che m’è rimasta aveva mantenuto nei neuroni (nel neurone) il ricordo di un’opera che, sotto la glassa sfottente, rilevava un principio scientifico innegabile, opposto alla meritocrazia, dunque più diffuso di essa in natura:

« In ogni gerarchia, un dipen«dente tende a salire fino al proprio livello di incompetenza. »
« Con il tempo ogni posizione lavorativa tende ad essere occupata da un impiegato incompetente per i compiti che deve svolgere. »
« Tutto il lavoro viene svolto da quegli impiegati che non hanno ancora raggiunto il proprio livello di incompetenza. »

L’autore di queste verità di fede, la cui ricorrenza evinciamo da tante situazioni delle cose del mondo, è il professor Laurence Peter, canad«ese, che nel 1969, quando io ero ancora una pischelletta alle scuole medie, pubblicò, insieme all’umorista Raymond Hull, un libro che divenne subito un bestseller, visto che fotografava perfettamente la realtà (già allora… figuratevi oggi!!): ‘Il principio di Peter’. Con l’arma della satira, dunque, un serio docente universitario è riuscito a fotografare i percorsi pervasivi dell’incompetenza nella società.
Nel suo caso specifico, il Prof. Peter prendeva a modello le carriere aziendali; ma noi, che siamo gente di mondo, lo sappiamo che la regola si estende in tutte le organizzazioni complesse, dalla politica alle altre in cui gli esseri umani si mettono insieme per fare qualsiasi cosa.
Ma come cavolo ti è venuta in mente tutta ‘sta tarantella che spiattelli con la sicumera di un’incompetente saccente e persino un po’ rancorosa?
Da Italia-Croazia.
Il mio secondo Gemello, quello saggio – lo sapete tutti che sono una dissociata del segno dei Gemelli, no? – mi ammonisce, già allarmato, paventando in quale buco nero sto per andarmi a cacciare, allargando la mia platea di nemici.
Lui lo sa perfettamente che non so contare fino a 10 prima di sfornare qualche anatema – assolutamente eretico, scomodo e veritiero – contro chi, secondo me, dice balordaggini, asinerie, sgranando rosari d’ignoranza.
Non gli resta che indossare il giubbotto antiproiettile, povero Gemello buonista e amante della tranquillità, tanto, neanche una colata di cemento armato in bocca e le catene ai polsi riuscirebbero a non farmi dire quello che ho nel gozzo.
Torniamo a Italia – Croazia, che manco ho visto. Ero in pieno spleen da ‘calduccio & libro’ e, dunque, non avevo neanche voglia di spostarmi in un’altra stanza, a guardare la TV.
Però, naturalmente, i boatos mi sono arrivati.
Prodotti non dai botti da Capodanno che, non si sa come, i croati hanno introdotto a San Siro – quando ai tifosi italiani è impedito di portarsi dietro persino una bottiglietta di acqua minerale chiusa… fosse TNT! -, bensì dalle polemiche inerenti alla partita, in questo labirinto della massima incompetenza che ci vuole tutti commissari tecnici della Nazionale di calcio in pectore.
La luna di miele con Antonio Conte pare già terminata, visto che si sta riducendo quasi a un Mazzarri qualsiasi; Gianluigi Buffon si è messo a fare papere abissali, che manco al Borgorosso del film con Alberto Sordi, quando stava in bassa fortuna.
Naturalmente, il pensiero va alle sue vicissitudini sentimentali e Ilaria D’Amico, d’improvviso, per i tifosi, diventa Ilaria Da Nemico, visto che, da quando c’è lei, nel menage di Buffon, il portierone ha incrementato il ritmo delle papere. Esausto?
Poteva esserci una dimostrazione più evidente che la teoria della massima incompetenza è oro colato? Io che parlo di calcio! Ma, sempre meglio, a mio avviso, di chi, esperto di calcio, non ci capisce un piffero del resto.
Per carità di patria (e di colleganza) non rivelo nome e cognome del ‘peccatore’, ma il ‘peccato’ ve lo svelerò, baluardo di come la ‘teoria della massima incompetenza’ si trovi spesso applicata in casa RAI.
Pensate un po’: di fronte alle intemperanze della tifoseria croata, il candido che stava al microfono, distribuendo perle di saggezza e di cultura (calcistica e non) ai telespettatori, se n’è uscito con un inconsulto, incolto: ‘Che strano, fra croati e italiani mai c’è stato un rancore’ (o giù di lì… non pretendo di riportare pedissequamente ciò che costui ha detto).
Credo che al mio amico di TG1 Storia, Roberto Olla saranno di botto ricresciuti tutti i capelli dallo shock… Ma come… le Foibe, Gorizia, la questione istriana… tutto cancellato con un colpo di spugna?
Aveva ragione, Roberto, quando, durante la presentazione del libro di Mario Avagliano e Marco Palmieri ‘Vincere e vinceremo’, ha detto che, a scuola, giusto si sfiora la storia patria dai principi del ‘900 in poi…
Questa gaffe senza scusanti del suo collega – che, teoricamente, dovrebbe essere uno in grado di andare al di là degli album delle figurine Panini – è la dimostrazione palmare che ‘Perdere e perderemo’ la nostra battaglia per la cultura.
Tant’è che, da quel che mi è parso di capire dalle parole di Olla, pare che anche TG1 Storia corra il rischio di essere trucidato. Dovesse succedere che la gente si metta a pensare e a studiare…

 

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